24 marzo 2015

Disoccupati e Paraculati

In Italia c'è un alto livello di disoccupazione che, se abbinato alla corruzione e al nepotismo, dà una chiara visione di come possa essere la vita lavorativa (e quindi anche in generale, perché senza lavoro non si ha una casa, un'auto, neanche del cibo!!!) per una qualsiasi persona che, seppur più fortunata rispetto ad un africano o indiano che vive nella merda sciolta, è sfortunata perché non ha conoscenze che possano aiutarla a trovare un lavoro sia decente dal punto di vista della mansione e dello stipendio, che sicuro.

Nonostante ciò, ci sono quelli nati con la camicia che credono davvero di meritare le loro camice, e che credono anche che chi non è come loro, è solo perché è un deficente.
Per cui secondo questi esimi professionisti della paraculaggine (gente che ha casa e lavoro grazie al papà), chi è un "deficente" dovrebbe andare a vivere sotto i ponti o ammazzarsi.

La parola "aiuto" o "solidarietà" non esiste in questa schifosissima società dove ognuno pensa per sé, chiude la porta di casa e si gode i suoi soldini, stufandosi anche dei vari spot delle organizzazioni umanitarie.

Peggio ancora forse chi manda i soldini alle ONG poi denigra qualche giovane a caso perché non è "indipendentente economicamente".
Ma è ovvio che molti giovani non lo siano, e poi nessuno lo è: il giovane disoccupato dipende dai genitori, ma questi genitori lavoratori dipendono dal datore di lavoro o dai clienti.
E' tutta una catena. Nessuno può incassare dei soldi da solo, perché i soldi non scendono dal cielo!

Insomma, tra quanto tempo vedremo una società migliore? Nelle città è impossibile, ma anche in generale lo è perché più aumenta il numero dei poveri, più la gente e questi son tutti incarogniti!


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