21 febbraio 2011

Uomo medio e Libia

Cosa starà pensando e dicendo l'uomo medio sui tumulti, moti, insurrezioni popolari nel Nord Africa e in special modo in Libia, nostro grande fornitore di gas e petrolio?

L'uomo medio è colui che crede che tutto gli sia dovuto (senza rendersi conto di essere uno schiavo del sistema che lui finanzia indomito, sistema che fa di tutto per non lasciargli immaginare un'altra vita), e pensa al male minore, male minore rapportato ovviamente al bene, nè maggiore nè minore, che lui deve ottenere, in questo caso benzina.
Forse starà pensando che tutto sommato, data l'impennata dei prezzi dei barili di petrolio, sarebbe meglio continuare ad appoggiare i dittatori, "altrimenti noi come andiamo avanti?" (eh porello, se non vengono sacrificati ogni giorno 2 pedoni e 2 ciclisti il PIL non va avanti, ahah), tutto ciò a discapito della democrazia che molti nostri simili non riescono a vedere.

Ci reputiamo evoluti, ma proprio come gli antichi romani andiamo avanti grazie agli schiavi, sia quelli in carne e ossa nelle fabbriche e nelle piantagioni, sia quelli in stato liquido e gassoso, e questi schiavi arrivano in gran parte dall'estero (in Italia ci sono trivellazioni solo in Basilicata e al largo della Sicilia, mi pare), in special modo da Paesi non liberi, ma siccome gli affari vanno (andavano) bene e siccome non ci sono altri fornitori più democratici nei paraggi, non gli chiediamo mai, a tutti questi dittatori africani, di cambiare le leggi, ma anzi, oltre a dargli miliardi per l'oro nero, gliene diamo altri per i loro eserciti.

L'uomo medio non può che appoggiare le scelte dei nostri governi che blaterano di libertà, mentre in realtà finanziano tutt'altro per mandare avanti questo nostro sistema puzzolente e distruttivo.

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