1 luglio 2009

I giudici alfaneschi

Due giudici della Corte Costituzionale che, assieme ad altri loro esimi colleghi ad ottobre decideranno sulla costituzionalità o meno del Lodo Alfano che protegge le 4 più alte cariche dello Stato Italiano dai processi, hanno cenato assieme a Berlusconi (appunto uno di questi alti rappresentanti per il quale è stata creata questa legge vergogna "ad personam +3"), al ministro della Giustizia Alfano, al sottosegretario alla presidenza Gianni Letta (ex vice presidente Fininvest. E poi dicono che non sia un partito-azienda: un'intera scuderia aziendalista è entrata in Parlamento e gli italidioti accettano tutto ciò, come se in questo modo ci fosse davvero democrazia e meritocrazia, quando invece c'è solo un singolo, il capo, che si sceglie i suoi più strenui difensori per incrementare il suo reddito e non farsi processare) e al senatore del PDL Carlo Vizzini (condannato in primo grado negli anni 90 per le tangenti Enimont, ma poi libero grazie alla solita italica prescrizione. Link condanna. Recentemente dimessosi dalla Commissione parlamentare Antimafia, a seguito di un'indagine che lo ha visto coinvolto per favoreggiamento dell'associazione mafiosa. Link)

Chi sono questi 2 giudici?
Paolo Maria Napolitano e Luigi Mazzella.
Il primo fu
chiamato come componente del gabinetto del Vice Presidente del Consiglio dei ministri Gianfranco Fini all'inizio del I Governo Berlusconi, conseguì la nomina a Consigliere di Stato nel 2003. Proseguì il rapporto con il Vice Presidente Fini, seguendolo alla Farnesina dove ricoprì la carica di capo dell'ufficio legislativo.
Il secondo dal 14 novembre 2002 al 2 dicembre 2004 è stato Ministro della funzione pubblica nel Governo Berlusconi II. Eletto giudice della Corte Costituzionale dal Parlamento il 15 giugno 2005.


La loro bravura e intelligenza non viene messa in dubbio, ma è il loro legame col Presidente del Consiglio che pone seri dubbi sulla, diciamo, "costituzionalità del loro parere" sulla costituzionalità del Lodo Alfano.
Un condannato amico del boia, non penso sia accettabile. Magari mi sbaglio, ed è giusto, invece, che un perseguitato possa stringere amicizie importanti per poter sopravvivere.


Il giudice Mazzella ha rilasciato un'intervista a La Repubblica (link) di cui riporto un sunto con, fra paresenti, le mie idee a riguardo.
Mazzella si dice, assieme al caro Silvio, oggetto di barbarie (le accuse sono barbarie?) e gli rinnova l'invito a cena (coraggioso). Si chiede chi abbia fatto la spia in stile Ovra, la polizia fascista dei bei tempi, si chiede inoltre come abbiano fatto ad affermare che durante la loro cena si sia parlato del Lodo Alfano (Di Pietro non ha mai affermato ciò, ma ha semplicemente fatto una banale supposizione, oserei dire automatica. Basta andare nel suo blog e leggere i suoi articoli).
Conclude affermando che molti suoi colleghi hanno stretto amicizie (
nel presente, nel recente passato o nel passato remoto?) con altre personalità dello Stato senza alcun scandalo (come dire: "Posteggiano tutti in seconda fila, perchè tu, vigile, dai la multa solo a me?") e che in un Paese civile, composto da tante persone civili quali loro pensano che gli italiani siano (infatti Berlusconi dichiarò che secondo lui, il telespettatore medio ha 11 anni), possa, un gentiluomo, invitare a cena un suo caro amico (e gli altri 3 presenti cosa fanno, da portacandela? In 3?).

Spassosissimo, pensavo fosse più scaltro, invece un bambino di 11 anni come me sa "sputtanarlo" benissimo.

Forse ha ragione chi, come Elio Vito oggi in Parlamento, dice che una cena fra queste persone non è uno scanadlo, infatti la C.C. è composta da 15 giudici di cui 5 eletti dal Parlamento. Ovvero, è plausibile che alcuni fra quelli scelti siano sicuramente faziosi, poichè già amici o comunque colleghi di certi politici di certi partiti.

Link Corte Costituzionale (Wikipedia)

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