5 luglio 2011

L'anima bella del giornalismo servile


Qualcuno conosce Irene Tinagli? Ho letto che da poco è uscita dal PD per andare con quelli di Italia Futura e ogni tanto pare scrivere per La Stampa.

Nel suo ultimo articolo (link), "Se manca la visione del futuro", risulta essere pacato ma decisa nel farci capire che ciò che oggi ci sembra abominevole o inutile, nel prossimo futuro ci farà tutti felici.

Vediamo alcuni pezzi critici:


"Un Paese quindi perennemente imprigionato nei localismi, nel «fate quel che vi pare, ma non a casa mia»"
Ma se lei abitasse in una valle già densamente urbanizzata e se lì costruissero un'altra grande opera (dopo autostrada e ferrovia, un'altra ferrovia, ad esempio), vorrei vedere se non si lamenterebbe e direbbe, no basta, nel mio giardino/cortile no. D'altronde se uno non si lamenta di ciò che avviene sotto i suoi occhi e piedi di cosa deve lamentarsi? Se ce ne freghiamo delle conseguenze globali del nostro stile di vita consumistico perchè non vediamo direttamente le conseguenze (ambienti distrutti, operai sfruttati, ecc.), il minimo che possiamo fare è interessarci alla nostra zona di residenza.

"Il Paese dove i rifiuti traboccano inondando interi paesi, ma dove nessuno vuole un inceneritore, un Paese dove l’energia costa il 35 per cento più che altrove, stroncando la competitività delle imprese, ma dove è impossibile fare un piano energetico di qualsiasi tipo."
Ovvero si dovrebbe tornare al nucleare?
Ma in Francia se la bolletta energetica è mediamente inferiore a quella italiana è perchè la produzione di energia avviene grazie a decine e decine di centrali nucleari (e non le 4 che il governo italiano voleva costruire), di cui sarà poi interessante sapere il costo di smantellamento, costruzione di nuove centrali e anche il costo dei siti dove riporre le scorie radioattive. Ah, e il prezzo dell'uranio destinato a salire, non ne vogliamo parlare? Meglio di no, altrimenti la favola del nucleare casca. Favola perchè un attento lettore del sito "Qualetariffa.it" afferma che le bollette italiane e francesi costerebbero uguali (€0,0975 ogni Kw/h), se non fosse che qui si devono aggiungere dei "costi accessori" per €0,16..

"Un Paese iper-cementificato, ma dove gli avversari della cementificazione gridano inorriditi all’idea di un grattacielo che da solo potrebbe sostituire centinaia di bifamiliari con giardinetto, restituendo all’ambiente chilometri di terra libera."
WTF? Scusate il francesismo..
A me non risulta che i grattacieli, almeno quelli italioti, siano stati costruiti per le famigliole, bensì per le sedi di banche (es: Intesa-Sanpaolo) ed enti (es: Regione Lombardia e prossimamente Piemonte), quindi oltre a non sostituire migliaia di villette (praticamente questa giornalista ci sta invogliando ad andare ad abitare, a vivere, dentro dei megaloculi in nome dell'ambiente? E della nostra sanità mentale e fisica che ne è?), incrementano il traffico di automobili che saranno da questi mega palazzoni catalizzate.

"E tutti, tutti hanno un unico argomento: «ma in fondo c’è proprio bisogno di questa opera?». No, certo che non ce n’è bisogno. Non c’è mai un bisogno schiacciante di una cosa nuova che prima non c’era. L’Italia in fondo esisteva anche quando non c’erano autostrade, fogne, ferrovie ed elettricità. Ma è proprio questo il senso degli investimenti, il senso di una programmazione che guarda in avanti."
Eh sì, peccato che ora la ferrovia internazionale già ci sia..difficile venirlo a sapere e quindi scriverlo, uuuuh

"«Cosa succederebbe se ci fosse un ponte che collega la Svezia alla Danimarca?», si devono esser chiesti un giorno i governanti dei due Paesi. Lo hanno scoperto nel giro di pochi anni. Il ponte di Öresund che collega la città svedese di Malmö alla capitale danese Copenhagen fu completato in meno di 4 anni, dal 1995 al 1999, e aperto al pubblico nel 2000."
Piccola differenza fra 4 anni di lavori all'aria aperta con i 20 della TAC in Val di Susa a causa del traforo chilometrico (e conseguente milionario traffico di tir..), nevvero?
E soprattutto non c'era alcun ponte prima d'allora fra Svezia e Danimarca, mentre in Val di Susa una ferrovia già c'è, ma quante volte devo ripeterlo?


"L’Italia non solo è fanalino di coda tra i Paesi europei per chilometri di alta velocità, ma è quella che ne ha meno in cantiere, quella che ne costruirà meno in futuro.
La Spagna ha inaugurato la prima linea veloce nel 1992 e in meno di dieci anni ha costruito circa 2700 chilometri di alta velocità, il triplo dei nostri, e ne ha in cantiere altri 1800 (contro i nostri 92). La Cina ne ha operativi più di seimila e ne sta costruendo oltre quattordicimila, investendo 309 miliardi di dollari."
La Spagna? Ma se la Spagna, nonostante tutti questi km e km di AV, ha molti più disoccupati dell'Italia!
La Cina? La Cina??? Grande com'è e con tutti gli schiavi che ha (fattore determinante per la sua crescita economica) è imparagonabile!
Ma che razza di paragoni sono? Forse non ha studiato le proporzioni a scuola, eheh
E in Italia? Altro che Tav, ci servirebbero linee ferroviarie regionali decenti, non che arrivando a Roma con la TAV da Milano, devo aspettare 2 ore per un carro-bestiame per andare in giro per il Lazio..

Monnezza cari amici, questi articoli ben pagati sono pura e semplice monnezza!

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