14 settembre 2010

Tremonti, Bersani, Maroni

Foto di Josef Koudelka, Praga 1956

Tremonti che fa finta di non sapere che i più grandi infortuni sul lavoro avvengono nelle piccole ditte, tante, sparpagliate e incontrollabili mi verrebbe da dire (forse perché tutti la pensano come lui) e Bersani in veste di badante che rassicura Napolitano dicendo alla platea di Torino che "Noi a Napolitano gli vogliamo bene, noi gli vo-gli-a-mo be-ne!!". Non so se per non aver condannato l'invasione sovietica di Praga del 1956 o per non aver firmato contro il Lodo Alfano l'anno scorso perché "tanto se firmo me la rimandano indietro uguale a prima".

Una cosa seria e saggia, però, Tremonti la dice: "C'è ancora l'illusione che la laurea sia un ascensore sociale, ma questo ascensore oggi porta molti verso il vuoto".
Vero, peccato però che dove ho letto questa frase (La Stampa di venerdì 10 settembre 2010) non sia menzionato alcun approfondimento (magari non l'ha fatto) che avrebbe potuto avere due diramazioni: i laureati, specie quelli che escono da certe facoltà, sono troppi ed è ovvio che non possano trovare un posto di lavoro adatto alle loro competenze (anche perché la vita media s'è allungata e con essa la vita lavorativa dei vecchi); la tv, la politica (dove anche lì è ammessa e concessa la prostituzione, parole di Stracquadanio che non mi scandalizzano perché so come va il mondo patriarcale) e l'ufficio legale o la fabbrichetta vicino a casa nostra dimostrano che solo i "figli di" lavorano con ampie sicurezze.

Maroni, come Berlusconi, mi stupisce per la sua sicurezza, infatti è convinto di poter debellare il cancro della criminalità organizzata (in questi giorni su Facebook è tornato a circolare il reportage dell'Espresso sugli "schiavi del pomodoro" in Puglia, chissà se ci è mai andato di persona..), ma secondo voi è possibile?
Secondo me no
, perché il fatto di voler rubare per accumulare (cosa santificata dalla proprietà privata), ricorrendo anche all'omicidio, a stragi, ad entrare nelle istituzioni per farsi leggi apposite ai propri scopi egoistici e criminosi, è insito in tante persone specialmente nei caldi Paesi latini come il nostro, quindi è un fatto culturale molto radicato e non bisogna badare alle singole organizzazioni, ma all'andazzo generale della nostra società e di tutti i vari ladroni che, nascondendosi dietro a monitor e numeri, possono rubare tranquillamente senza provocare sollevazioni popolari per il semplice fatto di non aver compiuto azioni materiali ben visibili.
La criminalità organizzata non è altro che la quintessenza del capitalismo, infatti non fa altro che cercare di impossessarsi il prima possibile di tante risorse e proprietà, cercando di oltrepassare innumerevoli leggi, proprio come tanti imprenditori.

Questo desiderio malato non cesserà mai di esistere, quindi io mi scaglierei contro i reati in generale, non semplicemente contro le mafie.
Bisogna eliminare ogni truffaldino (per essere gentile) che si diverte a mangiare in un giorno ciò che un africano mangia in 10 anni e un disoccupato italiano del "grande Occidente" in 1 anno, approfittando della sua posizione predominante (ma "La legge è uguale per tutti"..).

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