22 giugno 2009

Dittatura delle veline

Ormai è appurato, è una certezza, un fatto storico di portata internazionale:
in Italia vige la dittatura delle Veline, data la loro importanza si meritano la v maiuscola!

La prima su fu Mara Carfagna che un anno fa prese le redini del ministero delle Pari Opportunità (questa volta il maiuscola non è dettato dall'importanza, ma dalla similitudine con il Ministero della Verità del libro 1984)
svilendo il ruolo della donna, infatti lei passò, dopo una breve trafila nelle quinte di Forza Italia, dai palchi e calendari dove poseggiava in mutandine, ai banchi severe del Parlamento, legiferando, pensate, sulla prostituzione...

Dopo mesi turbolenti, in cui si susseguivano leggi vergogna, spuntò la biondina Noemi Letizia, dal cognome che desta sospetti, leggasi Camorra, che festeggiò il compleanno, pensate, nella famigerate Casoria in compagnia di Silvio "Papi" Berlusconi, il quale venne ritratto con ogni membro della famiglia, persino con i cuochi, forse per mostrare l'unione fra il capo dell'Esecutivo e chi, invece, esercita un potere antistatale in quella zona d'Italia.
Insomma, dopo aver messo al Governo una calendarietta, Papi subito dopo cascò, come un maniaco sessuale pedofilo, nella trappola tesa dalla Camorra che gli infilò un book sulla sua scrivania (o su quella di Emilio Fido) di una irresistibile biondina che l'avrebbe portato al centro di accordi con la mafia napoletana (questo è quello che si può presumere).


Berlusconi da buon cattolico con cotanto di allegra famigliola (sparsa però per le ville), nessuno l'avrebbe immaginato sommerso da sgualdrinelle, invece è proprio quello che venne fuori grazie al fotografo sardo Zappadu che lo colse accanto a tantissime bellezze italiche e non.
Tante volenterose veline, bionde e more, del nord e del sud Italia, alcune anche coi tacchi e gli stivali accanto alla piscina, altre pure straniere, dall'accento un pò rumeno, sì quell'accento tanto fastidioso al centro-destra. Ci mancava pure una negretta, siccome il premier odia l'Italia multietnica, e l'ipocrisia superava ogni limite sopportabile.

Veline? Solo veline, modelline, calendariettine, soubrettine, bariste, sciampiste, commessine? Nooo, anche escort (come la ormai famosa Patrizia D'Addario) e magari qualche agente segreto inviato da "Stati canaglia" dell'Est Europa (come le amichette rumene o bulgare).

Perchè parlo di dittatura?
Primo, perchè se al Governo ci mettiamo una velina e non una donna impegnata (la Carfagna è un robottino, suvvia), le leggi saranno decise sempre e solo dal capo supremo, con queste pronte a dire di sì e a difenderlo a spada tratta (una leggerissima differenza da ciò che invece compie Fini, sempre pronto a dire la sua).
Secondo, perchè, mostrandoci la bellezza, intrattenendoci col gossip (relativo alle loro sfilate in centro intente a fare shopping, tanto per intenderci), si sostituiscono, si nascondono, le notizie importanti relativi a provvedimenti legislativi.
Terzo, perchè le varie amichette straniere, potrebbero entrare a conoscenza di dettagli, di segreti di Stato importantissimi per la nostra difesa del territorio e finire in mano a capi di Stato e servizi segreti stranieri. Non penso sia da scartare questa ipotesi, siccome nello spionaggio internazionale, durante la "Guerra Fredda", alcune azioni vennero di carpimento dai vennero compiute da affascinanti donne seducenti.
Quarto, perchè l'ingresso di Romania e Bulgaria, fu spinto dal nostro Papi, forse grazie agli invii di puttanelle bionde al nostro amato premier da questi due paesi, ben consci della sua attrazione verso giovani puledre.

Bene, la politica estera e la nostra difesa sono in mano alle veline e sgualdrine.

1 commento:

Gunther ha detto...

che roba!! prima ancora anni fa c'erano le attrici, le presentatrici, le annunciatrici, dopo le veline, ci saranno le avvocatesse, le dottoresse,... in confronti i film trash anni 70 non erano niente