25 marzo 2015

Strage Tunisi, ognuno piange i SUOI morti

Non so se l'avete mai notato, forse no perché reputate normale fare giornalismo in questa maniera (o ne siete assuefatti), ma ogni qualvolta si racconta una strage o un incidente, ecco che vengono menzionate soltanto le vittime di un certo Stato..


L'ultimo esempio è quello della strage terroristica avvenuta a Tunisi:
tra i morti troviamo italiani, ma anche altre persone europee.
Nonostante siano europee, ovvero persone che possiamo benissimo reputare nostre vicine di casa, ecco che i giornali e i telegiornali italiani mostrano soltanto i volti e i nomi (e i pianti dei parenti) soltanto degli italiani.. Un po' come per il caso dei due marò arrestati in India: i loro nomi hanno fatto il giro dell'etere, ma dei pescatori indiani ammazzati non si è mai saputo nulla..!!! Eppure questi due italiani sono vivi, mentre quei due indiani no...

Se già l'uomo ha una triste visione antropocentrica (ovvero prima l'uomo, poi gli animali e le piante), a causa dell'esistenza degli Stati e della classificazione di questi in base al PIL e alla potenza militare (parlapà che bella visione della vita che si ha nel patriarcal-capitalismo, una visione che si fonda solo sulla quantità e sulla violenza!), ecco che notiamo anche una divisione degli umani in base alla provenienza: se vivo in Italia devo badare agli altri nati e vissuti entro i confini di questo Stato, degli altri  mi frega poco o nulla e il grado di interessa scema più questi vivono lontani o vivono in Stati poveri.

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