5 ottobre 2012

Sallusti e Farina, che porcata impunita

Praticamente quando Sallusti era diretto di Libero (dico bene?), un giornalista anonimo, tale Dreyfus (poi scoperto essere Farina già "Betulla") scrisse un articolo nel quale scrisse due porcate: la prima consisteva nella diffamazione di un magistrato che a detta sua aveva ordinato un aborto; la seconda invece consisteva addirittura nell'invito a condannarlo a morte..

Il direttore di un giornale deve sapere cosa scrivono i suoi giornalisti, deve leggere tutti i varti articoli e nel caso non riesca a farlo, scusarsi il giorno dopo ammonendo o cacciando il diffamatore e/o aizzatori di cattotalebani.

Così non è stato. Sallusti continua a dire balle in Tv.
Come se non bastasse siamo arrivati a sapere che Farina, radiato dall'Ordine dei giornalisti per aver lavorato coi servizi segreti, è finito in Parlamento perchè il suo amicone Feltri ne aveva parlato bene a Silviuccio, per il semplice motivo che sapeva scrivere bene. Sarà dotato di un'ottima prosa, ma la razionalità la perse da quel dì!

Sallusti è stato recentemente condannato a 14 mesi di carcere per somma di diffamazioni e chi è contro questa decisione sbaglia ad accusare la legge italiana di illberalità, legge che colpisce l'opinione, perchè in questo come in altri casi, non c'è alcuna opinione, c'è una bella e semplice diffamazione, diffondendo volutamente il falso, e diffusione di odio.
Anche in questo caso, certo, la galera è esagerata. Bisogna colpire questi giornalisti nel portafoglio e nell'orgoglio, radiandoli, inibendoli dallo scrivere e dal dirigere, vietando anche le firme anonime.

PS: come mai, solo ora, tutti quanti fanno i super liberali contro una legge italiana che punisce la diffamazione per mezzo stampa con la galera? Prima dov'erano? E quando volevano il carcere per chi diffondeva le intercettazioni?
Nel sito Linkontro, si parla della doppia morale: da una parte son tutti contro la galera per i giornalisti, dall'altra parte però nessuno fiatò nel 2009, quando col governo Berlusconi tornò in auge la pena detentiva per "oltraggio a pubblico ufficiale", per chi praticamente offende verbalmente ad esempio un poliziotto, senza però che le sue parole vengano diffuse in tutta la nazione e nel emondo (neanche nel paesino dov'è avvenuto il fatto..). Una bella sperequazione, non trovate?
Eppure tutti muti.. mah

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