29 giugno 2012

Folkloristico Marchionne!

Mi pareva che ieri sera in piazza mancasse un vip col maglioncino blu..

E oggi ho capito di chi si trattasse: ma di Sergio Marchionne, super impegnato in Cina ad inaugurare una nuova bellissima fabbrica Fiat in Asia dove il costo del lavoro è inferiore di almeno 5 volte rispetto a quello italiano (gli allegrissimi operai cinesi che un giorno sì e un giorno no si suicidano) e dove se ne fregano delle sentenze folklorostiche della Giustizia italiana (la Fiat aveva cacciato quasi 150 dipendenti perchè della FIOM e la IVSTITIA l'ha obbligata a riassumerli perchè l'azienda torinese aveva optato per questa decisione per un mero motivo di discriminazione).

Ma alla fine l'italo canadese (ricordiamo, è pure balbuziente oltre che stronzo, quindi dovrebbe farsi curare 2 volte) è un'amante del folklore: spazia dal Canada all'Italia, dall'Italia alla Polonia, Brasile e Serbia (sempre in nome dei contenuti costi del lavoro, sti cazzo di operai che vogliono tutti la villa con piscina!), dagli USA alla CINA.. per la serie gli opposti si attraggono! 

C'è da ricordare alcune delle sue uscite: "L'articolo 18 c'è solo in Italia"; "Senza l'Italia la Fiat potrebbe fare di più", ecc.

Leggete questo illuminante commento di un lettore de Il Messaggero:
"..Ne avessimo di piu`di gente come Marchionne in Italia!
e meno sindacalisti alla frutta, tipo Camusso ( piu`bella che brava)
Per quelli che non lo sanno:Marchionne,ha prima salvato la Fiat
dal fallimento,e questo lo ha ripetuto in America con la Chrysler .
Ditta questa mandata in fallimento dai tedeschi della Mercedes,
con una perdita per questi ,di circa 37 miliardi di Dollari.
NB:per quelli innamorati di sindacati tipo CGIL ;Negli altri
paesi Europei moderni,Se un operaio cerca un lavoro,deve mandare
una domanda col suo curriculumvitae,senza fare indicazioni,ne sulla
sua appartenenza a sindacati o partiti politici .
invece i nostri sindacalisti si credono di vivere in un paese stalinista,
dove il partito distribuiva i posti di lavoro.
Chissa`anche per questo i grandi costruttori d`auto,anche con le nostre page
del 40% inferiori alle tedesche ,non vogliono investire nel nostro paese.
"


Eh, te lo dico io perchè: in Italia non c'è nessun'azienda automobilistica straniera da sempre, per il semplice motivo che la Fiat da sempre ha ostacolato questi investimenti. Vai al Lingotto di Torino a chiedere il perchè.
Anni fa si parlava di un possibile approdo di case giapponesi. Non se ne fece nulla, in Italia dev'esserci solo la Fiat! I sindacati non c'entrano proprio nulla, visto che queste aziende erano interessate a venire!

Già negli anni del Fascismo si parlava di un arrivo della Ford:

"La FORD tenta di sfondare sul mercato italiano, dopo essersi assicurata la collaborazione di una potente lobby di industriali e finanzieri milanesi e di un gruppo di gerarchi, tra cui Emilio De Bono (vecchio amico del De Vecchi) e Costanzo Ciano, il cui figlio Galeazzo aveva sposato Edda Mussolini e al quale era stato promesso che uno dei due stabilimenti Ford in Italia sarebbe stato costruito a Livorno, sua città natale." .. "Agnelli, affiancato ormai dal fedellissimo “professore” Vittorio Valletta, punta subito sullo spirito nazionalista di Mussolini, insofferente all’invadenza di prodotti stranieri, vista come una mortificazione dell’orgoglio nazionale. E Mussolini avoca a sé ogni decisione in materia, bloccando i piani della Ford, “che non può pretendere di rifarsi in Europa delle perdite che subisce a casa sua”. Anzi chiude d’autorità – per questioni “d’ordine nazionale” – gli impianti che il gruppo americano aveva già nel porto franco di Trieste. Gli azionisti FIAT salutano con gioia questa decisione, che blocca anche un altro tentativo della General Motors di installarsi in Italia, “considerandola alla stregua di una colonia”; e, il 6 marzo 1930, votano all’unanimità la proposta di ricordare la decisione del “duce” con un’epigrafe a caratteri d’oro, collocata nell’atrio principale del Lingotto."

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