12 marzo 2009
I soldi rovinano le città ed il mondo
Come sono arrivato a questa conclusione?
Semplicemente badando all'urbanistica che causa problemi, ma genera soldi, con noi che come zombie seguiamo uno stile di vita impostoci dall'alto.
Le città nascono dal centro (in passato, quello che oggi definiamo centro, era la città nella sua totalità) ed è lì che vi è il più alto numero di servizi: istituzioni, banche, musei, ecc., e questi che danno molti posti di lavoro.
Il primo problema è dunque la centralizzazione: una quantità robusta di servizi e posti di lavoro in un dato posto, in un ristretto centro, che incalzano gli abitanti di una nazione a riversarsi nelle principali città, nelle metropoli.
Qui nasce il secondo problema: l'urbanizzazione, le periferie. Una grande offerta e una grande qualità di servizi in centro città farà crescere il numero di abitanti attirati da ciò, ma che purtroppo abiteranno nelle periferie, dati i prezzi delle abitazioni centro, improponibili per gli impiegati.
E così eccoci giunti al terzo problema: i trasporti. E' dai trasporti che nasce la frase che dà il titolo a questo mio breve articolo.
L'Italia, a differenza delle civiltà scandinave, ha servizi di trasporto pubblico carenti (pochi bus, o molto inquinanti, o rumorosi, o in perenne ritardo o che non raggiungono certe zone) e piste ciclabili praticamente nulle (a Torino, solo dopo la morte di Giovanni Agnelli si sono sviluppate per alcuni km, ma finendo nei modi e nei punti più impensabili), perchè in Italia la bici è vista come mezzo sportivo e
non di trasporto quotidiano e perchè, data la nostra pigrizia e la nostra attitudine verso la bella vita (fatta di grandi mangiate), vediamo l'auto come sinonimo di comodità e talvolta di bellezza (oddio!).
In questo tipo di società in cui le automobili la fanno da padrona, i soldi gireranno copiosamente, dato il loro acquisto, riparazioni, ecc., rispetto ad una società basata sui velocipedi.
Inoltre, tornando al primo e secondo problema, se si creano zone meglio fornite di servizi, queste avranno prezzi elevati, quando una società giusta dovrebbe elargire servizi in ogni zona. Ciò lascia spazio ad architetti scarsi che si occuperanno di edilizia popolare. In questo modo i governanti fanno lavorare tutti, ma creano disagio nelle persone oneste, ma povere.
Le automobili dunque, data l'assenza di bus puliti e con altri disservizi, data l'assenza di piste ciclabili sicure, saranno nei garage e posteggi di ogni cittadino, pronte ad essere usate non per spostamenti extraurbani, ma soprattutto per raggiungere il posto di lavoro nelle varie zone della città (in questo periodo storico fatto di precarietà, flessibilità, non si può più comprare una casa in base a dove si
lavora, data l'incertezza. Quindi l'auto assume ancora maggiore importanza).
Le automobili usate in città per raggiungere il posto di lavoro, intasano le strade, ma tutto ciò crea ricchezza (come ho già detto prima), anche per i petrolieri, e purtroppo aumenta anche il PIL nazionale se consideriamo le ambulanze che raccatteranno i feriti negli incidenti e così via.
Per sopperire alla mancanza di mobilità tranquilla, sicura e poco inquinante, i governanti, anzichè disincentivare l'uso delle automobili cancellando posteggi (fanno così, ma eliminano quelli in superficie per realizzarne migliaia sottoterra), creando piste ciclabili molto ben visibili, sicure, protette, sempre ben mantenute, realizzano invece metropolitane per farci viaggiare sottoterra come topi e scarafaggi!
Se prima, quindi, si rimaneva (e si rimane tutt'ora) bloccati nelle strade piene di smog, dentro lamiere roventi, con le metropolitane si continua a non vivere la città, pensando al proprio trasporto come un incubo di cui sbarazzarsene al più presto con mezzi veloci e (post) modernamente obrobriosi.
La volontà di costruire, di comprare mezzi nuovi, nuove tecnologie, di realizzare nuovi lavori, è data dal fatto che tutto ciò crea un giro vorticoso di denaro, a differenza di una società velocipedalizzata (dotata di una vecchia tecnologia) che, nella sua divertente perfezione (zero inquinamento, zero rumore, zero incidenti mortali, sopportazione delle varie stagioni coi loro pregi e difetti, quindi ingresso nella naturalità del mondo, esercizio fisico...che la maggior parte delle persone compie in palestra, sigh, ecc.), ha bisogno di poca manodopera e pochi acquisti.
Tanti soldi, dunque, per una vita simile a quella orribile di prima, quando la soluzione per i nostri problemi cittadini, sarebbe una bella bici per tutti, lasciando le auto nei box e fregandosene anche della metropolitana!
Ma le bici non portano soldi, le automobili (che sono come armi date le velocità, le modifiche consentite) e le metropolitane (che causano disagi durante i lavori e viaggi da reietti), si!
Danx
11 marzo 2009
Come buttare al vento 450.000 euro?
Abbiamo appena speso quasi 1 miliardo del vecchio conio per essere sicuri che ad ogni voto in Aula corrispondesse il voto del singolo parlamentare e, come presa in giro, come in spregio di questa ingente spesa pubblica di cui tutto il mondo ci riderà dietro, il premier Silvio Berlusconi ha compiuto una proposta sconcertante ed allarmante:
"Votino solo i capigruppo"
La sua proposta è atta per l'abbattimento dei tempi dovuti alle votazioni che rallenterebbero l'azione del Governo, ma, siccome lo stesso premier ha proposto ai parlamentari di riunirsi in commissioni per poi mandare a votare i singoli capigruppo, adducendo il fatto che a furia di votare gli "onorevoli" si deprimono (alla faccia!), questo risparmio e questa cura alla depressione è assolutamente difficile da vedere.
Se sul Corriere della Sera l'argomento principale riguarda questo nuovo tipo di voto (per giustificarlo, chissà se Berlusconi si rifarà alle più note democrazie occidentali come è suo solito fare. Ricordate per le intercettazioni?), con annesse critiche, su Il Giornale, invece, la notizia è il dimezzamento dei parlamentari.
Questa sarebbe davvero una scelta sensata: si risparmierebbero molti soldi, molte auto blu, molte risse e, per essere davvero dalla parte del popolo, un minor numero di persone in Aula che potrebbero portare a termine il programma del partito, sempre che il capo di esso non cambi idea sulle promesse...
Ma passare da un dimezzamento al voto di pochi capigruppo (senza, come detto prima, alcun risparmio di tempo), mi sembra una cosa distante che mira solo a colpire la varietà di persone presenti in Aula.
Ho nominato le intercettazioni. Ieri ho sentito dire al ministro della Giustizia Angelino Alfano che spendiamo troppi soldi per esse. Sarà, ma nel 2006 si è speso l'equivalente di 4 euro a persona.
Prima i signori del PDL adducevano come scusa per il loro talgio, il loro uso indiscriminato e la difesa della privacy (come se non ci fosse già una legge da svariati anni a riguardo e quando in Italia le può fare solo la Magistratura, a differenza di ciò che accade negli USA e in UK), ora invece siamo passati al costo, senza contare però, tutti i soldi presi (dalle confische, ecc.) e risparmiati (per sopperire ai crimini, per i soldi che non sarebbero andati al fisco, ecc.) dai criminali braccati grazie a questo mezzo.
Vorrei dunque sapere, dato il prezzo "elevato", perchè lo Stato nelle vesti del ministro Alfano, non si fa elargire gratuitamente l'uso del mezzo dalle aziende telefoniche concessionarie di Stato! Avete mai sentito di parlamentari che pagano il biglietto ai caselli autostradali?
Chiedeteglielo in massa, al ministro che vuole ripristinare l'immunità parlamentare, cosa di cui si legge nel suo sito: http://www.angelinoalfano.net/contact-info
Link
Pianisti:
http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Voto-elettronico.-Tempi-duri-per-i-pianisti.html
Nuove regole in Parlamento:
http://www.corriere.it/politica/09_marzo_10/berlusconi_regolamenti_parlamentari_dfbcf906-0d8f-11de-82af-00144f02aabc.shtml
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=334826
Danx
10 marzo 2009
AH AH AH (vignette su Berlusconi e Bossi)

Danx8 marzo 2009
L'Italia delle donne, o dei maschi?
Esattamente 100 anni fa, nel 1909 ci fu la prima, indetta dal Partito Socialista Americano. Nacque per ricordare un gruppo di donne che protestarono per prime, nel 1857, contro le pietose condizioni di lavoro e per risposta, subirono un duro attacco della polizia. L’evento tragico, in cui 146 persone (tra queste molte donne) morirono per un incendio in una fabbrica, risale invece al 1911 (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_Internazionale_della_Donna).
Se non fosse per il giusto ricordo di queste ed altre tragedie, che videro le donne come vittime, non potremmo certo permetterci di dedicare una festa, almeno in Italia, alle donne. Infatti, nel nostro Paese, non sono molto rispettate, come si evince da svariati dati, tra cui questi scritti sotto proveniente dall'Eurispes.
L’Eurispes, nel 2006, per la giornata mondiale della donna (8 marzo) svolse alcune interviste a donne italiane. Potete leggere alcuni dati che ho selezionato:
le donne con un impiego sono il 45%, record negativo nell’Unione Europea a 15 (il record positivo spetta invece alla Danimarca: 73%; in Spagna, che fino a pochi anni fa consideravamo più retrogada del nostro stivalone, quasi una donna su due lavora).
Questo dato si spiega per una grave carenza del nostro Stato. Infatti, specialmente al Sud, la quantità di asilo nido non soddisfa le richieste:a Foggia trova posto nell'asilo pubblico appena 1 bambino su 100, a Reggio Calabria, a Nocera Inferiore e Torre Annunziata, comuni della Campania, 1 su 50
(fonte: DonnEuropee Federcasalinghe. http://www.asca.it/news-8_MARZO__FEDERCASALINGHE__PER_NON_DIMENTICARE_EMERGENZA_ASILI_NIDO-813691-ORA-.html).
Non dimentichiamo inoltre il 40% degli uomini italiani, secondo cui la cura della casa spetta alla donna che, impegnata a rassettare, lavare, stirare, avrà meno tempo ed energie per un lavoro e quindi soddisfazioni personali.
Sono insufficenti anche le risorse finanziarie destinate alla famiglia (per assegni familiari, assegni di maternità, sostegno alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa, ecc.), sono escluse da tali benefici le coppie di fatto (può essere un passo che porta al matrimonio) che sono quasi 700.000, mentre le lavoratrici atipiche non possono fruire, per esempio, dei congedi parentali o, il più delle volte, si vedono corrispondere delle risibili indennità di maternità.
Tra quelle che lavorano (come ho appena scritto, poche) neanche il 22% ha un lavoro part-time e questo, considerando i figli e i lavori domestici, influisce poi molto sulla qualità della vita in famiglia. Che dire dei capi? Per il 21% delle donne, il capo è spesso un tiranno e solo il 17% di esse può prendere decisioni sul posto di lavoro. Per 3 donne su 10 ciò non accade mai!
Ora c’è un punto dolente, creato dai noi maschi italiani che ricopriamo posti importanti nella società, noi maschi italiani che abbiamo un’idea precisa della donna, che la vogliamo bella e subordinata, non al nostro pari dunque. Questo punto si trasforma in un dato allarmante: il 62% delle donne fra i 35 e i 44 anni, spinte, penso, da questo Paese maschilista e totalmente differente da come una donna è (dolce, onestamente determinata, ecc.), vede nella raccomandazione una strada praticabile, strada praticabile per una giovanissima su due. Penso che questo mondo prodotto dai maschi che dominano la società, abbia creato, generazione dopo generazione, masse di donne attirate più dall’aspetto esteriore finto (trucco, colorazione capelli, vestiti, ecc.), che alla naturalità ed alla preparazione culturale, quindi masse di donne che si prestano allo sporco gioco maschile, in cui la donna deve coprire il ruolo della bambola.
Ciò nonostante, io non sono totalmente favorevole alle famose “quote rosa”, infatti penso sia la dimostrazione del nostro fallimento (stesso ragionamento che ho usato per le macchinette in Parlamento contro i “pianisti”) e, se dobbiamo ricorrere per legge ad un’ovvietà, significa che siamo marci.
C’è un dato, sempre Eurispes, che forse ha bisogno di riflessione per essere capito.
Il dato dice che la percentuale di quanti non giudicano necessari interventi a favore della femminilizzazione della politica, è pari al 3% tra gli elettori di sinistra e al 3,7% tra quelli del centro-sinistra, al 6,6% tra quelli di centro, mentre, attenzione, al 17,2% e al 20,6% per, rispettivamente, gli elettori di centro-destra e destra.
Riflessione perchè forse può trarre in inganno. Se sappiamo che la Sinistra si batte per le quote rosa, possiamo fare l’errore di pensare che gli elettori di Destra siano maschilisti e legati ad una concezione patriarcale non solo della famiglia, ma anche della società. O forse, e questo punto spero sia la verità, vogliono che non vi siano leggi per questa parità fra i sessi, ma vogliono semplicemente che venga usata la meritrocazia, cosa di cui parla molto questo attuale Governo di centro-destra.
Ma, per capire quanto ancora siamo soggiogati da una religione che mette la donna in seconda posizione, poichè creata solo dopo l’uomo e da esso, notiamo come siano le stesse donne ad essere soggiogate, infatti solo il 48% è d’accordo col fatto che le donne potrebbero dire messa e il 45% contrario. Si spera che la percentuale restante rispose no, perchè non credente.
Qui, http://www.utopia.it/vox1/400antinomie1.htm, un pò di frasi misogine nella Bibbia.
Non c’è parità fra uomo e donna in Italia, infatti, secondo il “The Global Gender Gap Report 2006”, siamo al 77° posto nel mondo. I primi 3 posti risiedono in Scandinavia (fonte: http://www.giovanidubbiosi.it/alessandrodovidio5.htm): Svezia, Norvegia (si punta ad un 40% di quote rosa) e Finlandia (il presidente della Repubblica è una donna, tale Tarja Halonen), forse perchè in questi Paesi la popolazione è stata molto ritrosa ad abbandonare la loro religione pagana che si rifaceva alla natura. Sembra che i Paesi con elevati livelli di istruzione siano più propensi alla tolleranza e meno inclini alla religione.
Il rapporto del 2007, invece, è ancora più impietoso nei nostri riguardi: 84° posto. Spagna, nostra agguerrita rivale: 10° posto (fonte: http://www.weforum.org/pdf/gendergap/rankings2007.pdf).
Confido in un ottimo lavoro da parte delle nostre ministre e anno dopo anno rileggerò con enfasi queste classifiche per vedere se il progresso va di pari passo con i diritti o solo con i profitti delle grandi aziende.
Concludo chiedendomi perchè, una ragazza dall'aspetto cosi innocuo e fragile, cantando "Sincerità", anzichè tediarci con le solite storie d'amore, non abbia decantato questi sinceri dati italiani.
6 marzo 2009
Televisione II
http://italiasenzavalori.blogspot.com/2009/02/televisione.html
Ma la televisione ha il potere, grazie alla sua imperante presenza in ogni casa e purtroppo anche in Rete, di stupirmi sempre in peggio. Infatti, purtroppo, sono venuto a conoscenza di un'indecenza.
Senza pubblicizzare, non ne hanno bisogno, alcun letamaio chiamato programma e alcun sub-umano chiamato personaggio, mi appresto a darvi una notizia che rivela la pericolosità di questo mezzo di informazione (pilotata dall'alto).
Ieri sera, ho letto la denuncia di un chirurgo plastico relativa alla richiesta incessante, da parte di molte ragazze e ragazzine, di rifarsi il seno, ingradendolo fino alla sesta misura, nonostante molte di esse siano già ben messe e nonostante questo intervento abbruttisca la naturalità del corpo e implichi, nel futuro, disturbi alla schiena.
E così scatta la solita diatriba, ovvero se certi programmi siano mero e lecito intrattenimento, o se siano anche diseducativi.
Non è un singolo programma ad essere diseducativo, ma è l'intero sistema televisivo ad esserlo, se ti sbatte in faccia messaggi, cose, stili di vita, (assenza di) cultura, senza alcuna controparte che mostri la bellezza invece del contrario.
C'è una costante ricerca di pubblico prendendolo alla pancia: si parte dai tg che ci spingono ad essere razzisti, si passa per gli spot di prodotti atti alla nostra bellezza e salute fisica (quando per stare bene, anzichè comprare certe cose, sarebbe meglio, ad esempio, non usare l'automobile per recarsi a lavoro e ogni tanto correre, anzichè guardare la partita di calcio a casa la domenica pomeriggio) e si finisce con programmi dove i politici urlano e dove persone prese dalla strada (che mai entrerebbero in casa mia), possono dire liberamente la loro, fregandosene del loro ruolo dominante, siccome si rivolgono a milioni di spettatori. Il nulla di certi programmi, devo ammetterlo, è un vuoto ipnotizzante, perchè ho scoperto, ho testato, che la mente si rilassa, non vedi problemi, non c'è alcun motivo per pensare, è un ottimo sonnifero. Se invece leggo un libro, un giornale, ascolto buona musica fantasiosa, leggo interventi in Rete, guardo documentari, prima di addormentarmi ce ne passa, perchè devo rielaborare i messaggi e, di notte, magari mi vengono idee, mentre con questi nuovi programmi televisivi, il nulla si espande e ci raggiunge.
La tv è una droga!
I personaggi di cui sopra, che riscuotono una fama immensa nel breve periodo in cui compaiono nei programmi televisivi, grazie agli impegni degli adulti italiani o con la crisi (e quindi, dal basso della loro tristezza non riescono ad essere convincenti con i figli che li schifano) o con l'edonismo ed il menefreghismo, sono i veri educatori dei nostri giovani connazionali che, vedendo questa gentaglia esaltata, benvoluta, premiata dai conduttori e dal pubblico, ricercata dalle aziende e così via, li vogliono imitare, vogliono proprio essere come loro, rinunciando alle proprie caratteristiche.
La simulazione è il secondo problema della televisione di cui avevo già parlato, non a caso è il contrario di inventare. La vita non imita l'arte, ma la cattiva televisione, diceva Woody Allen.
La televisione può imporre, ed impone, una certa immagine (vistosa, attraente, finta) ed un certo consumo (acritico, abbondante, inutile) e tutto ciò non è mai cambiato da quando è nata fino ad oggi.
La televisione, usata come viene usata, ovvero senza alcuna democrazia, ci fa essere come vogliono i politici e gli industriali, o più semplicemente le aziende d'intrattenimento che, semplificando ed esaltando l'offerta, semplificano anche il pubblico riducendolo ad una massa senza distinzione.
Se avete bisogno di un esempio, vi parlo in breve di un reportage dal Bhutan, misteriosa nazione asiatica dove, con l'avvento delle televisioni e programmi stranieri, i bambini e ragazzini odierni non sono più ubbidienti ai familiari, ma rimangono imbambolati davanti allo schermo, per poi sfogarsi, dopo aver visto scene violente, fra di loro come presi da scariche elettriche. Come se non bastasse, si vestono come dei gangster di Los Angeles.
Questa è la pagina del reportage:
http://current.com/items/89464712/lost_in_democracy_parte_1.htm
La televisione distrugge interi popoli, più della febbre che sterminò gli indios.
5 marzo 2009
Non siamo divisi, andiamo a pranzo e cena insieme, ma in aula giammai
Avete capito bene, mentre i nostri stipendi sono fermi al 2001 con, invece, i prezzi dei beni primari saliti alle stelle, i senatori delle 2 o più fazioni, potranno ora addolcire i loro dissidi grazie ad un bel favoritismo fatto a tutti quanti lorsignori da noi lautamente indennizzati e avvantaggiati con diarie, rimborsi e tessere gratuite per teatri, cinema, ecc.: sconto del 20% ai bar e ristoranti del Senato, frutto di accordi fra i gestori, così apprendo dal Corriere della Sera.
In realtà lo sconto è stato bloccato da Schifani, il presidente del Senato, ma leggo che fra 4 mesi i prezzi, già bassi per loro misteriosa natura, si abbasseranno notevolmente perchè i gestori dei 4 punti ristoro del Senato, si uniranno e col singolo predominante i prezzi saranno di tutto favore.
Ma non era la concorrenza del libero mercato a favorire i consumatori abbassando i prezzi?
Certo il singolo, ora diventato un big del commercio, dei servizi, avrà una vasta clientela, ma allora se col monopolio si ottengono questi risultati, perchè esaltare il libero mercato, se poi i primi che lo propongo e ne tessono le lodi non lo vogliono sfruttare?
Girando per la città e per i paesi, leggo i prezzi di bar e trattorie per il pranzo: menù fisso dagli 8 ai 10 euro.
Vediamo quanto costa ai nostri dipendenti un semplice pranzo:
pasta € 1,50 + bistecca € 2,00 e cappuccino € 0,58, più una brocca di vino per arrivare, forse, a 5 euro e poter così volendo mangiare 4 volte in 1 giorno rispetto alle nostre 2 volte, spendendo ovviamente l'identica cifra. Il caffè non penso sia incluso nel prezzo fisso delle trattorie, in caso non lo fosse, i prezzi si aggirano tra i 70 cents e l'euro...
Prezzi di favore, anche senza questo sconto ritirato (ma che purtroppo ci sarà nel futuro, forse per ringraziare i politici, loro clienti, che hanno eliminato la dannosa concorrenza), proprio mentre la Coldiretti fa sapere che in Italia, a gennaio 2009, la crescita dei prezzi degli alimentari sia superiore del 40% rispetto agli altri Paesi europei. Se la media UE è di un aumento dei prezzi dell'2,6% (con in Spagna la percentuale minore: 1%), in Italia è del 3,7%, come potete facilmente constatare, poco meno del 50% (che porterebbe la cifra percentuale a 3,9).
Grazie a questa bagarre sullo sconto siamo venuti a sapere di questi prezzi assurdi per gente che prende 3 volte tanto un buon impiegato di banca!
Sarebbe interessante sapere se, coi soldi risparmiati grazie a questo sconto (presente o futuro che sia) nei punti ristoro del Senato, si potrebbe coprire l'ingente spesa di € 450.000 per le macchine che, in Parlamento, certificheranno i voti (leggendo le impronte digitali) che, purtroppo, molte volte sono taroccati, ovvero eseguiti non dal parlamentare che dovrebbe fare il suo semplice lavoro, ma dal premuroso vicino di banco che si sostituisce in caso di assenteismo, di fannulloneria, sdoppiandosi, quintuplicandosi. Agendo così truffa l'esito finale (infatti alle elezioni io voto solo per me, non so voi...), ma truffa anche il Tesoro dello Stato, siccome il voto equivale alla presenza in Aula e questa frutta un bel mazzo di euro a tutti i nostri dipendenti!
Per Fini è "una questione di moralità pubblica" risolvere il problema dei pianisti. Allora perchè, al momento di stilare le liste dei futuri parlamentari, non si cacciano dai partiti, oltre ai condannati ed indagati, tutti i furbetti italici che da sempre abbiamo? Perchè dobbiamo farci prendere in giro da tutto il mondo, ora che siamo uniti in questa strana abitudine, e vergognoso rimedio, ad Albania, Messico e Brasile?
Link:
Sconto bar Senato:
http://www.corriere.it/politica/09_marzo_03/dipietro_pranzo_senatori_bullismo_bb3dcdba-07e7-11de-805b-00144f02aabc.shtml
Prezzi bar Senato:
http://www.haisentito.it/articolo/senato-un-caffe-costa-42-centesimi-di-euro/13866/
Dati Coldiretti:
http://www.coldiretti.it/docindex/cncd/informazioni/172_09.htm
Pianisti Parlamento:
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/03/04/997108-presentato_voto_elettronico_anti_pianisti.shtml
http://nonleggerlo.blogspot.com/2009/03/anche-noi-finalmente-tra-i-grandi.html
4 marzo 2009
Scioperi: bene così, ma anche no
L'Italia è la patria degli scioperi, in primis quelli che tengono ancorata al cancelletto di partenza la parte di popolazione che prende treni, aerei e talvolta mezzi pubblici in città per scattare a lavoro.
Nel futuro, se il disegno di legge presentato alla Camera diverrà operativo, ci saranno regole più ferree, ad esempio i lavoratori di servizi pubblici essenziali, dovranno sempre essere disponibili sul posto di lavoro (trasporti, sanità); ci sarà lo sciopero virtuale in cui il lavoratore dovrà lavorare, ma senza prendere stipendio, il quale sarà versato in beneficenza; si dovranno ridurre le sigle sindacali (ad esempio nei trasporti aerei, vi può essere il sindacato dei piloti che non indice sciopero, a differenza del sindacato dei lavoratori di terra. Un buon esempio lo trovate nel sito ufficiale del Ministero dei Trasporti: http://www.infrastrutturetrasporti.it/page/NuovoSito/site.php?p=scioperi) e d'ora in poi servirà il 50% della rappresentanza (dei lavoratori di un sindacato o dei lavoratori di tutti i sindacati all'interno di un'azienda? Nel primo caso ci sarebbe l'impossibilità, in vari casi, di scioperare, basti pensare all'esempio di prima) o, in alternativa, i sindacati che hanno almeno il 20% possono ricorrere al referendum che, però, deve registratre un consenso di almento il 30% dei lavoratori.
Prossimamente vedremo come si evolve la cosa.
Le sicurezze però sono 3: la CGIL come sempre è contraria, Confindustria applaude e il PD è diviso fra contrari (ex DS) e favorevoli (ex Margherita).
In Italia, ogni anno, vi sono 1.000 scioperi fra nazionali e locali che, per questa seconda e molto diffusa caratteristica, non incidono molto sul nostro stile di vita, ma il numero risulta veramente importante.
Fra precari, insegnanti, aeroportuari, agricoltori, operai, ricercatori, ecc., sono molti gli italiani volenterosi di mostrare la loro voce contro il Governo, quindi, come ogni cosa, questo provvedimento assume due facce: la prima, che viene spontanea, è rallegrata per lo stop a chi sa solo lamentarsi con disordine; la seconda, più riflessiva, pensa che possa essere una mossa per mettere a tacere, per non mostrare alla massa che segue i tg, che i lavoratori di certi settori (tanti!) siano contro il Governo.
Non si vede soluzione alla crisi globale, le banche italiane saranno solide, ma le aziende licenziano a man bassa, fra pochi mesi ci sarà una quantità immane di operai ed impiegati imbufaliti senza più speranze e liquidi per il futuro.
Considerando il momento economico attuale, che viene visto con forte preoccupazione da team di esperti, come il Leap Europe 2020 (prevedette la crisi attuale già nel 2006) che prevede una guerra civile in USA, Europa (presumibilmente del Nord. "Sono americane o inglesi 8 banche delle 10 più grandi per scambio di valute che sono scomparse dal panorama economico, come Lehman Brothers, o che sono a un passo dalla bancarotta o dalla nazionalizzazione, come Citigroup o Royal Bank of Scotland" Fonte: http://www.criticamente.it/Article4128.html.) e Giappone, mandare meno volte possibile lavoratori incazzati in strada è una scelta ottima, ma siamo sicuri che così non li si infervorisca maggiormente?
Ovviamente, se i licenziamenti continueranno a moltiplicarsi, sarà una legge che potrà fare bene poco e si mostra quindi come il classico provvedimento di chi mette la polvere sotto il tappeto.
Di motivi per una rivolta ce ne sono parecchi:
1-Miriadi di licenziamenti;
2-Crisi che colpendo le grandi aziende nazionali ed internazionali, colpisce tutto l'enorme indotto;
3-Case prese dalle banche ai nuovi licenziati e precari che non riescono a far fronte ai mutui;
4-Banche che rifilano titoli tossici et similia;
5-Piccola e media delinquenza che, dati i bassi finanziamenti alle forze dell'ordine, la fa da padrona in zone periferiche e quindi disturberebbe i sogni già disturbati dei nuovi poveri;
6-Lavori precari e a tempi determinati in aumento;
7-Stipendi fermi a 7-8 anni fa, con prezzi sempre più alti.
Per sfortuna dei governanti Sanremo e il suo canta che ti passa è finito, chissà se gli italiani si incavoleranno come successo in Grecia, Islanda e Lettonia?
A parte ciò, ovvero senza considerare il futuro apocalittico, una regolamentazione ed una semplificazione degli, per gli scioperi va fatta.
Link: legge sullo sciopero, http://www.abclavoro.it/html/legge_sciopero.html
1 marzo 2009
Silvio come Saddam?
Alla maggioranza degli italiani può risultare eccessivo e penso che, non spiegando il perchè, possa l'IDV perdere simpatia e voti.
In realtà analizzando ciò che ha fatto e vuole fare Berlusconi, l'accostamento ad un dittatore non è tanto ardito, infatti, ad esclusione di guerre d'aggressione e impiccagioni pubbliche:
- E' al di sopra della legge grazie allo scudo del Lodo Alfano (dal 22 luglio è una legge che garantisce l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato, motivo per cui è stato firmato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a differenza del vecchio Lodo Schifani che l'avrebbe garantita solo al premiere);
- possiede quasi il monopolio dell'informazione televisiva (3 reti nazionali private sono di sua proprietà, più la Rai che cade sotto il Governo, al momento suo) e possiede un buon numero di quotidiani, case editrici, riviste di informazione (Il Giornale, Libero, Il Foglio, Mondadori, Panorama, ecc.);
- ha previsto il carcere per i giornalisti che diffonderanno intercettazioni (ovviamente la Corte europea di Strasburgo ha condannato questo provvedimento e, guarda caso, molte volte sue telefonate sono diventate di dominio pubblico. Vendetta?), multe salate per i loro editori e, quindi, diffusione delle notizie solo dopo i processi;
- segretezza dei nomi dei magistrati impegnati in indagini, in modo tale che l'opinione pubblica non si formi una coscienza e prenda posizione. Inoltre, è inutile dirlo, i magistrati saranno facilmente eliminabili;
- militarizzazione del territorio con la scusa della sicurezza (nonostante le denuncie per rapine, estorsioni e sequestri siano calate dal 1990 di 14 punti percentuale e poi, perchè non dare più soldi a Vigili e Polizia?), divieto, con militari a sorvegliare, per i cittadini italiani di recarsi presso luoghi definiti sensibili come ad esempio discariche (Caiano, Napoli) costituite tout court senza alcuna mediazione;
- prevede il reato di clandestinità per gli immigrati irregolari che diventerebbero criminali solo per essere entrati, spinti dalla fame, da persecuzioni e guerre, in Europa. E' una discriminazione perchè non bada al reato quale può essere una rapina o uno stupro, ma bada solo alla provenienza;
- no al testamento biologico. E' una barbarie istituzionalizzata come infatti molti dicono, verso chi si trova in stato vegetativo, andando contro la libertà personale di ogni cittadino italiano protetto dall'articolo 13 della Costituzione;
- il PM, per iniziare le indagini, dovrà aspettare l'ok da parte della Polizia, che lavora sotto il comando del Governo (articolo di Bruno Tinti: http://www.agoravox.it/Intervista-a-Bruno-Tinti-Obiettivo.html).
28 febbraio 2009
Un ritorno atomico
Nei giorni scorsi il nostro capo di Governo, Silvio Berlusconi, ha stretto un accordo con la Francia di Nicolas Sarkozy (in realtà l'accordo è stato stretto tra Fulvio Conti, amministratore delegato e direttore generale dell'Enel, e Pierre Gadonneix, presidente e direttore generale di Edf, l'azienda elettrica francese) per lo studio e la costruzione, in territorio italiano, di 4 centrali nucleari della terza generazione EPR (European Pressurized water Reactor) dal 2013 in avanti (la prima sarà attiva probabilmente nel 2020).
Da circa 20 anni importiamo energia dalla Francia e Svizzera, all'incirca il 13% del nostro fabbisogno energetico che è pari a 41,1 GigaWatt di potenza elettrica lorda. La spesa è ingente, lessi un dato del 2004 che parlava di 28 miliardi di euro annui, sicuramente se avessimo usato nostre centrali nucleari la cifra non avrebbe raggiunto questi livelli, ma se anche ne avessimo già 4 o 5 funzionanti come un tempo, ne mancherebbero altre 8, infatti un anno fa in campagna elettorale (2008) si parlava di 13 centrali per essere indipendenti energicaemnte, ed inoltre siamo sicuri che il futuro debba essere ancora marchiato dall'atomo?
La Francia dispone di 59 reattori, ma tutto iniziò per esigenze militari, al pari di Urss e Usa. Durante la "guerra fredda" c'era l'impellente necessità di fare paura al nemico (nemico costituito dai Governi, da confini e nazioni, non certo dal singolo straniero: senza nazioni governati da pochi pazzi megalomani non ci sarebbero guerre, che motivo ho io di odiare un tedesco, un russo o un nigeriano? Nessuno, infatti basta conoscere stranieri, vivere all'estero per apprezzare le loro tipicità, ma questo è un altro discorso, siccome noi non siamo avidi come i capi e le multinazionali) e l'Italia era, come dire, protetta dagli Usa con le sue basi militari, con le sue bombe ancor'oggi nascoste nel nostro suolo.
Il futuro sappiamo benissimo qual è, il contrario di questa centralizzazione anacronistica e quindi molto sovietica! Il futuro è l'indipendenza del singolo cittadino dalle grandi aziende, un pò come facevamo quando eravamo tutti contadini con la nostra legna, eheh
2020 prima centrale. In tutti questi anni, 11, l'Italia potrebbe organizzarsi per modernizzare le case, le strade e costruire impianti che guardino al futuro con tutta tranquillità. Si parla in sede europea di arrivare ad un 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili, ma è una percentuale ridicola considerando che interi paesi in Germania vivono indipendentemente! Una ultissima news di Legambiente vuole che siano 6.000 i comuni italiani leader nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (link Il Sole 24 ore). Queste notizie devono darci alle 20 in diretta da tutti i tg nazionali, da queste notizie tutti noi dobbiamo partire. Certo, investire costa ed è una cosa per coraggiosi, almeno in Italia che siamo ancora vittime della centralizzazione, della pappa pronta, ma un investimento serve per vivere meglio spendendo di meno nel futuro, infatti chi ha molti pannelli può immettere la propria energia in surplus nel mercato nazionale e guadagnarci dopo pochi anni. GUADAGNARE, CAPITO?
Le nostre case disperdono troppo calore d'inverno, ne assordono troppo d'estate, le nostre autostrade e tangenziali potrebbero essere ricoperte da pannelli solari, in certi promontori del Sud si potrebbero costituire parchi eolici (anzichè installare alcune postazioni a casaccio), fare ricerca nell'eolico e solare per la produzione di speciali aquiloni che, oscillando nel cielo ad un'altezza che non disturbi nè uccelli nè aerei, ottengano energia dal vento e dal sole o, proprio come facevano i nostri avi, usare la legna che giace per terra (ovviamente non tutta, siccome gli alberi abbattutti servono anche da rifugio agli animali), ovvero biomassa.
Se si vuole pensare al futuro, al benessere vero dell'Italia in quanto abitata da esseri umani, si deve migliorare, modernizzare e avere paura di rischiare (più che un rischio è una scommessa già vinta). Sarebbe un enorme business per il beneficio di tantissime aziende, grandi, medie e piccole e tantissimi lavoratori, al contrario dell'atomo che porta solo ingenti spese allo Stato: una singola centrale può costare 4 miliardi di euro, senza contare approvigionamento di uranio (il cui prezzo è in costante aumento), lavorazione e lavoro quotidiano, smantellamento, stoccaggio rifiuti tossici, studi per eliminare la radioattività da essi, ecc.
Il nucleare è un monopolio, il monopolio dell'Enel, quell'azienda che distrugge l'Italia con le sue centrali a carbone, coi rigassificatori (per carità, tutte cose utili, ma che non sono il futuro e non ci fanno ne respirare bene, ne ammirare bei paesaggi).
Siamo governati da vecchi, vecchi in quanto conservatori, in quanto intimoriti da un futuro che in realtà non può che essere migliore, vecchi perchè per ottenere consenso dai cittadini parlano in prima serata in TV e sui giornali di nucleare e non di nuove energie; queste le si tengono all'ultimo posto per far contenti sparuti ambientalisti. Questo mi duole, mi fa star male, mi fa perdere la fiducia che invece dovrei avere per il futuro. Non è possibile che negli USA si parla di rinnovamento edilizio con edifici pubblici tappezzati di pannelli solari, mentre in Italia le nostre scuole crollano a pezzi da Nord a Sud! E' ancora più inamissibile che i "nostri" politici parlino di energia verde pensando al nucleare solo perchè non produce CO2 (le miniere per l'uranio, le scorie radioattive sono verdi?) e alle centrali a carbone solo perchè hanno dei filtri moderni (lo chiamano carbone pulito!!!).
Oltre a non essere verdi, questi impianti, non sono neanche sicuri come vogliono farci credere, infatti le nuove centrali nucleari francese e slovene sono blindatissime, con miriadi di allarmi e di uomini sempre all'erta, proprio perchè non sono sicure di per sè, ma solo per il controllo dell'uomo! Come dimenticare le fughe radioattive della scorsa estate in Francia e Slovenia per l'appunto?
Con queste persone al Governo il nostro Stato si indebiterà maggiormente (e già siamo il terzo paese al mondo per debito pubblico) e non creerà posti di lavoro, ma ricchezza per pochi (Enel, Impregilo, Finmeccanica, ecc.)
Guardiamo alcune scelte estere: la moratoria temporanea alla costruzione di nuove centrali c'è, oltre che da noi, in Svezia (1980), Spagna (1983), Belgio (1999) e Germania (2000). L'Austria nel 1978 ne ha deciso l'abbandono. Irlanda, Danimarca, Australia, Grecia, Norvegia e Polonia non ne hanno mai avute.
Se ce n'era ancora il bisogno, ecco un'acuta analisi dell'informazione italiana, questa volta relativa al caso nucleare:
"Ieri è stato il giorno del trionfo dell'informazione distorta ed unilaterale in Italia. Purtroppo questa volta si sono unificati pressochè tutti gli organi di informazione televisiva e radiofocnica, tranne poche lodevoli eccezioni. Il fatto più grave non è solo che il "verbo" di Berlusconi e Sarkozy è stato preso e rilanciato senza alcun atteggiamento, anche minimo, di critica verso la folle scelta, per ragioni di sicurezza, di economia, ecc. di reintrodurre il nucleare in Italia, malgrado l'unica decsione che fa testo (democraticamente) fino ad oggi sia il NO del referendum di 20 anni fa, ma ancora di più perchè nessuno, o quasi, ha sentito il bisogno di chiamare a confrontarsi opinioni pro e opinioni contro.
Così è stata una giornata da informazione del pensiero unico o se si vuole di regime, cioè di quelli che sono d'accordo o subiscono senza reagire. Occorre che il Garante delle comunicazioni intervenga per assicurare che le opinioni siano tutte rappresentate, anche perchè non è affatto vero che la maggioranza dell'opinione pubblica sia d'accordo come conferma un recente sondaggio commissionato proprio da una rete televisiva. Anche la commissione parlamentare di vigilanza dovrebbe intevenire per garantire il diritto costituzionale di chi non è d'accordo con questa scelta di dire la propria opinione in tutte le sedi. Non è un problema tecnico, ma una scelta politica non solo discutibile ma che in pratica in Italia, al di là delle facili chiacchiere, porterà a concentrare l'impegno delle poche risorse disponibili pubbliche e private sul nucleare anzichè sulle fonti energetiche rinnovabili. Dire che si faranno entrambe le scelte è una balla clossale. L'Italia semplicemente, anche volendo, dovrebbe raddoppiare gli investimenti, da circa 30 a 60 miliardi di euro, senza contare che fino al 2020 pageremo miliardi di euro di sanzioni per il mancato rispetto degli impegni derivanti da Kyoto e dalle decisioni dell'Europa. Avremo rischi per salute e ambiente, butteremo via risorse ingenti rinunceremo alla scelta che sta facendo, ad esempio, Obama di sviluppare investimenti e occupazioni nei settori innovativi delle fonti rinnovabili".
Alfiero Grandi, Comitato Si alle energie alternative NO al nucleare
26 febbraio 2009
Omaggio con sorpresa dalla De Agostini
L'omaggio arriva puntuale, ma è davvero piccolo rispetto alla grande pubblicità a pagina piena.
Purtroppo non arriva da solo, ma con un rappresentante che, seppur gentile, ci fa compilare un modulo col quale ci chiede un pò di tutto su di noi.
Il rappresentante inizierà decantando la storia della De Agostini, spacciandola per la prima casa editrice in ambito cartografico (senza nulla togliere ad essa, di cui possiedo vari volumi, penso che nel mondo sia superata almeno dalla National Geographic Society e in Italia sia al livello del Touring Club Italiano) e del fatto che abbia avuto l'onore di ricevere, dall'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il compito di creare una pubblicazione sull'Italia per farci sentire orgogliosi di essa. Ci renderà partecipi dei grandi sforzi economici compiuti dalla De Agostini per pubblicizzare questo omaggio (o anche altro?), come se dovessi commuovermi della risonanza nazionale che avrà una grande azienda a cui i soldi, di sicuro, non mancano (e poi, saranno affari loro della pubblicità che liberamente scelgono di fare? Se vado in un'azienda a comprare qualcosa, non mi rinfacciano di certo i tanti soldi per far vedere a tutti gli italiani i loro prodotti, anche perchè io gli direi: "Io l'avrei comprato anche senza i vostri spot perchè mi serve, quindi non ne voglio sapere di pagare di più per colpa di essi").
Non mancheranno i soliti elenchi di pregi (i difetti li trovate invece nel bellissimo volume: Il paesaggio italiano del TCI, tra l'altro con foto d'autore in bianco neri di, tra i vari, G.Basilico, M. Jodice, F.Fontana, M. Giacomelli) e le stilettate al multiculturalismo che sradica le nostre tradizioni (andassero un pò tutte al rogo le tradizioni non sarebbe male, nota molto personale). Aprirà dunque un fascicolo dove vediamo ampie fotografie, disegni e dati. Ci leggerà tutto quanto scritto, anche i km di coste totali (e i km di quelle deturpate?), facendosi bello del fatto che l'Italia, secondo lui, sia il Paese più visitato al mondo (mentre nella realtà, da un pò di anni, è sceso di qualche posizione). Il bello arriva quando, nell'ultima pagina del depliant, comparirà la foto dell'opera completa: 14 spessi volumi senza alcun prezzo indicato, ma per questo c'è il rappresentante che ci mostrerà la generosità dell'azienda: da 2.300 a 1.740 euro, includendo un computer portatile (ma se non lo volessi, potrei ottenere uno sconto grande tanto quanto il prezzo del computer, no?). Prendendo per buono il prezzo iniziale significa che ogni singolo volume costerebbe 143 euro: sicuramente esagerato, considerando l'ampia tiratura di una grande casa editrice e considerando il non aver potuto vedere dal vivo almeno un singolo volume. Io solitamente prima vedo com'è un prodotto, poi pago e me lo godo.
Ora, dopo aver mostrato vari volumi del TCI ed altri della sua azienda, come può sperare che acquisti un'enciclopedia, tra l'altro senza cd-rom aggiornabili (cercando in rete ho trovato notizie di una loro vecchia enciclopedia, del costo di 3.900.000 munita di cd. Ora il prezzo, pur maggiore, non contempla i cd...), dal costo superiore della mia macchina fotografica reflex con obiettivo super-grandangolare, delle mie mountain bike bi-ammortizzate di marca, del mio scooter 100cc e soprattutto in un periodo simile in cui a migliaia si viene licenziati?
Sinceramente mi dispiace che una grande casa editrice come la De Agostini debba ricorrere a questi mezzi, senza dirti dell'enciclopedia e del rappresentante, se non poche ore prima del suo arrivo, per vendere! Inoltre mi piacerebbe sapere se davvero ci fu l'incarico dato a loro da Ciampi. Io i rappresentanti non li ho mai trovati molto convincenti, forse per i loro sorrisi di circostanza, le frasi fatte o le frasi studiate a memoria o, soprattutto, per le cifre sparate!
Nei prossimi giorni parlerò del nucleare. Essendo un argomento vasto su cui ho molti dubbi (bisogna pensare ai costi attuali e a quelli futuri, alle tecnologie future), non mi va di scrivere di fretta e furia.
24 febbraio 2009
PD 2
Niente primarie, ma una veloce scelta del nuovo leader tra 1.000 o poco più votanti.
Non è completamente una colpa questa, infatti questi pochi appartenenti al partito la sanno sicuramente lunga e giusta e non scordiamo il fatto che i leader degli altri partiti si sono, come dire, eletti da soli.
Perchè nato decrepito? Perchè un partito che mischia imprenditori ed operai, laici e cattolici, sarà sempre diviso e un cittadino con idee chiare non può votare questa confusione, non può votare un programma che sta un pò qua e un pò là, un programma che quindi non sarà rispettato.
Il PD ha ultimamente perso a Roma, in Abruzzo e in Sardegna: il cambio al vertice, secondo me, è arrivato in ritardo e comunque non darà certo una svolta secca.
Ormai fra la gente di centro-sinistra il termine "veltrusconismo" è ancora impresso e vedere, fra i big del partito, i soliti vecchi noti, non dà certo speranza! I giovani soffrono, sono messi da parte, non possono dire la loro, come afferma Polito, il direttore de Il Riformista, nel Pd le decisioni sono prese da gruppi ristrettissimi.
E una lettera inviata al blog di Beppe Grillo lo conferma. Il titolo è: Critichi il PD? Carabinieri a casa.
Riassumendo, è il caso di un signore di Ciampino che si candidò alle ultime amministrative diventanto assessore. Il sindaco ed il Consiglio (a maggioranza PD), di punto in bianco decise di cacciare 6 assessori che non si piegavano ai clientelismi vari e riformò la giunta con uomini non scelti dal popolo.
Si crearono quindi blog di protesta, prontamente bloccati dalla polizia postale. Quindi questo signore, che si firma A.A., inviò una lettera al Consiglio comunale, chiedendo di verificare la veridità di quelle accuse scagliate per mezzo web. Nessuno però la ricevette, ma stranamente questo signore, anzichè una risposta, ricevette una denuncia alla procura della Repubblica di Velletri su prove ipotetiche, la perquisizione di casa alle 6,30 del mattino, il sequestro del computer e di tutto il materiale informatico in suo possesso.
Come nella migliore Cina!
Questo è l'ennesimo scandalo, pensate agli arresti di questo inverno, che coinvolge questo grande partito!
Stupisce la nuova anima che Franceschini vuole dare al PD, una dura anima che si scontra con Berlusconi. Mi stupiscono i suoi toni decisi, siccome fu vice di Prodi e di Veltroni. Stupisce anche il suo pugno di ferro sul testamento biologico, argomento che divide il partito (lui vuole una legge che rispetti le decisioni prese in precedenza dal malato, Rutelli invece vuole l'alimentazione a tutti i costi), stupisce la sua volontà nel prendere decisioni da solo (ce lo vedete Franceschini capo popolo che frusta gli inferiori alla Berlusconi? Io no!), ma non mi stupisce la sua voglia di allearsi e con l'Udc e con la sinistra ora extraparlamentare. Dopo aver risolto le divisioni interne (si fa per dire, non penso riusciranno mai), cercano magagne con altri partiti con cui dividersi per poi ritornare subito insieme. Non mi convince! Infatti sembra non cambiare la linea se, come ha fatto notare Arturo Parisi, si è passati dal famoso "ma anche" all'attuale "si, però".
Condoglianze!
18 febbraio 2009
Anonimi banditi
Non fatevi ingannare dalla bontà del titolo o sottotitolo di questa proposta di legge, infatti ella mira ad eliminare la possibilità di esprimersi anonimamente nel web, infatti ogni testo postato online dovrà essere ricondotto ad un cittadino.
Ciò mi crea diversi dubbi:
1 - Il proprietario di un blog, che per crearlo ha dato i suoi dati veri all'azienda multimediale creatrice della piattaforma, dovrà per forza firmare ogni articolo inserito col proprio nome e cognome, o potrà utilizzare un qualsivoglia nick inventato al momento della registrazione, così come si può fare fino ad ora?
2 - Nelle chat si potrà entrare solo digitando nome, cognome, numero e carta d'identità? Questa sì che sarebbe una buona idea, infatti sono luoghi virtuali dove svariati maniaci provano ad adescare ragazzini/e.
3 - Se ad ogni computer che si connette alla rete Internet, viene affidato un numero IP che, tramite l'orario, può condurre facilmente al proprietario di un dato numero telefonico, il problema non si pone. Se vi sono commenti che rientrano nelle apologie di reato, la polizia saprà benissimo come
scovare il presunto criminale, mentre se il problema è dare un nome e cognome ad un utente che vuole solamente controbattere come si può fare da sempre in qualsiasi Paese libero in modo anche anonimo, per magari poi denunciarlo (tanto per intasare i Tribunali) per diffamazione, ecc., penso sia ridicolo.
Ridicolo perchè i commenti li si possono scremare, cancellare o accettare. Nel caso di un articolo no, ma è anche vero che un articolo nel mondo virtuale è come un ago nel pagliaio.
4 - Nel caso il testo riguardi un articolo, non lo si sa già chi sia l'autore? Se uso blogspot.com per scrivere, la persona che si sente diffamata, può facilmente avere il mio nome tramite Google Italia.
5 - Blogspot e tutti gli altri siti che ci consentono di scambiare opinioni, di commentare testi altrui in maniera molto facile e comoda, sono siti internazionali e non sarebbe assurdo vietare la possibilità di inserire commenti anonimi solo in Italia?
Parer mio è che i commenti anonimi siano fastidiosi e, chi non vuole neanche mostrare neanche un nick sia abbastanza disturbato (detto in senso buono) e, soprattutto, che usa questo metodo per poter sviscerare, magari, tutto il suo odio contro una persona. Devo ammettere che su YouTube mi è capitato di scrivere brevi ed intense frasi piene di odio contro chi reputo ignorante e malfattore, ma, se è una cosa riprovevole, è anche un buon modo per sfogarsi dalle frustrazioni quotidiani senza far del male a nessuno.
All'inizio ho nominato Mediaset non a caso: è recente l'accusa di violazione del copyright da parte di Mediaset verso YouTube (di proprietà di Google). Siccome YouTube dona spazio agli internauti, l'azienda non può sempre controllare ogni nuovo video inserito, perciò le varie aziende a cui spetterebbero i diritti d'autore per le riproduzioni musicali, televisive, ecc., devono rivendicarsi sugli utenti, al momento anonimi.
Io penso, quindi, che questa legge vada intesa per la ricerca di ladri virtuali.
Su questo punto mi divido, perchè se è vero che il download gratuito, l'mp3 pirata, sia un reato, è altresì vero che, tramite il mezzo Internet, si possono scoprire meglio certi autori, gruppi.
Il lato positivo è dunque la scoperta di novità che l'internauta può far suo in modo migliore acquistando poi dvd, cd o i mitici vinili, per sentire poi le canzoni preferite stando stesi sul letto, godendosi la materialità del prodotto totale composta da una bella copertina, book con foto e testi e così via!
E non penso male, infatti sarà vietato "effettuare o agevolare l'immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima". In questo modo, Mediaset, Sony e tutte le varie case discografiche e aziende televisive, sapranno su chi rivalersi: migliaia di cause! Il tutto si potrebbe risolvere se YouTube e siti simili riuscissero ad inserire brevi spot pubblicitari nei video incriminati, ma che la musica pirata non sia una scusa per la crisi del settore discografico. Non è colpa mia se negli anni 70 avevamo i De Andrè, Pfm, Guccini, Dalla, De Gregori, ecc. che davano il meglio di sè stessi, mentre ora abbiamo le solite lagne in stile Pausini e suoi cloni che ovviamente vendono nettamente meno!
Inoltre, ogni sito che visitiamo memorizza la nostra visita e ci invia dei cookies che poi tornano indietro al server principale.
In questo modo rimangono memorizzati, fino alla nostra cancellazione, i nostri dati ovvero username e password. I cookies che si ricevono da certi siti, sono catalogati come spyware da programmi antivirus et similia, perchè possono identificare l'utente.
Tramite i cookies si possono conoscere le abitudini dell'internauta, ovvero i siti che visita.
Se lo Stato o qualsiasi autorità per le garanzie nelle comunicazioni, o peggio ancora se questo servizio fosse affidato ad imprese private che potrebbe rivendere senza troppi problemi, i nostri dati a terzi, oltre a ciò volesse pure un preciso nome e cognome ci sarebbe sicuramente un intromissione nella nostra privacy allucinante, senza considerare che il pc, all'interno di una famiglia, può essere usato da 2 o più persone (tra genitori e figli, nonni, zii, cugini, amici, amiche, ecc)
Penso che questo stretto controllo dei singoli vada contro la parola libertà che compare nel partito della Carlucci e che sia assurdo, proprio quando invece si vogliono bloccare tantissime intercettazioni!
La Carlucci parla di lotta alla pedofilia, ma l'avvocato Guido Scorza ha scoperto un dato sospetto: "...nel commentare la proposta di legge Carlucci, guardando nelle proprietà del file .doc pubblicato dall’Onorevole sul proprio sito mi sono accorto che il documento è stato redatto utilizzando un software intestato a Davide Rossi, Presidente della Univideo".
Link:
Punto Informatico
Zambarino blog
Danx
TG corrotti
Se è stato condannato il corrotto, è da condannare anche il corruttore (S.B. o chi per lui). Purtroppo, attualmente, il presunto corruttore è protetto dal Lodo Alfano. Se esso però non supererà l'esame della Corte Costituzionale per incostituzionalità (per questo motivo illiberale 1 milione di italiani hanno firmato per indire un referendum abrogativo), non sarà automaticamente punito: infatti, la riforma della giustizia compiuta dal centro destra, ha voluto, guarda caso, abolire il pregio dell'articolo 238 bis. Grazie ad esso era infatti possibile usare sentenze, divenute irrevocabili con la fine del primo processo, per un secondo processo, ovvero quello che si terrà contro Berlusconi nel caso in cui verrà eliminato il Lodo Alfano. Potete approfondire leggendo questo articolo di Bruno Tinti sul sito de La Stampa (link), dal titolo: "Chi rallenta la giustizia".
In un vero paese democratico, dove il potere politico è sotto il controllo del popolo, questa notizia avrebbe avuto risonanza nazionale all'inizio di ogni telegiornale. Purtroppo il TG1 ne ha parlato alla fine e solo per pochi secondi. Ecco ciò che ho riscontrato nei siti web dei principali tg delle reti nazionali.
TG1.RAI.IT:
scritta gigante e a colori sul Festival di Sanremo;
notizia della condanna di Mills al 4° posto fra le news (quindi pronta ad essere scalzata dalle altre news che seguiranno) nella parte sinistra del sito;
fra i video scelti per voi ed altre notizie arricchite da foto non v'è traccia.
TG2.RAI.IT:
Due video nella parte alta del sito. Entrambi non parlano della condanna.
Fra le news, ferme al tg delle 13, nonostante siano le 20.30 (del 17 febbraio) al momento della visita nel sito, non compare.
Niente da fare nella sezione inferiore, quella composta dai video inviati dai lettori. Eppure su Youtube i video della sentenza sono stati già caricati!
TG3.RAI.IT:
compare la notizia al 3° posto fra le news (alle 20.40 bisogna scendere con la scroll bar per leggerla, figurarsi già solo domani).
Nella seconda parte del sito, sotto le news, l'approfondimento è dedicato a Veltroni che si dimette da segretario del PD e, successivamente, dalle elezioni regionali sarde.
TG4.it:
comprende una sola news sottoforma di testo. Il resto è visibile solo tramite video (anche se cliccando nell'edizione serale del tg, si viene indirizzati verso video di Uomini e Donne, Grande Fratello, ecc.)
TG5.it:
anche qui non si parla della sentenza. In primo piano le dimissioni di Veltroni in seguito del trionfo del PDL in Sardegna. Di contorno altre news.
Studio Aperto:
l'ultimissa di questo tg è per un attentato ad una stazione televisiva greca, stessa news del TG4 (ore 19.55). Non è possibile vedere altre news, se non i servizi dell'ultima edizione del tg, ore 18.30, che comunque non parlando della sentenza.
LA7.it/news:
in primo piano la bufera nel PD.
Nelle ultime news video, Mills compare al 7° posto. Prima di lui, pensate, trova posto Adriano dell'Inter, il rottama vibratori, il prof accoltellato e l'immancabile Facebook!
Quando la maggior parte delle persone, giustamente dati gli impegni e la comodità, si informa solo tramite la tv, non viene a sapere di questi gravi fatti che mostrano come chi ci governa sia un corruttore, è lecito pensare di vivere in un mondo a parte, se non addirittura in una dittatura dove il capo viene solamente esaltato e dove la fine dei dissidenti, così come la vera anima del capo, non viene mai detta.
Danx
16 febbraio 2009
Violenza sulle donne
Quasi 10 dei 30 minuti, o poco meno, del TG1 son stati dedicati a ciò e, seppur nella sua gravità, non capisco nè il motivo, nè dove sia la notizia (in inglese news = novità).
Motivo: dopo aver appreso queste notizie scabrose non riesco a mangiare e comunque non posso modificare la realtà.
Notizia: ogni giorno avvengono stupri e violenze di ogni tipo.
Se è quindi inutile la conoscenza di queste tragedie, nel momento in cui vengono raccontate, sarebbero da approfondire, magari aprendo una rubrica dedicata alla violenza sulle donne, intesa in molteplici e scandalose forme: parte dall'insulto e dallo schiaffo del marito o dell'ex, passa per lo stalking e il mobbing e arriva a scippi e stupri per concludersi con gli omicidi passionali, ecc.
Ogni tanto i tiggì per attirare attenzione e creare pathos aprono con queste raggelanti notizie, ma vi è una parità fra reati commessi da italiani e da extracomunitari, se non quasi uno squilibrio verso i reati degli stranieri. Il giornalista dovrebbe basarsi sui dati certi, ottenuti da fonti attendibili come il Ministero dell'Interno e così via. Io, essendo piemonte, leggo ogni tanto La Stampa e, nel quotidiano del 13 febbraio ho trovato un articolo molto interessante con dati stilati dalla Consulta delle elette e dall'ordine dei giornalisti piemontesi (link articolo), dal titolo:
Violenza sulle donne. 20.000 casi in 2 anni. Le over 40 sono le più colpite. Italiani i più maneschi.
Ecco che, analizzando i dati, la verità che viene a galla è ben diversa da quella elargita dai tiggì. Infatti gli italiani sono i più maneschi, i più criminali: l'84% dei carnefici in Piemonte è italiano!
Quando ho letto questo dato non potevo crederci, voi? I dati, come scritto nell'articolo, sfatano il luogo comune dello straniero violentatore.
Sicuramente ci sono tanti stranieri sbandati e criminali, ma sembra che la maggioranza degli italiani non conosca l'uguglianza di fronte alla Legge (che non discrimina), sembra quasi che i crimini degli italiani siano ben accetti in taluni casi (ho letto di un signore che disse: "Non mi sono costruito la villetta per farmi rapinare da un rumeno"), che vengano o perdonati o già tenuti in conto, che comunque siamo brava gente, mentre lo straniero, solo perchè straniero e compaesano di svariati criminali, debba essere cacciato a forza (tranne quando fa comodo agli imprenditori che li sfruttano nei campi agricoli, nell'edilizia e nei trasporti), indipendentemente dalla sua fedina!
Nelle città, che assomigliano sempre di più alle megalopoli asiatiche, cresce il numero degli ubriachi e dei barboni: l'altra sera in un giro in bici di 3 ore circa tra il centro e la periferia ne ho contati 7 di sbandati agli angoli o su panchine, più altra gente fastidiosa (compresi italiani). Io penso che se si volesse davvero risolvere parte del problema basterebbe controllare meglio determinate zone, illuminarle meglio ed offrire serenità a chi soffre e ha problemi (più, ovviamente, al rimpatrio obbligatorio). Problemi che cercheranno di risolvere con l'alcool che, sicuramente, li porteranno a compiere brutali crimini.
Se li facciamo vivere come bestie, si comporteranno come bestie!
Ho nominato volutamente l'alcool: io sono sicuro che molte tragedie (violenza sulle donne, atti di bullismo, risse in discoteche e incindenti stradali) siano causate dall'alcool.
L'alcool per me è un'arma subdola e, purtroppo, la legge non fa niente per fermarla. Infatti in tutti i negozi e i supermercati (tranne nelle Coop), i minorenni possono acquistare alcolici!
L'articolo 698 vieta la somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni ed il Tuls 188 fa divieto ai minori di 16 anni di farseli somministrare. Ma non esiste normativa sulla vendita nei negozi.
C'è un dato terrificante che apprendo dall'Istituto Superiore di Sanità:"...in generale la percentuale di giovani che si sono ubriacati almeno qualche volta oscilla tra il 36% del Portogallo e l’89% della Danimarca". Inoltre, ogni 100 ricoveri per intossicazione da alcol, 17 sono a carico di giovani al di sotto dei 14 anni (Italia).
Conclusione: prima di gridare allo straniero criminale, impariamo a cercare i dati. Incrementiamo le pene, assicuriamoci che le espulsioni avvengano, aiutiamo chi soffre per strada, eliminiamo l'alcol!
PS: negli scorsi articoli ho parlato della ragazza in coma, Eluana Englaro, che i politici e attivisti del centro-destra volevano tenere in (non)vita, perchè loro sono del partito della vita.
Pubblico 2 lettere di due lettori de La Stampa:
"L'11 febbraio, 3 morti sul lavoro. Non si tratta di pazienti in stato vegetativo come Eluana, ma di persone sino a quel momento attive e consapevoli dei rischi che correvano sul posto di lavoro. Ai difensori della vita a tutti i costi che stanno nel Parlamento voglio chiedere: questi non si chiamavano Eluana, ma sono morti lo stesso ed ogni giorno ve ne sono altri che rischiano di morire per mancanza di sicurezza sul lavoro.
Invece di smantellare il TU sulla sicurezza, vedi emendamenti della Lega Nord (32.5 e 32.6) e del PDL (32.21 e 32.22), ed aumentare l'insicurezza sul lavoro, ce lo fareste un Ddl che risolva tutti i problemi in 3 giorni?"
Silvano Sainotini
"Nei due anni in cui i Tribunali italiani hanno riconosciuto il diritto di Eluana Englaro a smettere di essere mantenuta in vita in modo artificiale, sono morte "solo" alcune migliaia di persone in incidenti stradali. Si sono avute centinaia e centinaia di "caduti" sul lavoro. Sono morte tra l'indifferenza generale...Tutti quei tromboni che strillano contro la morte di un essere non più in vita da 17 anni, come mai non hanno nulla da dire in difesa delle tante vite che vengono stroncate sulle strade da assassini senza scrupoli? Come mai non scagliano le loro invettive contro quei datori di lavoro che per risparmiare sulle spese per la sicurezza lasciano che avvengano tanti lutti evitabili? Strano modo di essere cristiani e di ergersi a paladini di una vita spentasi 17 anni fa e rimanere in silenzio davanti alle morti di persone nel pieno della vita."
Salvatore Palomba
Link interessante:
Traffic kills
13 febbraio 2009
Assalto alla libertà
Iniziamo dalla seconda (libertà di parola): tutto cominciò con le accuse fatte a Di Pietro sulle sue parole contro Napolitano, definendole da eversore (da che pulpito, visti i veri insulti di Berlusconi a tutti i Presidenti della Repubblica - Scalfaro, Ciampi, Napolitano - da quanto è diventato un politico e verso la Costituzione!), nonostante lui si scagliò contro i silenzi di Napolitano verso le scandalose leggi berlusconiane e poi definì mafioso il silenzio di chi non parla di queste cose, quindi riferendosi a lui, al suo partito, nel caso stessero zitti non rendendo partecipe il Paese delle leggi approvate e non.
Di Pietro, amico di Grillo e Travaglio, usa, come loro, moltissimo Internet scrivendo quotidianamente articoli, al pari dei suoi colleghi dell'IDV, e caricando video di suoi interventi o di inchieste giornalistiche.
Quindi, dopo essere tornato leggermente indietro nella memoria, pensando alle dure accuse rivolte comunque non solo ad un singolo, ma anche a tutti quelli che gli stanno intorno, incluso il pubblico, non mi stupisce la legge dell'esponente dell'UDC D'Alia che propone di oscurare siti per apologie di reati, che "consistono nel diffondere idee sottese ed incitanti alla commissione di reati" (il Senato, con voto contrario dell’Italia dei Valori, ha approvato l'articolo 50-bis del Ddl n° 773, un emendamento del senatore Udc Gianpiero D’Alia al pacchetto sicurezza varato dal governo).
Se è giusto punire chi incita alla violenza, mi preoccupa molto stabilire quali frasi o, peggio, quale singola parola debba essere censurata, oscurata, punita da parte di un politico o di politici di un partito, o di un polo, nel quale vi sono esponenti con un c.v. non proprio lindo... (articolo de La Repubblica del 2005 interessante sulle relazione dell'UDC in Sicilia)
Se Di Pietro viene considerato un eversore, può essere trattato come un terrorista, le cui frasi vanno assolutamente e giustamente cancellate da ogni social network, così come dai muri delle città. Questa legge viene fatta rispettare e attuare dal ministero dell'Interno, quindi, inutile dirlo, di parte.
Come non tornare indietro ai vecchi fasti del fascismo, in cui, ad esempio, nelle fabbriche vi era la scritta gigantesca: "Qui non si parla di politica, qui si lavora".
Vogliono farci credere che gruppi, creati su Facebook o altro, da un singolo malato di mente, inneggianti allo stupro di gruppo, siano pericolosi, così come quelli creati per solidarietà verso i mafiosi arrestati o altro.
La rete, come la società reale, è composta da milioni di individui e si sa autoregolare escludendo i pazzi ed i criminali. Per controllare i crimini vi è la apposita Polizia Postale, che già da tanti anni oscura siti illegali di terroristi, di sfruttatori di donne e bambini e così via.
Ma mai, fino ad ora, si era pensato a censurare per parole, per le idee, tranne che in Iran, Cina e Birmania!.
Censurare è dannoso: io penso che la realtà debba venire sempre a galla e, entrando in Internet, devo trovare persone che la pensano diversamente da me, non tanto per confrontarmi (sarebbe un muro contro muro), ma per riscontrare che il mondo è composto anche da gente deviata e pericolosa, quindi per evitare che io entri in Internet solo per cercare un posto lindo e pulito, direi disinfettato.
E' un ragionamento forse un pò strano, ma comunque, fintanto che uno si sfoga parlando, dal mio punto di vista non commette alcun reato. Altro paio di maniche sono i videi di atti di bullismo, ecc.
Copio ed incollo qui un commento, breve ma intenso, trovato in un blog di Repubblica.it:
"Postato Venerdì, 13 Feb 2009 alle 12:11 da achillefer
D’alia fa finta di non sapere che nel suo parlamento siedono una ventina di eletti condannati,con sentenze passate in giudicato, altro che Facebook !!!!"
Inoltre, io mi chiedo come mai ci dev'essere una legge che punisca gli internauti e non faccia nulla contro una TV che ci "dona" insulti, risse verbali e fisiche e deliranti dichiarazioni e insulti del premier contro Presidenti della Repubblica e contro la Costituzione (ringraziamo le aziende che la sponsorizzano).
Forse perchè guardacaso questo premier è il proprietario di 3 emittenti nazionale e controlla la Rai?
Due pesi, due misure!
Fabrizio Rondolino da La Stampa
Dopo aver fatto vari esempi su quali significati e possibilità dà la libertà di parola, conclude l'articolo con questa illuminante frase:
"Tutti dovrebbero poter esprimere liberamente le loro opinioni. Soprattutto le più ributtanti. Mentre infatti la censura nasconde il problema e in questo modo
sceglie di non risolverlo, un dibattito libero e aperto non esclude la possibilità di convincere chi non la pensa come noi".
Libertà di mercato: il ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia si scaglia contro i ristoratori marocchini che preparano i famosi Kebab che vanno tanto di moda da diversi anni in Italia. In una breve intervista presente nel quotidiano torinese La Stampa del 30 gennaio 2009, prima afferma che rovinano il mercato italiano perchè non si approvigionano dai produttori italiani, ma poi, incalzato dal giornalista (si firma F.Pol.) sul fatto che è certa la provenienza italia delle verdure e delle carni, Zaia sviscera il suo odio per lo straniero, affermando che che lui, anzi "noi (quelli della Lega e forse, anzi sicuramente, quelli del PDL) siamo per la tradizione, per salvaguardare la nostra cultura". Qui saltano gli altarini: per difendere ristoranti e trattorie magari in crisi, va contro la libertà del mercato che, come internet e la società, si regola da sè estromettendo chi non fa affari o chi non si comporta bene e che, come vorrebbero farci credere, solo il PDL difende (quella famoso mercato libero).
Eliminare tout court, senza motivi legali, attività oneste e legali, solo perchè prendono clienti dai locali classici (tra l'altro senza minacce, eheh) è assurdo! E' come voler difendere un castello già derubato da tutti i quadri preziosi. Ovvero, se i ristoranti italiani, i bar che ho sempre visto abbastanza vuoti, sono in crisi, è colpa loro, nostra, della nostra tradizione che non attira più un pubblico, anche italiano, ormai globalizzato, multiculturale.
Ancora una volta, questa volta 2, vediamo come con questo centro destra il MedioEvo sia sempre più vicino!
Danx