29 giugno 2009

Gli scemi e il progresso

Cos'è il progresso?

Probabilmente codesto evento impalpabile (un evento, poichè prima o poi il progresso dovrà comparire e rendersi visibile anche agli occhi degli infedeli) scaturisce con l'incrementarsi di numeri sulla cassa e nei conti correnti. Affinchè ciò avvenga bisogna lavorare per poi consumare. Anzi, prima bisogna inventare, costruire e poi vendere. Più vendi, più compri, più ti senti realizzato. Si, perchè fin dalla nascita, ti insegnano a stare fra la roba, fra contenitori, fra tecnologie presto desuete, fra immondizia e lamerie, fra consumi ed inquinamenti considerati normali, ti insegnano rispettare questo stato, educandoti da robottino sempre conseziente: c'è una filiera, che parte dalla mamma che ti allatta con latte contaminato, al catechismo dove si prega e si recita la parte dei ferventi credenti senza dire "beh", si studiano ogni materia scolastica del mondo, anche se poi te ne servirà 2 o 3 al massimo e così via. Sempre ubbidienti per non cambiare il mondo.

Sono tante le cose che il progresso compie contro la nostra vita quotidiana:
compriamo un sacco di cibi infilati dentro buste di plastiche, anche l'acqua, che ricevendo raggi solari rilasciano sostanze tossiche. La plastica, se non verrà riciclata, sarà gettata in discarica o bruciata negli inceneritori rilasciando per km la diossina.
Le città si allargano, la gente abita sempre più distante dai centri dove si ritrovano le istituzioni, le banche, i musei e per raggiungere i posti di lavoro si prende l'auto che, anzichè liberarci, ci costringe ad interminabili code con motori accesi pure al semaforo.
Eh si, perchè al momento abbiamo lo stesso tipo di motori di 1 secolo fa, non c'è ancora in commercio alcun motore che non vada a gasolio, nessun motore che si spegna da solo o che inviti a farlo, nessun sistema frenante, se non in pochi esemplari, che sfrutta la frenata per ricavarne energia da usare per il trasporto.
Compriamo gps portatili e per auto, compriamo registratori audio, chiavette usb, lettori mp3, casse subwoofer, cellulari minuscoli. Poi quando ci rendiamo conto che ci sono nuovi accessori ancora più piccoli, o che in realtà ciò che abbiamo comprato non ci servono, li gettiamo. E dove va a finire questa monnezza tecnologica? Il tutto viene imbarcato in Olanda e gettato in Ghana dove i ragazzini sguazzano nelle pozzanghere intrise di sostanze chimiche.
Per sviluppare la nostra economia dobbiamo comprare, consumare, sprecare, rinchiuderci, imbarbarirci, disinteressarsi dell'ambiente, della natura sempre più lontana, entusiasmarci per ogni nuovo prodotto tecnologico e di moda, che sia sostituibile 6 mesi dopo (se va bene).

Comprare e pubblicizzare tutto e dappertutto, tranne ovviamente che e sui giornali kumunisti!

E mentre scienzati e umanisti vogliono gettare nel dimenticatoio il PIL, pensando invece ad un sistema che misuri la felicità, abbiamo politici e giornalisti che parlano sempre e solo del primo.
Intanto sto consumando petrolio (o carbone? o uranio?) per scrivere ciò, tra poco getterò nel sacchetto della plastica non so quanti involucri per la carne, prosciutto, insalta, yoghurt, ecc., guarderò programmi in tv, la quale ha sostituito un'altra tv che ora non so dove sia, probabilmente il suo tubo catodico sta intorno al collo di un bambino africano, mentre un mio vecchio cellulare nella bocca del suo fratellino neonato, con la batteria che sversa liquami.

Bello il mondo, no?

Gallery La Repubblica + Greenpeace, qui.

PS: penso di iniziare a scrivere brevi post sulla stupidità umana consumistica contemporanea, "liberamente accettata" dalla massa che non fa nulla per sollevarsi dalla mediocrità.

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