3 maggio 2014

Ecco perché esistono le religioni

Sono sempre più convinto che i religiosi siano dei malati di mente.
Più vedo religiosi vestiti da donna e con robe buffe in testa, più me ne convinco. Più passa il tempo e più li guardo strano. Una volta era anche per me normale vedere persone simili senza fare una piega, ma questo avveniva solo perché tutte le altre persone non reagivano a questa vista, anche se magari omofobiche, ma anche perché ero abituato a vederli fin da piccolo. Gli omofobi se vedono una persona comune vestirsi da donna, si scandalizzano, se invece vedono un prete, che non si sa perché si veste anche lui da donna, lo applaudono. Solo dei malati di mente possono apprezzare uomini vestiti da donna e allo stesso tempo odiare uomini vestiti da donna. Considerando che entrambi non perpetuano la specie umana (e io dico, meno male!), non si capisce il perché di questa discriminazione!


Capisco che gli umani siano consci di dover morire, mentre gli altri esseri viventi no (anche se l'istinto di sopravvivenza gli altri mammiferi ce l'hanno eccome, e pure gli insetti!), ma non per questo devono considerarsi gli unici dotati di anima, che per me è una balla clamorosa, proprio come dio, sono ambo invenzioni del nostro cervello --- pensiano esistano perché possiamo immaginarle, ma fino ad ora nessuno ha dimostrato la loro esistenza --- , gli unici ad essere simili a dio (chi???), gli unici a poter vivere per sempre, ovviamente in paradiso, che secondo i religiosi è un posto stupendo, più stupendo di qualsiasi atollo.
Si noti come i religiosi siano anche chiamati credenti, poiché una loro "qualità" è il credere, anzi, il dono di credere (il dono ci sta sempre nelle loro frasi..). Ma uno che crede è un credulone, ovvero un ritardato! Perché dovrei credere, quindi piegarmi a convinzioni altrui mai dimostrate, mandando al vento i pensieri del mio cervello e di conseguenza le mie volontà? Eh già, perché uno che entra a far parte di una religione deve piegarsi ai dogmi, mica noccioline!

Dicevo dell'anima e del paradiso.. si capisce chiaramente come praticamente tutte le religioni dell'umanità (e di chi altro, se no?) siano antropocentriche, incentrate sugli umani, e che abbiano avuto subito successo grazie all'egocentrismo delle persone divenute credenti, persone che pregano il loro dio per sé e che secondo loro sta sempre lì ad ascoltarli, affinché vengano perdonate per poter vivere eternamente in paradiso.
No way, siete mortali e morirete come tutti quelli morti prima di voi nel corso della storia dell'umanità! E una volta morti è tutto finito, ma non è una cosa brutta, perché tanto non ve ne accorgerete di essere morti una volta morti.. Mi capite, vero? Dai, non siate così fissati con la morte, come siete macabri. E pure col sesso, ma che siete, un branco di maniaci, creduloni?


Parliamo un po' di sesso: secondo i religiosi patriarcali e patriarcalizzati come gli ebrei, i musulmani e i cristiani, il sesso è una cosa brutta, malvagia, demoniaca (ecco qua un'altra balla: il demonio!), però loro sono i primi a dire che la vita è un dono, che la vita è bella (ma se fosse bella, considerando che comprende la morte, non dovrebbero desiderare una vita eterna, perché loro amano la vita terrena e naturale che è composta appunto anche dalla morte.. ma vabbè!) e che per vivere bisogna nascere, e che per nascere bisogna compiere l'atto riproduttivo, ovvero fare sesso! Come si fa a fare sesso se non si parla e non si vedono e non si fanno cose sessuali? Loro vogliono sentirsi sovrannaturali, però poi alla fine anche loro infilano il pene nella vagina per fecondare l'ovulo. Cosa poi ci sia di amorevole in ciò me lo devono ancora spiegare. Così come devono ancora spiegarmi in cosa consisterebbe il dono della vita, se solitamente una persona il dono lo riceve quando è in vita, non quando non è ancora nato, per uno non nato non esistendo non richiede nulla, e non può neanche dire "No, grazie", per cui purtroppo uno viene al mondo diciamo così, controvoglia, ed è costretto ad una vita amara in una "valle di lacrime" dove dovrà sudare le "sette camicie" e nel frattempo "partorire con dolore" per poi crepare dopo magari atroci sofferenze imposte dalla natura o dai suoi simili torturatori.
Insomma, l'atto riproduttivo non è sinonimo di amore, e la vita non è un dono. A me pare chiarissimo, ai credenti no, perché loro bevono tutto quello che gli viene detto dai venditori di fumo, e ripetono in giro le frasi fatte per sentirsi parte di una forte e vasta comunità.

Se parliamo di sesso non possiamo non parlare di verginità.
Secondo loro Maria diede al mondo Gesù da vergine perché questo bimbo fu opera dello Spirito Santo (??). In realtà questa è una trovata per non intaccare un'altra trovata, quella patriarcale del "valore della verginità". In Patriarcato la verginità è un valore perché non essendoci, fino a pochi decenni fa, il test del DNA, un uomo per assicurarsi che quella data donna partorisse un figlio generato soltanto col suo seme, la doveva e la voleva prendere in sposa vergine, e anche durante il matrimonio doveva vivere da segregata, perché c'era il rischio che gli venisse voglia di farsi ingravidare da un altro maschio e ai maschi non piace molto dover badare alle cose altrui. Il figlio dev'essere proprio, perché gli si darà il proprio nome, perché vivrà per anni coi soldi del padre e perché poi gli si vorrà cedere la proprià attività, occupandosi delle faccende della famiglia.

Si noti infine come un tratto che accomuna i religiosi, sia quello di divenire tali solo grazie alla tradizione e alla famiglia, senza queste due cose nessun bambino si sognerebbe mai di finire in chiesa o in altri luoghi definiti sacri solo perché si ammassano persone convinte di poter lì così parlare con un loro amichetto immaginario.

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