7 novembre 2010

Futurismo, no grazie

Uhhh che novità i finiani.

Bellissimo il discorso di oggi sulla legalità, che però vuol dir tutto e niente, infatti a loro la legge Alfano piace e poi se seguiamo la legge gli spinelli son droga, mentre le sigarette, l'alcool, il gioco d'azzardo, la tv, etc., no, mah.I
Un pò meno bella la risposta di un finiano ad un giornalista in cui il primo ha fatto cenno soltanto della produttività.
Cioè, il problema dell'Italia sta nella sua bassa crescita economica, qualcosa non mi torna, siccome se il problema é anche morale tornare agli anni ruggenti (che poi, se guardiamo gli articoli di giornale di anni fa, si é sempre parlato di crisi, perché agli industriali guadagnare 2000 miliardi mentre l'anno prima questi erano 100 in più non va bene, ma poverini bisogna compatirli, sono cresciuti in mezzo ai numeri e non potranno che essere per sempre loro schiavi) non risolve nulla: anni '80 cosa vi dice? A me trash a manetta.

Non c'é scampo alcuno, dobbiamo produrre come forsennati per paura di stare con le mani in mano, perché se ci feriamo non faremo altro che pensare alla nostra inferiorità rispetto agli animali che per vivere devono solo cacciare, siccome loro non sono coscienti di dover morire. Il lavoro alla fine é un qualcosa atto a distrarci da questo evento incombente.
Ma produttività cosa vuol dire? Essenzialmente produrre sempre di più.
E se si deve produrre alla grande, per partito preso, produzione come fine e non come mezzo, quali conseguenze ci saranno? Quelle che già ora conosciamo e cioè la "negazione dell'Eden" oserei dire, infatti tutti quanti noi abitanti del mondo occidentale (l'etico di Occidente é "decadenza") siamo tristi o stressati da mattina a sera e imprigionati nel solito tran-tran, inscatolati ed ingabbiati per essere sempre vicini, o per raggiugnere alla svelta, il posto di lavoro.
Vite dedicate al dio denaro che però rende felici (forse) solo poche persone già ricche.
Poi, per qualche giorno all'anno, tutti a sdraiarsi su una bella spiaggia quando per la maggior parte del loro tempo il loro posto prestabilito da questa società sarà una banale seggiola d'ufficio quando va bene, se non una panchina al parco o perché no, un appartamentinto dentro un box auto!
E' veramente incredibile come non si badi all'inquinamento prodotto da questa società che per fortuna del mondo esiste da circa 200 anni (l'era industriale) e ai tumori da questa generata (ma ciò non viene mai detto, sembra che il cancro sia un qualcosa lanciatoci contro dagli alieni).

Un giovane di Futuro e Libertà, un innocente e speranzoso 20enne, e per questo molto pericoloso perché si illude e ci illude, ha parlato di futurismo inteso come voglia di pensare al futuro. Beh, non é stato un discorso molto originale siccome prende ispirazione dal nome del movimento ora partito e anche perché la parola "futuro" é nella bocca di tutti i politici che cercano voti e prebende, nel presente però, per un futuro luminoso, anzi ricco, come il loro presente.
Mi preme ricordarvi che la corrente artistica del Futurismo era strettamente legata all'industria, e quindi questa frase del giovine futurista ben si lega al politico di cui prima, di cui mi dispiace ma non so il nome e neanche mi interessa, siccome in genere le persone sono tutte uguali e replicano le cose pensate, dette, fatte da altri della generazione precedente e così via all'infinito.

2 commenti:

Inneres Auge ha detto...

Ma sai che sembrava il convegno dell'IdV?

Dannox ha detto...

eheh vero, ma nessuno di questi si rende conto di essere un cattopatriarcapitalista, o forse sì e gli sembra giusto e normale, bleah