6 maggio 2010

Tutti moralisti con Totti

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E' la prima volta che parlo di calcio in questo blog, ma non mi addentrerò molto nelle ultime vicende, ma cercherò di allargare lo sguardo.

Ieri sera ha destato sgomento, durante la finale di Coppa Italia disputata fra Roma e Inter, il calcione e il colpo alla nuca rifilato da Totti, capitano giallorosso, a Balotelli, giovane promessa interista.
Di primo acchito chi non avrebbe voluto scagliarsi contro il romanista, per il suo atto di totale vigliaccheria?
Ma questo è semplicemente ciò che s'è visto, mentre nessuno potrà mai sapere delle provocazioni verbali e gestuali/mimiche del rivale durante questa o altre partite.
Siamo così schiavi dell'immagine e dell'ultimissima notizia, che non riusciamo ad immaginare cause che non ci vengono dette/mostrate?
Questo vale per ogni cosa, per ogni attacco verbale di un qualsiasi politico contro un altro o contro un altro Paese. Noi vediamo ciò che ci fa comodo e ciò che fa comodo a coloro che abbiamo delegato al potere.

Un calcione da dietro è un'azione riprovevole, anzi esecrabile (come piace dire a certi politici per ergersi a sapienti incacciabili), grazie al quale tutti noi possiamo finalmente svolgere il ruolo dei moralisti ergendoci un gradino più in alto dei calciatori che tanto invidiamo, ma seguiamo perchè ci fanno sognare.
Non vediamo l'ora che commettano qualche bizzarria anticonformista e incivile, per giustificare così la nostra ignavia, che consta nel non esplicare mai le nostre volontà e nel metterle mai in pratica. Loro possono e lo fanno senza apparenti problemi, noi no.

Perchè finalmente?
Perchè per la maggioranza di noi, fin dalla più tenera età, la vita è costellata da educazione, insegnamenti, regole, leggi e punizioni e..qualche premio (che non entrerà mai nella storia) che sancisce la nostra definitiva nullaggine e la loro assoluta supremazia.
Loro chi? Genitori, maestri, professori, preti, legislatori, vigili, giornalisti, presentatori tv, vecchi, bacchettoni, vecchi bacchettoni, gente insomma che sa cos'è giusto e cosa è sbagliato, nonostante questa capacità di discernimento sia insita (originariamente soggettivamente) in ognuno di noi.
Fin da quando nasciamo, dunque, ci insegnano subliminalmente attraverso tecniche di ricompensazioni meschine, ad ubbidire e a conformarci.
Chi sgarra dev'essere punito
con la pubblica gogna, senza considerare le cause che han spinto all'insano gesto questa nostra vittima sacrificale, punita quasi come volerla ammazzare, per aver mostrato il lato animale che c'è in noi, perchè il nostro sistema di valori non dev'essere messo in discussione.

Valori disumanizzanti che sta per umanistici disvalori.

Un disvalore è anche la ricerca, compiuta purtroppo senza anestesia totale, di un proprio idolo. Quanto ci danniamo infatti in codesta ricerca, e quanto ancor di più ci disperiamo quando questo idolo tanto amato ci tradisce.
Questa ricerca è la diretta conseguenza dell'educazione che ci viene impartita da intoccabili figure ricche di sapienza e di orgoglio. Anche da ragazzi e da adulti sentiamo il bisogno (indotto appunto da questi vecchi maestri) di un idolo, questa volta più malleabile perchè posto non dinnanzi a noi, che ci guidi nel mistero della vita, dandole così un senso.
Possiamo pensare al Presidente della Repubblica che ci dice cos'è la Patria e perchè amarla e possiamo pensare al calciatore famoso nel mondo che ci dice cos'è la sportività e perchè non possiamo fare a meno di quella sua attività.
Cosa sono questi uomini, se non professionisti della morale da tirare giù dal piedistallo? Perchè non può mai sostenere le nostre figure, codesta base?
E perchè ci dicono quanto è bella e quanta è giusta e sana una cosa? Sia perchè di questa loro sono esperti professionisti e quindi ci mangiano, sia perchè, evidentemente, non fan parte del sentire popolare. Senza le loro belle parole, tutti se ne fregherebbero di patria e lealtà, siccome sono cose inventate da uomini rapaci del passato.
Dal senso della Patria può nascere sì fratellanza, ma anche razzismo.
Dalla sportività può nascere sì pace fra i popoli che giocando col pallone si dimenticano le guerre, ma anche aggressività insita nel voler vincere, dominando e conquistando proprio come in una guerra, dunque.

Le belle parole e i buoni intenti non cambierano mai, MAI, il nostro essere animale.
Fatevene una ragione, moralisti.

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PS: nessuno ha osato farmi notare di aver scritto inizialmente "incaccabili" anzichè "incacciabili". Giuro sulla testa dei testicoli qui testimoni che si tratta di un errore non voluto. Non vale citare Freud.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

G R A Z I E !!!
Finalmente qualcuno che vede oltre il proprio naso!
Quando lo picchiano, lo insultano, o gli rompono la caviglia nessuno lo difende. Se c'è giustizia deve essere ambivalente. Altrimenti come possiamo insegnare comportamenti corretti ai nostri figli, che poi vengono costantemente smentiti dai fatti quotidiani? Ciao
Una mamma che non ama il calcio...

Danx ha detto...

Lasciamo che i figli imparino dalla strada

Matteo ha detto...

A me ciò che lascia basito sono le dichiarazioni di Napolitano "quello è un gesto inconsulto". Lui si preoccupa dei gesti di Totti! Allora lo schifo del governo cos'è?

Danx ha detto...

Mah..sai..dice cavolate come il Papa..
Sono lì giusto per dare un senso al loro sistema..