18 febbraio 2011

Benigni ci ha esaltati troppo

Certo che se non fosse comparso Roberto Benigni, la puntata di ieri del Festival di Sanremo si sarebbe risolta in una farsa, perchè cantare canzonette non ci fa sentire uniti come italiani, ma come vittime di sogni amorosi (e non è bello: l'amore come lo intendiamo noi è una tragedia, se non c'è quella persona valiamo meno di zero e vogliamo morire, se invece c'è siamo super gelosi e finiamo per ammazzarla).
Grazie a lui abbiamo percorso momenti concitati della nostra storia, quando l'Italia era composta da tanti pezzetti, con all'esterno tanti corvi.

Però è possibile che anche per Benigni Churchill sia un eroe? Non gli bastò distruggere le industrie tedesche, nonostante la resa dei nazisti, no, dovette pure far radere al suolo intere città facendo migliaia di vittime (innocenti!). Un vero criminale di guerra!
E poi, come si fa a sopportare chi ancora incensa l'Impero Romano? Se fossi un ebreo o un etrusco non mi vanterei di questo passato italico!

La morale della favola di Benigni è che senza passato non siamo niente, ed è vero, perchè dal momento che viviamo dentro una società, una nazione, dobbiamo anche carpire i sentimenti che l'hanno fondata, costituita, dato vita pulsante, e allora è giusto ricordare i nostri martiri del Risorgimento, ma per non rovinare la favola non ha proseguito, Benigni, "decantando le gesta" del Fascismo, così come non ci ha detto che l'Italia visse fino alla fine della 2^ Guerra Mondiale sotto una monarchia (gli dò però atto di aver sottolineato il fatto che le donne votarono la prima volta solo nel 1946)

Benigni, troppa retorica storpia!

Se il patriottismo degenera sempre, perchè è così e lo è in ogni parte del mondo, non è forse ora di ammainare le bandiere?
Per fortuna oggi non dobbiamo difenderci da nessun'altra nazione troppo vicina da impensierirci, quindi faremmo meglio ad unirci "amorevolmente" coi nostri vicini, senza stare a badare troppo al nostro orticello ininfluente sulle sorti del mondo.

E poi, al giorno d'oggi, che differenza può esserci ad esempio fra un italiano e un francese? Nessuna, entrambi vivono in solitudine la loro condizione di cittadini globali, in solitudine perchè è un vivere senza storia, è un vivere legato ai soldi, alle merci che si hanno e che ci vengono fatte desiderare, è un vivere senza ideali, se non quello di avere sempre più negozi da raggiungere attraverso strade e mezzi sempre più veloci, è un vivere da omologati anche in fatto di gusti oltrechè dei consumi, ed entrambi consumano alla grande le risorse del mondo.
Non v'è più differenza fra gente di nazioni diverse, ma allo stesso tempo c'è il rischio che alcuni membri di una nazione non riconoscano come fratelli altri appartenenti alla stessa, per via delle loro idee diverse sul consumo (che è l'unica cosa che spinge l'uomo contemporaneo fuori di casa), quindi siamo arrivati all'assurdo positivo che un italiano possa sentirsi vicino ad un tibetano, così come un abitante della foresta amazzonica con un altro di una tribù africana minacciata dallo sviluppo industriale.


Le nazioni sono il passato, ora (soprattutto ora data la finitezza delle risorse) il mondo si divide fra chi distrugge e chi resiste.

"Le politiche neoliberiste degli ultimi vent'anni hanno posto le condizioni per lo sgretolamento del tessuto sociale, esaltando la libertà dell'individuo a scapito della dimensione collettiva."
(La solitudine del cittadino globale", Zygmunt Bauman)

7 commenti:

Inneres Auge ha detto...

Non ha detto che Churcill era un eroe. Bada bene, ha ricordato che per lui anche una sconfitta politica era una vittoria. Per fare un parallelo con i nostri politicanti...

Ricordati che senza l'impero romano non ci sarebbe stata la civiltà

Danx ha detto...

Rimane il fatto che non ha menzionato alcun aspetto negativo.

Come non ci sarebbe la civiltà?
E quella dei Galli? Dei Normanni?
Degli Etruschi? Degli ebrei?
Dei pagani? Dei buddhisti?Dei greci? Dei Suomi? Dei...aggiungi te una civiltà a caso!

About A Photo ha detto...

Io l'ho trovato un po' prolisso

Inneres Auge ha detto...

I romani hanno portato la civiltà in molti luoghi, in tutto il mondo conosciuto a quell'epoca. Sono stati architetti ed ingegneri formidabili (ancora oggi la rete fogniaria di Roma funziona), hanno inventato il diritto. La violenza è stata necessaria, dimmi tu un popolo che sia riuscito a far diventare civile qualcuno senza fargli la guerra

Danx ha detto...

Puoi affermare che il loro sistema fognario e il loro diritto fossero e siano superiori a quelli di altri popoli annientati o sottomessi o ancora esistenti?

Se sono esistite per millenni, e se ancora esistono certe popolazioni mai toccate dall'Im.Rom., vuol dire, penso, che si poteva vivere anche senza le loro invenzioni e senza la loro etica.

Ti ho elencato un po' di civiltà.
I buddisti e i suomi mica son stati graziati dal genio romano, eppure..
E i Vikingi??? I primi ad arrivare dall'altra parte dell'Oceano Atlantico!
E i Fenici?

Inneres Auge ha detto...

I vichinghi (che io adoVo) sterminavano chiunque osasse dirgli "scusa, hai da accendere?"

Danx ha detto...

AHAH E' vero, così si dice, ma secondo me l'è tuta na bala!!!!!