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11 febbraio 2010

G-Sex

Grande Bertolaso, sono tutte sue.
Le emergenze? Anche, ma soprattutto le brasiliane :)

Il Capo della Protezione Civile (futura Società per Azioni che quindi non dovrebbe più rispondere nè di fronte al Governo, nè al Parlamento; scelta, questa, di grande democrazia da parte del nostro amato Duce e dal patriota Bertolaso), Guido Bertolaso, è stato accusato dal GIP di Firenze, Rosario Lupo, di aver intessuto rapporti con un imprenditore, Diego Anemone, il quale lo avrebbe viziato con l'ausilio di alcune massaggiatrici/prostitute all'interno della sede di una società sportiva capitolina, per ottenere favori, cioè appalti, nell'Isola della Maddalena.
Anemone era in favolosi rapporti d'amicizia, impreziositi da ristrutturazioni e personale di servizio, anche con un altro politico di tutto rispetto, tale Balducci, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (arrestato), che gli garantiva lavori per decine e decine di milioni di euro (link Il Fatto Quotidiano).
Il primo giornalista a parlare di questi rapporti, intrecci, inciuci e schifezze di ordinaria corruzione, fu Gatti de L'Espresso pedinato da questi imprenditori criminali (link L'Espresso). Gli imprenditori "sputtanati" da Gatti, cercarono di non farlo parlare ad Annozero (Rai Due), e di far saltare la puntata di Report (Rai Tre) riguardante i lavori del G8 in Sardegna. Guarda caso, i programmi con cui ce l'ha tanto Berlusconi. Guarda caso, gli unici che si battono per la legalità!

Grazie alle famose intercettazioni, che qualcuno nel Governo vorrebbe cancellare nella maggior parte delle indagini, sono stati scoperti gli incontri a tutto sesso organizzati da Anemone per Bertolaso. Sentite cosa dice il GIP Lupo: "Almeno uno di questi incontri e' stato preceduto da frenetici dialoghi telefonici dell'Anemone, tesi, con ogni evidenza, al rapido procacciamento di una consistente somma di denaro'' e "In almeno un'occasione, Bertolaso ha usufruito delle prestazioni sessuali di una donna".
"Darei una ripassata a Francesca" "Ma so che è molto occupata".
Link: Asca, Adn, L'Unità

Sembra uno scherzo, ma è tutto vero. Le persone che incontrano Bertolasto per la strada lo incitano dicendogli "Tieni duro!". LOL
Link Asca

Gestendo situazioni d'emergenza come ad esempio L'Aquila post-terremoto e la bonifica/ricostruzione dell'Arsenale e Ospedale militare sito nell'isola de La Maddalena (emergenza perchè il Berlu ebbe l'idea di farci il G8/G20 all'ultimo momento), gli appalti vengono dati velocemente superando ogni asta e controllo (col pericolo dell'infiltrazione mafiosa, come avvenuto a L'Aquila. Link Politicambiente. Anche se non solo i mafiosi sono pericolosi, si pensi a questi imprenditori sciacalli che si felicitavano della tragedia. Link Adn).

Ma se Bertolaso è indagato, ben quattro, invece, sono stati arrestati.
Si tratta di Angelo Balducci, ''soggetto attuatore'', poi sostituito, del G8 alla Maddalena e oggi presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; l'imprenditore Diego Anemone, Fabio De Santis, successore di Balducci nell'incarico per la Maddalena, attuale provveditore alle opere pubbliche della Toscana; Mauro Della Giovampaola, funzionario del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività della Presidenza del Consiglio.
Il reato ipotizzato è corruzione continuata in concorso.

Ovvero, tutta gente collegata al Governo Berlusconi.

Come dice Massimo Donadi (IDV): "Quello che nessuno può negare è la responsabilità politica di Bertolaso che, insieme a Berlusconi, ha creato una gigantesca macchina d’affari che, con la scusa dell’emergenza, si è sottratta a qualsiasi forma di controllo, istituzionale e di spesa".
Quante emergenze per distruggere la correttenza, le leggi, la trasparenza, l'onestà di noi italiani brava gggente! Donadi non sbaglia, infatti secondo il GIP: "I fatti di corruzione contestati sono stati resi possibili, tra l'altro, da una normativa ampiamente derogatoria delle ordinarie regole in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici"
Ancora Donadi: "Con la nuova loggia B2 (Berlusconi+Bertolaso, ndb), tutto in Italia è diventato emergenza: la beatificazione di Padre Pio, il traffico sulla Salerno Reggio Calabria, la Louis Vitton cup. 587 ordinanze emergenziali, 100 solo nel 2009. 1,5 miliardi di costi certi e 6,5 miliardi di costi stimati. Perché, se è emergenza, nessuno sa e può conoscere come vengono spesi i soldi, chi si aggiudica gli appalti o le consulenze, chi viene assunto. Con la nuova loggia B2, anche eventi pianificati nel tempo sono emergenza, perché lì ci sono i miliardi, tanti, quelli veri: i Mondiali di nuoto, le Olimpiadi di Torino, l’Expo 2015, il G8 della Maddalena, la ricostruzione dell’Abruzzo.Una discrezionalità totale che cancella un castello di leggi che regolano il mercato delle opere pubbliche, cancellando ogni principio di concorrenza e mercato".

La Giustizia continua l'elenco di Donadi: "L'attenzione degli inquirenti ha riguardato, in particolare, gli appalti per i lavori al G8 della Maddalena, l'aeroporto S.Egidio di Perugia, i lavori al Foro Italico per i campionati mondiali di nuoto e, a Firenze, il nuovo auditorium del Maggio musicale fiorentino e la scuola marescialli dei Carabinieri nell'area di Castello" (link Adn).

Insomma, in Italia, i lavori vengono affidati agli amici e agli amici degli amici.
Se prima si faceva ma non si diceva, ora con la Protezione Civile che ha le mani in tantissimi cantieri ed in ogni emergenza, quindi in ogni appalto per la ricostruzione, il sogno estremamente liberista e brianzolo è diventato realtà!

Ma guai a toccare la Protezione Civile, così vicina ai disperati. E' come sparare sulla Croce Rossa. Non si fa. Non si fa anche se per Bertolaso e gli altri geni, a fine marzo 2009, all'Aquila "Non e' possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c'e' nessun allarme in corso da parte del Dipartimento della Protezione Civile, ma una continua attivita' di monitoraggio e di attenzione" (link TuttoAbruzzo).

Ovviamente il TG1 filo-governativo di Minzolini, non poteva esimersi dall'eseguire una lunga e commovente intervista ad un costipato Bertolaso e al propinarci le solite frasi fatte di Berlusconi. Di Pietro non lo abbiamo potuto sentire, Bersani solo brevemente. Il Gip di Firenze non è stato rilevato. Forse era a Roma con Alemanno e il Papa per aspettare la rivelazione della Madonna di Lourdes.

5 febbraio 2010

La carota e il bastone di Scajola

Al TG1 delle 13.00 del 3 febbraio 2009, il ministro Scajola, quello famoso per le parolacce e per la faccia da schiaffi (o da pugni, vedete voi), ha risposto sorridendo ad una frizzante domanda (domanda per modo di dire, tra l'altro seguita da un propagandistico servizio sul nucleare, ritenuto fondamentale dall'AIE, l'Agenzia internazionale dell'Energia) di un'eccitata intervisatrice (se non erro la stessa che oggi, con gridolini di goduria, ha intervistato, sempre per modo di dire, Schifani) che le Regioni italiane contrarie all'insediamento di future centrali nucleari sarebbero state convinte.

Bello. Magari con tanti soldi, tanta sicurezza, posti di lavoro e via dicendo/promettendo/decantando?

Sbagliato. Al TG1 delle 20.00 del 4 febbraio 2009, infatti, Scajola ha, con piglio deciso, dichiarate illegittime le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata contro il nucleare.

E' questo il modo di convincerle? Bruciando leggi?

Ho menzionato l'AIE. Se fino a 2 secondi fa pensavamo che il Governo ne avrebbe fatte costruite 3 o 4, ora, galvanizzati da questa agenzia che promuove l'atomo al punto da sembrare un pusher di questa droga devastatrice, ne dobbiamo/vogliamo costruire almeno 8. Ecco perchè è essenziale stralciare leggi importanti, di regioni con già gravi problemi e che, soprattutto, non richiedono tanta energia quanto le "colleghe" padane.

3 febbraio 2010

Teniamoci i porci

Teniamoci i porci, e speriamo che siano gustosi!

E' passato alla Camera (a breve al Senato) il Legittimo Impedimento che salva Berlusconi ed i Ministri del Governo dai processi: gli basterà affermare di avere improrogabili impegni di lavoro pernon recarsi in Tribunale a farsi processare (link ADN).

Una volta i porci senza vergogna scappavano (Craxi), andavano in esilio e nel Belpaese rimanevano gli amici/colleghi raccomandati a venerarlo.

Ora questi amici son diventati porci a loro volta, ma si son fatti più scaltri e spudorati: dopo 20 anni di dichiarazioni pubbliche contro magistrati e giudici, si fanno leggi per non farsi processare. In questo modo possono rimanere qua, e rimanere pure nelle sale di comando.

Secondo me sono dei geni in fatto di genetica!

2 febbraio 2010

Cane superore

Ho visto la parte finale di un film del 2007 intitolato "Underdog"

Io i supereroi non li sopporto e non li voglio!

In questi film per ragazzi (ma anche in altri per adulti), come sempre, c'è uno scontro fra bene e male (scontro stupido e banale: siamo sicuri che chi professa il bene, sia davvero buono? E siamo sicuri che alla natura non serva il male? E, a proposito di natura, siamo sicuri che in natura esista il bene e il male?), uno scontro risolto a favore degli innocenti cittadini grazie ad un supereroe che compie azioni folli per ripristinare la normalità.

La società non crea problemi, il problema, in questo tipo di film, son sempre uomini un pò pazzi. Non si affrontano mai i problemi, mai le cause di questa pazzia, ma si lotta solo per eliminarla.
Sia il pazzo e il malvagio che il supereroe soffrono di egocentrismo e gli spettatori a casa o nella sala del cinema, nonostante siano borghesi omologati, riescono ad emozionarsi immaginandosi anch'essi potenti, irraggiati da doti sovraumane che, forse per volontà divina, sfruttano per aiutare il prossimo.


In questi film, ed anche nella realtà, la società non viene interrogata, perchè la società deve regnare nella sua quotidiana banalità.

Non si capisce perchè un supercane, o cmq un supereroe, debba compiere tutti questi sforzi per salvare gente mediocre che giorno dopo giorni distrugge, senza rendersene conto, tutto il pianeta Terra.

1 febbraio 2010

Addio Facebook

Sono stato cacciato da Facebook, probabilmente per aver usato un nome pagano inventato (un nick) e non quello cristiano-giudaico.

La censura colpisce ancora le menti libere...

Scommetto che invece questi "illuminati" avranno il loro account ben saldo fino a che morte non li separi dalle loro tastiere:
FANCULO A INTERNET E ALLE GRANDI AZIENDE odierne che, se potessero viaggiare nel passato, stringerebbero lauti accordi economici col Terzo Reich!

Addio

27 gennaio 2010

Coscienza da ripulire ogni anno

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Oggi è il "Giorno della Memoria"
, per ricordare la deportazione degli ebrei nei campi di concentramento e sterminio nazisti, per ricordare quindi la Shoah.

Tutti i potenti, e tutti i comuni mortali che seguono la moralità della società, saranno oggi, 27 gennaio, intenti nello struggersi al pensiero degli ebrei, fregandosene del fatto che assieme a loro vennero sterminati handicappati, omosessuali e zingari, categorie ancora oggi schifate apertamente da molte "persone perbene": i primi, tra cui possiamo far rientrare anche i malati di mente, non vengono mai mostrati (se non ogni tanto per indurci a provare inutile e stupida compassione) e non vengono curati o accuditi a dovere dallo Stato italiano, ed inoltre è consono fra gli adolescenti scalmanati seviziarli; i secondi sono considerati contro natura (è assurdo che ciò sia affermato da chi non si riproduce, è sessuofobico e si sente figlio di una divinità che tiene i suoi figli lontani da ogni istinto naturale/animale); i terzi continuano ad essere considerati asociali in quanto non si sono mai omologati e perchè continuano a vivere, più o meno senza fissa dimora, ai bordi delle città campando di espedienti (ogni Stato odia chi è senza fissa dimora, infatti questi non saranno rintracciabili, acciuffabili e quindi puniti con certezza). Prima di loro le vittime furono i dissidenti tedeschi, i comunisti, ecc.
Infatti, "i dirigenti delle imprese della Germania erano felici che il terrore per il
campo di concentramento rendesse i lavoratori Tedeschi docili e
mansueti come cagnolini" (fonte: Brainseller)

Dieci anni fa fu istituita questa Giornata, e ciò avvenne sicuramente per il fatto che gli ebrei hanno uno Stato (Israele), hanno importanti uomini nei settori chiave del mondo globalizzato, mentre i vecchi, gli handicappati, gli omosessuali e gli zingari no (molti erano vittime del loro stesso Stato). Sono convinto che se i Nazisti si fossero limitati ad eliminare questo tipo di persone, nessuno avrebbe detto e fatto nulla...

Ma perchè dobbiamo ricordare un fatto così atroce e gigantesco che, avente queste caratteristiche, non ha alcun bisogno di essere ricordato, che è impossibile da scordare?
Presumibilmente perchè abbiamo una cattiva coscienza. Infatti non furono i Nazisti i primi persecutori degli ebrei, bensì altri europei in un passato più remoto, fra cui noi italiani coi ghetti di Venezia (1516) prima, e di Roma (1555, per volontà di Papa Paolo IV) poi.

L'Europa dalle linde radici cristiane, ogni tanto (ogni anno) deve riabilitarsi ripulendosi la coscienza, per sentirsi in pace con sè stessa, col suo passato e futuro, sfruttando la tragedia degli ebrei (le altre vittime non hanno importanza, in quanto son già vittime della natura, secondo i nostri potenti, ma soprattutto non hanno uno Stato che difenda i loro diritti), i quali ebrei (i potenti banchieri e finanzieri ebrei, non i poveri ed innocenti cittadini massacrati, ovvio), a loro volta, han sfruttato la Shoah per crearsi un super Stato (si pensi alle accuse mosse, da alcuni studiosi, alla famiglia di banchieri Rotschild, ovvero di aver finanziato, e quasi creato con le loro mani, il fenomeno di Hitler).
Nella Storia niente avviene mai per caso e poche volte le tragedie avvengono solo per mera ed inspiegabile crudeltà.

Io non ho alcun bisogno di ricordare le atrocità, perchè mai ne compierei, non ho bisogno di vedere cosa è capace di compiere l'uomo per affermare che mai lo farei.
A proposito della memoria, scrissi già un articolo critico poco tempo fa riguardo questa nostra bizzarra abitudine ("I danni delle commemorazioni", Italiasenzavalori).

Chissà se ci sono altre Giornate della Memoria per i morti delle foibe, del Darfur, della Sierra Leone, di Hiroshima e Nagasaki, del Kosovo, per i comunisti argentini e cileni, e così via?
Dipende se questi hanno uno Stato autorevole e dipende se qualcuno deve pulirsi la coscienza.

Link:
Hitler era un Rotschild (Indymedia)
L'IMB e l'Olocausto (libro di Edwin Black, Rizzoli)

22 gennaio 2010

Tirategli la croce in testa

Anzichè rimuovere la Croce, han rimosso il giudice. LOL

Se la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sancì poco tempo fa l'illegittima presenza del crocefisso nelle aule scolastiche italiane, oggi l'italianissimo CSM ha optato per la rimozione di Luigi Tosti, il giudice anti-crocefisso, dal suo incarico.


Questo giudice si rifiutò di presenziare in un'aula con apposta al muro la famosa Croce, e si rifiutò anche di lavorare in un'altra aula sprovvistane (anche se a sentire il Tosti, era più che altro uno scantinato).
Oggi il CMS ha però semplicemente giudicato l'assenteismo del giudice, siccome solo la Corte Costituzionale può esprimersi sulla presenza della Croce.
Come dice Nicola Mancino "il dottor Tosti è stato giudicato per essersi rifiutato di tenere comunque udienza
fino a quando in tutti i Tribunali d'Italia non fossero stati rimossi i crocifissi" (fonte: Corriere della Sera)

Luigi Tosti propende per l'eliminazione di ogni simbolo religioso dai muri pubblici, o per la molteplice presenza di tutti quelli trovabili in giro per il mondo.
O tutti o nessuno, in pratica, in nome del rispetto della libertà religiosa di tutti.

Non oso immaginare le dichiarazioni dei politici questa sera nei vari telegiornali, sempre che i giornalisti abbiano il coraggio di nominare una persona che va contro le leggi mussolian-craxiane...
Diranno che ci sono persone antidemocratiche che si scagliano contro i Valori del Paese, che ci sono illiberali finalmente puniti, quando invece i veri paladini della libertà non sono coloro che si fregiano di questa parola nel simbolo del loro partito, ma sono coloro che rispettano tutti, senza sentire sulle spalle il peso di un simbolo religioso che può influire se si giudica un ateo o un islamico (anche se questi dati sensibili non penso che vengano diffusi o comunque tenuti di conto durante un processo, grazie alla libertà di parola e di religione) e che non sopporterebbero vedere leggi morali diventare leggi costituzionali, come purtroppo accade nei paesi islamici, dove è la religione con le sue regole millenarie, atemporali, che non conoscono progresso, a dettare legge.

La Croce in aula penso che non incuta più timore, anche se c'è da dire che alcune strambe pene vigenti fino a pochi decenni fa erano sicuramente un retaggio della patriarcalmaschilista perfidia religiosa molto affine all'Islam (infatti nasce nella stessa zona del Cristianesimo): si pensi al divieto all'aborto (ovviamente veniva beccato le porazze: alle riccone basta espatriare), al matrimonio riparatore (ad un uomo che stuprava una donna, anzichè subire il carcere, gli bastava semplicemente sposarla per riparare il danno...aaah chissà che bella convivenza felice), all'adulterio che colpiva solo le donne, ecc.

Siccome la religione è voluta/subita ancora da milioni di italiani, ma soprattutto guida le menti bacate della stragrande maggioranza degli italici politici in Parlamento, si corre il rischio che quel simbolo che fu di potere, torni ad essere tale, usandolo per legiferare contro i liberi cittadini: "Chi non rispetterà il nostro Padre da venerare (Silvio sarà equiparato a un faraone, o ad un monarca scelto da Dio o a Dio stesso) , verrà fustigato per un mese intiero; Chi commette atti impuri, subirà l'amputazione di mani ed organi genitali".
Intanto i politici, corrompendo magistrati e giudici (con rolex d'oro, viaggi, soldi, mignotte, froci o con un'innalzamento dell'età pensionabile, come già avviene, per prolungargli la carriera), continueranno, come natura vuole, a scopare a destra e a manca, fregandosene di un Dio che non ci ha mai detto cosa fare e cosa no.

Chissà quando tutti potranno fare liberamente ciò che natura vuole?!?

21 gennaio 2010

Spot Mattino Cinque

Chi non ha mai subito il fascino ipnotizzante della pubblicità di Mattino Cinque, ogni giorno verso le 13?

Per chi se lo fosse perso, ecco un breve sunto.
Il programma non è originale, perchè segue il format (si può dire?) di altri, dove in pratica notizie allegre si sovrappongono ad altre tristi e deprimenti. In questa maniera si fa contenta una vasta fetta di pubblico.
Il Brachino e la Panicucci, cioè i due conduttori, sono sbracati su dei divanetti in uno studio candido e super illuminato, nel quale si trovano per elencare gli argomenti che affronteranno il giorno seguente.
Brachino inizia con le notizie struggenti, Panicucci continua con altre più gioiose e il tutto si conclude con una musica allegra, ed euforica, davvero fuori luogo e senza rispetto per la prima notizia (soprattutto per i disperati protagonisti della prima).

Parodia.
Brachino: "Minorenne stuprata da un branco di algerini. E pensare che avrebbe desiderato fare la suora!"
Panicucci: "Diamo il benvenuto in studio alle tette della Marcuzzi!!! Guardate amici da casa, quanto sono tonde e morbide!MMM Brava Alessia!"
Nanannnaaannaaaa Aleee Oooooh!
La musica finale dello spot (tremo al solo pensiero che possa esserci anche durante lo show), riporta al call center del film con Sabrina Ferilli, di cui non ricordo il titolo, dove le impiegate ai telefoni venivano stimolate dalle note diffuse ad alto volume, per simulare un'allegria che non può che essere finta in ogni luogo di lavoro (in quello poi...).

20 gennaio 2010

Bamboccioni vendicativi

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Il Brunetta e la Gelmini se la prendono con i bamboccioni, ovvero quei 20-30enni che non si fanno una famiglia con relativa prole, casa, mutuo, auto, tv e tutte le menate varie di chi è ben inserito nel sistema senza farsi troppi pensieri e problemi.

Entrambi affermano che, fino ai 30 anni, sia stata sempre la loro mamma a rifargli il letto.
Evidentemente da un meschino è per ripicca vogliono che gli italiani escano (visti i soggetti ci starebbe bene la coniugazione fantozziano eschino) di casa a 18 anni.

Peccato che:
a 18 anni le superiori siano ancora da completare;
molti vogliano proseguire con gli studi;
per trovare un lavoro stabile, con relative garanzie e sicurezze, sia necessario aspettare 2-3 anni (tempo necessario per i vari stages e contrattini, in pratica l'esperienza richiesta da tutte le aziende).

Ovviamente, se la legge obbligasse i bamboccioni (mah) ad uscire di casa (giusto per acquistarne un'altra, che rivoluzione! Ecco a cosa serve questa loro fuoriuscita), vorrei tanto che lo Stato garantisse una sottospecie di reddito minimo garantito.

15 gennaio 2010

Haiti

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In seguito al potentissimo terremoto che ha devastato Haiti, causando centinaia di migliaia di morti e milioni di feriti e sfollati
, abbiamo saputo di come questo sia lo Stato più povero delle Americhe e sinceramente con stupore, data la sua geografia.

Alcuni infatti mi chiedono: "Come mai sono così poveri?", "Come mai non sfruttano la bellezza dell'isola, delle coste, con il turismo?", "Ma Haiti e la Republica Dominicana sono nemici?"
Mi duole ammettere di non saperne nulla: sappiamo di più sulla Luna e su Marte che su centinaia di Paesi di questo nostro pianeta, i cui nomi ci sono vagamente familiari, solo grazie al passaggio di qualche tornado.
La mia è dunque un'accusa al sistema dell'informazione, più dei mass-media che di quella delle piccole associazioni che lottano per aiutare i poveri.

Ora bisogna inviare aiuti, e cercando info su Internet possono fornirvi qualche nome, però mi duole anche vedere giornalisti intenti a farci rattristare il cuore non solo per il disastro naturale, ma anche per la povertà "endemica" di quelle vittime. Sembra, dunque, che dobbiamo inviare aiuti come cibo, soldi e vestiti per questo fattore.
Ricchi o poveri non fa differenza: quando accadono certe tragedie si aiuta e basta!


Dona con GOOGLE
Unicef
Organizzazione Internazionale per la Migrazione
Comitato Internazionale della Croce Rossa

Ci vogliamo forse pulire la coscienza togliendoci 5,10 Euro dalle tasche, per poi continuare a ringraziare la globalizzazione per tutte le belle scarpe da ginnastica e cellulari che ci fornisce, pur sapendo che sono costruite/i da minorenni ultra-sfruttati, magari dentro fabbriche d'amianto, vicino a pozze piene di escrementi?
Se schifiamo la povertà, dovremmo unirci, noi consumatori, per chiedere alle multinazionali di non sfruttare l'ambiente e certe condizioni sociali (se in un Paese i minorenni non sono obbligati ad andare a scuola, un'azienda occidentale deve rifiutarsi di assumerli), politiche (non stringere accordi con le dittature) ed economiche (non sfruttare contratti e salari scandalosi, non rovinare la vita ai campesinos, ecc.) giusto per incrementare i propri profitti, ma di andare all'estero per imporre almeno la metà dei nostri standard riguardanti sicurezza, contratti, salari, mentre invece nulla di tutto ciò avviene.

Le multinazionali ci servono per risparmiare. Beandoci del risparmio ottenuto, in questo magnifico mondo colorato con le luci sempre accese, siamo come costretti a pensare che i poveri siano tali perchè non fanno nulla o perchè vivano sotto dittatura. Invece lo sono perchè siamo noi a fare troppo o nulla.
Si dovrebbe tenere alta l'informazione sui vari Paesi dittatoriali o estremamente poveri, ad esempio si pensi allo Yemen, fino ad ora mai sentito prima dal 98% degli italiani, in modo tale da cercare di aiutare sempre le varie popolazioni e non solo nell'ora della disgrazia che richiederà poi maggiori aiuti, rispetto ad una condizione normale.

Aiutiamo Haiti senza doverci impietosire della loro povertà, soprattutto perchè, per noi occidentali, essere poveri significa non potersi permettere un'auto, la consolle e due cellulari, quando senza queste cose si può vivere benissimo (l'abbiamo fatto fino alla metà del secolo scorso).

14 gennaio 2010

Mani allungate. Ma anche no

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Se la maggioranza può legiferare senza badare troppo alla minoranza
, tranne quando la prima è traballante per alcuni membri che, smaniosi di protagonismo o bastian cuntrari di natura, possono tradirla nei voti di fiducia, perchè c'è la necessità impellente da parte del PDL di trovare un dialogo col PD?

Certo, senza dialogo non ci sentiremmo cittadini di un Paese civile, ma parte di una campagna assediata da zoticoni carichi d'odio, ma qui i politici al comando confondono il verbo opposizione col verbo odiare, e dovrebbero risentire i loro comizi e le loro dichiarazioni. In questo modo, se gli oppositori criticando odiano, dovrebbero trovare un verbo più forte di "odiare", per le loro parole urlate contro giornalisti, magistrati, politici e liberi cittadini con idee per fortuna diverse da quelle di chi ama venerare un capo e subire ordini.

Il PDL confida che il PD gli allunghi una mano, e ci sono giornalisti come Marcello Sorgi de La Stampa, che affermano che il PD offra un bicchiere mezzo vuoto al PDL.
Siamo sicuri che offra così poco? Il PD, come si sa, s'è detto disposto al dialogo ed essendo il partito dell'opposizione, da esso non si può pretendere asservimento totale, siccome un minimo di dignità dovrebbe pur mantenerla.
Perchè mai, scelte di riforme ideate solo da una parte e che favoriscono solo una parte (anzi, pochi singoli), devono essere accettate in toto e magari pure con gioia dai cosidetti oppositori? Penso che il PD sappia bene che Berlusconi ha sempre avuto il pallino della Giustizia per diminuire i poteri dei PM, da vero Piduista e da vero Craxiano (o da vero criminale, fate voi), allora perchè, se nasce per arginare e magari battere il fenomeno Berlusconi (fenomeno mica tanto, dura da un sacco di anni) i suoi gesti di avvicinamento alla parte avversa, non vengono plauditi?
Abbiamo politici e giornalisti, ritenuti a torto super partes solo perchè non fanno da portavoce del PDL, affermanti che il PD debba abbandonare l'IDV, smetterla di essere intransigente, e così via. Come se fosse obbligatorio, in questo sistema completamente patriarcale ma democratico e libero (?), apprezzare, ammirare e magari venerare il capo, le sue idee e le sue gesta, proprio come l'infallibile Dio patriarcale.

Penso che un accordo sulla "Riforma della Giustizia", essendo alquanto impopolare, debba essere per il potere necessariamente bipartisan, in modo da giustificarlo.

Cosa ci guadagnerebbe il PD con il dialogo, con gli accordi, con la riforma?
Forse quando saremo una vera dittatura col partito unico e il divieto di libertà di stampa e parola, qualcuno di loro potrebbe trovare senza troppe difficoltà un nuovo impiego.

Magari da autista.

Link:
"Gli autisti senatori" La Repubblica

12 gennaio 2010

Linguaggio dei massmedia


"Questa strada piovosa era la sua vita stessa,percorsa senza fede e senza entusiasmo,con gli occhi affascinati dagli splendori fallacidelle pubblicità luminose" (Alberto Moravia)


Nell'ultimo mio articolo (link) ho fatto riferimento ad una sorta di razzismo verso le persone che cercano di migliorare il proprio linguaggio, o che ne hanno come coniato uno loro e così via.

Dietro a questo razzismo, diciamo di classe, ci devono per forza essere delle cause, ma non ravvedo una vendetta del proletariato, quanto la dittatura del commerciale che, adulando tutti quanti, diviene super partes ed entra nella vita di ognuno di noi, purtroppo peggiorandola.

Il settore dell'industria, per rendere affini alla massa tanti prodotti, magari inutili se non nocivi (o dannosi se acquistati in grandi quantità, ecc.), si unisce a schiere di creativi (non artisti) che, dietro un'ottima remunerazione per le pubblicità, si "impegnano" a scovare nuove tendenze e linguaggi semplificati dai giovani, magari semplificandoli a loro volta o estirpandoli dal loro ambiente.
Ottengono e/o producono, dunque, frasi asettiche abbinabili a tanti prodotti e alla ricezione di tante persone.

Due esempi possono essere la pubblicità degli anni '80 della Fiat Uno RAP, dove appunto si scimmiottava questo nuovo (per noi italiani) genere musicale, e lo spot della Banca Mediolanum dove il presidente Doris fa dei cerchi sulla sabbia (o in un deserto di sale) come un primitivo (massimo rispetto per gli ominidi che vivevano nella natura senza bisogno di distruggerla per ottenere stupidi beni, come anche questo computer da cui scrivo, peccato però che Doris non si ponga come fine della sua esistenza il Primitivismo).
Ci sarebbe da parlare anche dei proprietari che figurano negli spot, ma non è questo il caso (vi rimando a questo link, Terzadicopertina) e proseguo elencando spot simili come quello sui telefonini, dove una modella diceva "Tutto intorno a te", oppure quello delle assicurazioni che ci invita a "chiedere a chi ce l'ha"...ditemelo voi chi ce l'ha, oppure create dei documentari su questo magnifico mondo, senza dover disturbare alle 21 dei lontani parenti.
Inutile dire che più una cosa è pubblicizzata, e a maggior ragione se lo è con una grafica affascinante, con effetti surreali e con colori sgargianti, più il prodotto in questione (che a volte non si nota) è dannoso ed inutile (tranne che per i produttori, ovvio). Infatti, l'acqua pubblica che sgorga dal rubinetto è, per la massa schizzinosa di ciò che è quasi gratuito, un bene misterioso e meno prezioso di certi gelati industriali, formaggi avariati e via dicendo.
Non parliamo delle Biblioteche...

Tutti sanno, tranne gli stolti e pessimisti genetisti, che se un qualsiasi bambino viene stimolato da sane fonti, diverrà un ragazzo ed un adulto calmo, aperto, rispettoso e studioso (smettetela di simulare facce da ebeti e di grugnire quando vi trovate di fronte al vostro nipotino, solo perchè lo vedete fare nei film). Giunto in età adulta, però, la sua mente smetterà di apprendere velocemente e, avendo alle spalle anni di ben determinati studi e di vita in un altrettanto ben determinato ambiente, farà fatica ad accettare molte novità.
Se questo sistema industrial-commerciale opta per una "fidelizzazione fino a che morte non ci separi" col cittadino-cliente-consumatore, ogni comunicazione atta a questo fine, sarà elementare, sia per mostrarsi amichevoli e magari amici, sia per eliminare ogni stimolo verso novità che non saranno più facilmente comprensibili. Ovviamente il "deficit di attenzione" verso importanti e complicate questioni non è causato soltanto dalle pubblicità, ma anche dai programmi televisivi dove la gente che battibecca e litiga violentemente per loro piccole questioni private è sempre più numerosa.

Gli adulti vivono in un mondo a parte come i "malati di mente".
Tutti noi crediamo che solo certi esseri umani, colpiti da malattie neurologiche, siano impossibilitati al confronto, alla relazione, invece, a ben pensare, la maggior parte degli adulti è come loro: sarà disturbato nel vedere persone abbigliate in maniera per lui eccentrica, non vorrà sentire suoni musicali a lui sconosciuti, non riuscirà a leggere sui quotidiani opinioni diverse dalle sue ormai scritte sulle roccia. Cos'è questo se non isolamento?
Un isolamento che nega il confronto, e quindi una precedente apertura, affinchè ci si possa sentire portatori di unici e sani valori.

Quanta differenza coi bambini, così aperti nel gioco con qualsiasi altro bambino incontrato sulla loro strada: non c'è colore e lingua che possa ostacolarli, eppure usano un linguaggio elementare ed anche un pò animalesco. Gli adulti, invece, se subiscono in dosi massicce un linguaggio elementare (come appunto quello dei bambini), primitivo, onomatopeico, regrediscono fino a non potersi aprire neanche con chi ha idee leggermente differenti dalle proprie, perchè la mente, non più capace di apprendere e di cercare stimoli (manca l'energia, mancano i neuroni), arriva ad un punto di non ritorno spaventandosi per nuove cose incomprensibili, troppo distanti dal loro mondo e quindi complicate per essere descritte e quindi comprese.
Certamente le attività svolte nelle due età influisce: il bambino si rapporta allegramente con tutti perchè il suo fine è il divertimento, mentre l'adulto si rapporta con gli altri esclusivamente per predazione (concorrenza, guadagno, soldi, profitto).

Se la televisione venissa usata diversamente crollerebbe il sistema di questa società chiusa, perchè la gente passarebbe il tempo a pensare, riflettendo ed aprendosi, e non solo più a guardare filmati per rilassarsi o per sfogarsi, per poi uscire con l'unico scopo di ottenere della roba con ogni metodo (offerte, tessere, premi, questionari, ecc.). Vi sono anche altri scopi: ostentare la propria posizione sociale attraverso precisi "status symbol" (scelti dal potere) e portare i figli a scuola, per educarli a compiere noiose operazioni utili all'industria (la scuola serve per trovare un posto di lavoro) e all'obbedienza, affinchè questo sistema si rigeneri di generazione in generazione.

Con la fantasia, ogni certezza crolla. Col pensiero, ogni acquisto diviene futile.
Non confondiamo la fantasia unica del singolo, con quella dei cartoni e dei film delle grandi major, infatti sono risaputi i messaggi subliminali (a volte invece molto ostentati, ma edulcorati) e che una bellezza di qualsiasi tipo (quella di Biancaneve, delle modelle/attrici o degli effetti speciali) non consente, dal mio punto di vista, modifiche da parte del giovane fruitore, ma solamente una copiatura. E' utile, per l'industria cinematografica, cercare di far immedesimare i bambini con un'avventura e con dei personaggi protagonisti, affinchè pensino a loro con costanza e rimangano legati a ben determinati loghi.

A proposito di bambini, mi sono venuti in mente altri slogan pubblicitari, così bassi da mettersi le mani nei capelli dalla disperazione:
"Faccio tanta plin-plin"; "Come fa la tua moto? Vroooom"; "La mia tribù"; "Emozioni al 100%, prezzo al 50%".
Si è giunti alla vendita dei sentimenti! Ma d'altronde il mondo esterno è cosi freddo e grigio che è impossibile ricevere e voler ricevere emozioni direttamente sulla propria pelle, meglio provare quindi con lo schermo, così, se si corre il rischio di imbattersi in troppe emozioni, si può spegnere subito per farle crollare in fretta. Se i sentimenti hanno un prezzo, se questi sono facilmente eliminabili con un click, viene meno la condizione naturale dell'essere umano: da persone non si regredisce a bestie, ma a cose. Vuote. Pronte a venire riempite di qualsiasi monnezza.

Tutti quanti noi veniamo bombardati di parole dette e stampate per farci comprare, o per farci sfogare e rilassare, ma, puntando su questo finto benessere, non riceviamo stimoli per apprendere cose nuove e ciò fa sì che il membro di un certo ceto non abbia mai l'opportunità, nè soprattutto i mezzi, di discutere con un altro di un ceto superiore.

8 gennaio 2010

Il razzismo di chi ignora

Per millenni gli esseri viventi hanno compiuto migrazioni, senza queste ci sarebbero interi continenti sprovvisti di esseri umani. Ora, nella nostra bella parte di mondo denominata Occidente, pensiamo che lo spostarsi per migliaia o anche solo centinaia chilomentri non sia più un'azione necessaria alla sopravvivenza come è sempre accaduto fino agli inizi del XX secolo anche in Italia (link Fondazione Cresci e Storicamente), infatti li percepiamo solo come utili al lavoro o al divertimento e non come cambiamenti drastici di vita.
Ogni nazione attuale è frutto della storia, dei cambiamenti, delle conquiste, delle migrazioni, quindi ognuno di noi, pur ritenendosi appartenente ad un ben determinato Stato, in realtà può benissimo avere avi appartenenti ad uno Stato avverso.

Questa premessa per anticipare due notizie e per chiarire la stupidità del razzismo, che è doppiamente stupido in quanto per la scienza non esistono razze (capito Giorgio Bocca?), ma solo una.

Le notizie riguardano gli insulti razzisti subiti dal calciatore dell'Inter Mario Balotelli (di pelle "nera") e la rivolta degli africani in Calabria.

La prima notizia è alquanto surreale, infatti gli ultràs che lo offendono sono gli stessi che ogni domenica osannano e incitano la propria squadra (qualsiasi essa sia), la quale presenta nella sua "rosa" diversi giocatori di colore.
Che l'attaccante italiano (eh sì, è italiano) possa avere comportamenti scorretti o da sbruffoni è all'infuori di ogni dubbio, ma non la causa non è certo la sua origine, quanto l'educazione fornitagli e l'ambiente di amici nel quale è cresciuto. E dove è cresciuto? Domanda retorica.

La seconda notizia parla di un fatto che presto o tardi sarebbe accaduto: la rivolta di africani in Calabria (link La Stampa).
Africani che da 20 anni vengono usati e sfruttati dalla mafia locale per la raccolta nei campi.
Gli africani, che sono costretti a lavorare all'infuori della legalità (come la mafia vuole che sia, non certo per volontà loro), si sono uniti in una rivolta, contenente tutto l'odio represso in questi anni verso i calabresi (senza distinguere fra gente onesta e criminali sfruttatori), a causa dell'ennesimo atto di razzismo da parte di qualche italiano che ha addirittura sparato col fucile ferendone due.
La rivolta, che è stata devastante per il paese di Rosarno, è stata sedata dalla forza dell'ordine ed ovviamente va denigrata totalmente (il paese ha subito danni ingenti), ma gli organi di informazione non possono accusare solamente questi africani di aver creato panico e terrore in Italia. Nel dare la notizia si deve prima parlare brevemente dei motivi scatenanti e generali. Quindi, il TG1, anzichè dire "E' stata una vera e propria guerriglia urbana, quella scatenata ieri sera in Calabria da alcune centinaia di immigrati per il ferimento di alcuni di loro da parte di sconosciuti" (sconosciuti, chissà di che nazionalità), avrebbe dovuto dire "Dopo colpi di fucile che han causato il ferimento di 2 lavoratori extracomunitari, c'è stata una rivolta della popolazione africana, insorta anche in seguito allo sfruttamento perenne nella quale vive da circa 20 anni".
La notizia, com'è stata data dal TG1, serve solo per aizzare i razzisti del Belpaese e per fare notizia grazie allo spettacolo degli incidenti.

Io non ci sto. Chiunque si ribellerebbe se sfruttato, o no?
Ovviamente c'è modo e modo, ma io non difendo i modi della rivolta!

Maroni, già visto in grande spolvero ieri a Reggio Calabria (link Italiasenzavalori), s'è trovato un'altra notizia (combinazione sempre in Calabria), con la quale mostrarsi duro e inflessibile al suo pubblico padano. Queste infatti le sue parole: "In tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalità e dall'altro ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno" (link Ansa)
Certo, menziona la criminalità (senza specificare la nazionalità), ma il messaggio che passa alla massa televisiva è quello che vede noi italiani come fin troppo tolleranti verso chi scappa da Paesi in guerra o dove non c'è la possibilità di vivere serenamente, infatti non accusa la criminalità, ma la associa aglie xtracomunitari, come se questi sbarcassero qua con l'esatto intento di alimentarla.

Al prossimo Round ne azzeccherai una, Maroni?

Il razzismo, però, non colpisce solo chi viene reputato inferiore (vorrei sapere in base a quale test), infatti viene insultato anche chi è oggettivamente superiore in fatto di educazione, intelligenza, ecc.
Ovunque nel grande web, dove sia possibile scambiare informazioni col prossimo, è facile imbattersi in persone sempliciotte che odiano i modi forbiti, a causa dei quali si ricevono disapprovazione, denigrazione o
insulti: non importa dunque il colore della pelle nè la provenienza. Avere delle idee e sapersi esprimere decentemente è visto, da tante persone ignoranti, come un crimine, probabilmente perchè attenta la loro comprensione limitata ai messaggi pubblicitari. A proposito di ciò, ho trovato una pagina web che può interessare: "Semplificazione del linguaggio, appiattimento del pensiero"

7 gennaio 2010

Il Governo dell'ANTIMAFIA

Le vie del patriarcato che ci vuole tutti schiavi dei grandi capi a cui abbiamo conferito ogni potere, seppur in barba alla nostra volontà (quando nasciamo capitiamo in questo sistema senza poterci opporre, senza che esso si sia concordato con noi), sono infinite.

C'è chi pensa che vengano inventati attentati per legittimare un uso massiccio della forza o per legifare contro la tanto decantata ed importante privacy, per toglierci autonomia di pensiero e di azione, e più semplicemente c'è chi, al governo di uno Stato, si inventa alcune comiche scenette per mostrarsi, a seconda dei casi, amabile e allo stesso tempo repressore.

Pensiamo a Silvio Berlusconi:
l'accusatore di ogni Istituzione slegata al Governo (Presidenza della Repubblica, Consulta, Magistratura), viene colpito in volto poco meno di un mese fa. L'odiatore pubblico di giornalisti, pm, giudici, politici e "liberi" cittadini ("Coglioni", "Lei è una stronza", "Vergognatevi"), può finalmente accusare senza remore chichessia per l'attentato (attentato, aggressione? Ma quale, ha il volto perfetto come quello di un bebè!) e passare per l'innocente vittima il cui amore non è stato mai compreso o mai voluto, perchè dall'altra parte c'è solo gente con un cieco odio.
Ogni sua legge immonda passa in secondo piano, mentre le sue ingiurie scompaiono totalmente, anche grazie ai leader dell'opposizione intenti nel cercare di far capire all'opinione pubblica, confusa e forse plagiata, la loro estraneità al brutto fatto meneghino.

Pensiamo alla Mafia:
Maroni la vuole estirpare in questa legistlatura, e mi fido essendo un duro Padano voglioso di schiacciare la feccia del Sud (dei razzisti del nord non se ne parla, sono folkloristici).
Silvio interviene e afferma che "la Mafia va estirpata, ma è solo un fenomeno contenuto" (link Il Secolo XIX), sì-sì, peccato che fattura, grazie ad affari mondiali, più della Fiat.
Insomma, una cosa da niente, un gruppo di sbandati, fa niente se ammazza giudici, poliziotti, giornalisti, liberi imprenditori, innocenti passanti e così via, fa niente se i tentacoli sono sempre più asfissianti anche al Nord, sia nelle grandi che nelle medie città (Milano, Torino, si fa il nome di Modena, ecc.).

Il fenomeno è così contenuto e quindi di poca importanza, che una rudimentale bombetta posta a Reggio Calabria desta clamore, e la conseguente reazione dello Stato per voce di Maroni ottiene la "prima pagina" del TG1, cioè diventa il primo servizio della serata.
Grazie ad una bomba, che fa sempre il suo sporco effetto, il Governo può ergersi a paladino della lotta alla Mafia.
Fa niente se fino all'altro ieri della Calabria non se ne parlava minimamente.
Recentemente era scoppiata la polemica sulla vendita all'asta dei beni (chiamiamoli col loro nome: villazze, capannoni) sequestrati ai mafiosi dallo Stato.
Ebbene, anzichè dire: "Abbiamo pensato una cosa indegna per un Paese civile e per uno Stato onesto, quindi ora la ritiriamo e ce ne scusiamo", Maroni e il Governo Berlusconi han pensato bene di realizzare un'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla Mafia (link Quotidiano.net). Agenzia non significa che lo Stato cederà i beni ad organizzazioni no profit dalla comprovata onestà, come accaduto fino ad ora ma solo con più solerzia, ma che potrà anche venderli come già ipotizzato.
Ma il messaggio per l'italiano medio è chiaro: "Niente vendita, c'è un'Agenzia dello Stato!"
Ma che bravi e belli Maroni e Alfano, sembrano due bei bimbi innocenti che si battono contro i malvagi criminali che all'improvviso son giunti nelle nostre paradisiache lande per incutere terrore e donarci miseria e morte. Peccato che senza questa bomba reggina, non avrebbero potuto pubblicizzare bene questa loro fantascientifica Agenzia e mostrarsi paladini dell'Antimafia...

Basta con le fiction.

Quel fenomeno di Beppe Grillo

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Beppe Grillo è fenomenale.


Nasque come comico fino a divenire in breve anche conduttore in Rai, e fin dagli inizi visse nel mondo che conta e che lo arricchì.
Il timbro di voce e la parlantina, lo resero simpatico a tutti e, grazie alla sua aria paciosa, divenne sempre più famoso e quindi ricco. Che bella la vita fra barche e auto sportive sfottendo il mondo dello spettacolo e della politica, vivendoci beatametne dentro, senza, ovviamente, osare cambiarlo.

Le gag, è risaputo, fanno comodo al potere (soprattutto quando si sfotte il potere più prossimo, quello più visibile e meno importante), perchè così questo si mostra umano, rispettevole delle idee altrui e quindi democratico, e perchè così la gente ha modo di sfogarsi di ogni ingiustizia facendosi sulla poltrona, in completa solitudine, due belle risate liberatorie, senza intaccare il potere.

Dopo qualche splendido anno, venne però cacciato dalla Rai, per aver osato sfottere troppo i socialisti di Craxi nel loro ambito preferito (la ruberia). A volte il potere, soprattutto questo più visibile e raggiungibile, è stolto nel non capire l'utile servizio che gli fornisce la cosidetta satira, così stolto da dover poi subire il lancio di monetime pochi anni dopo, proprio quando l'assenza di Grillo dagli schermi si fece più insopportabile per la massa.

Rieccolo però tornare a farsi vivo nei teatri, dopo Tangentopoli (quando il potere ebbe di nuovo bisogno di un giullare), e raramente sul canale TELE+, dove i suoi monologhi si allungarono fino ad includere le tematiche ambientali e lui a ricoprire il ruolo di santone.
Famose le sue accuse ai computer, perchè lo istigavano a stampare troppo (mah, mi sa che aveva, e forse ha, grossi problemi se non riesciuva a controllarsi, come quel tipo che si masturba ogni qualvolta i mass-media lo bombardano di balletti sexy) e i suoi elogi a quella mezza bufala del motore ad idrogeno.

Quanto gli ha giovato l'allontanamento dalla TV! I suoi spettatori, infatti, divennero sempre più adoranti quanto più lui continuava ad essere respinto dalla RAI. Lo avvolgeva, a metà anni '90, un alone di mistero e il marchio di vittima del sistema (che ora giova a Silvio Berlusconi dopo l'aggressione con la statuetta). Quanti italiani erano in crisi senza le tue scenette, quanti!

Siccome i teatri gli permettevano di raggiungere un limitato numero di persone, ha pensato bene, col nuovo millennio, di sfruttare il grande web facendosi creare dall'azienda Casaleggio un lindo e fantastico sito, più precisamente un blog, da dove ogni giorno ci mostra lo schifo dell'Italia e promette vendetta per una maggiore trasparenza, democrazia ed un minore inquinamento (dall'alto della sua villa gigantesca, ovvio). Da che pulpito! Proprio dal suo, da lui adoratore di ville, barche e auto sportive, fissato con lo spreco di fogli di carta.
Sembra un prete pedofilo che fa la morale, costretto però a subirla per i suoi vizi.
Un prete che, dall'alto del pulpito da cui parla della Legge di Dio, parla invano di democrazia (un controsenso). Così invano che è stato recentemente accusato, Beppe Grillo, di censurare vari commenti nel suo blog e di aver scelto lui, solo lui, dei candidati di una lista civica, liste così civiche da essere considerate tali solo se è Grillo ad approvarle. D'altronde lui è il Salvatore e i cittadini devono seguire il suo Verbo per essere finalmente liberi.

Quanti attacchi ai politici ha sempre sferrato Grillo per la loro avidità (da che pulpito) e per la loro illiberalità (idem). Così tanti, che preferisce attaccare anzichè cambiare qualcosa candidandosi, magari nell'IDV che lo prenderebbe volentieri con sè.
Pochi mesi fa ha tentato la "scalata" al PD, pur sapendo bene che lo avrebbero rifiutato subito. Ma l'importante è finire ogni tanto sui telegiornali.
Lui è il paladino degli oppressi, degli sfruttati, lui è il simbolo nel mondo dell'Italia sana, dell'Italia libera, così libera che nel suo blog non v'è alcun link di siti, neanche di siti amici!
Parola d'ordine: "Guai a rubarmi la scena!"
D'altronde lui è la vittima n.1 del sistema e reclama vendetta, sempiterna vendetta, compiendola con la maschera di Robin Hood o di Zorro (col nero che snellisce, e lui ne ha bisogno). Una vendetta, covata per lunghi ed oscuri anni, che ora non accetta (e neanche prima), dialoghi e dibattiti. Un one-man-show eterno. Lo si vede nei vari Vaffa Day e lo si è visto l'anno scorso a LA7 in un programma della bella e brava Ilaria D'Amico in cui lui voleva fare un monologo, nonostante gli accordi presi menzionassero un contraddittorio e una durata ben determinata degli interventi dei singoli partecipanti. Può esserci democrazia con un simile signore, così egocentrico da dover forse entrare in un centro di cura psichiatrica?

I suoi personaggi preferiti sono i politici e non c'è mezzo migliore per ottenere consensi che attaccarli frequentemente, senza capire che sono il frutto della società e che (molte volte) sono solo delle marionette. Strano che uno della sua fama, con le sue conoscenze internazionali, non l'abbia ancora capito, tralasciando indagini e pensieri più sofisticati per adempiere al suo compitino da semplice blogger. Con i milioni di Euro che ha, potrebbe fare grandi inchieste, invece...Invece dà soldi a Montanari una volta e poi chi lo sente più?
I politici son tutti ladri (è una cosa pazzesca, non ci sono più le mezze stagioni) e lui, anzichè candidarsi per far regnare la legalità, preferisce godersi la sua folla adorante nelle piazze italiane di tanto in tanto, giusto per farla sfogare, urlare, mentre lui dal palco si diverte a sbraitare imitando Mussolini (miiinghia che ridere).
Le adunate devono essere eventi rari, per far crescere il suo mito e per spingere la gente a raggiungerlo sul suo blog, tramite il quale, guarda caso, vende libri, dvd e biglietti dei suoi show teatrali, cosa che farebbe con più difficoltà nelle piazze (e poi, suvvia, non s'è mai visto un Eroe vendere in piazza).
Ogni giorno scrive uno o due articoli, e la sua gente, i suoi fan, come i fan di Marco Travaglio, ne hanno bisogno quotidianamente come del pane (dal famoso "Dacci oggi il nostro pane quotidiano". Fuoriuscita dal tema dell'articolo: Dacci? Veramente lo compriamo. Da questa piccola e banale frase si capisce quanto i racconti divini siano frutto di una determinata situazione storico-sociale, quindi umani e non divini). E' un lavoro per lui, non è un semplice blogger come noi. Ogni giorno deve per forza trovare un argomento, dati inconfutabili, commenti di esperti e casi umani e poi stendere il tutto in un avvincente racconto per aizzare il popolo contro i soprusi. Perchè abbiamo bisogno di un aizzatore? Un aizzatore che vive di lamentele, non vorrà mai risolverle realmente e infatti, come già detto, mica entra in politica!

La gente, il suo pubblico, i suoi fan, lo vedono come il Salvatore e non immaginano che quello sia il suo lavoro e che dietro abbia un datore di lavoro (la Casaleggio), infatti pensano che lui si sacrifichi per tutti noi. Povero Beppe, ogni giorno è costretto a scrivere davanti al suo computer, altrimenti i suoi scatenati fans non troverebbero motivi validi per continuare a fare la vita di sempre, invece così, possono pensare e pensano che prima o poi cambi tutto grazie a questo energumeno ligure (mentre invece, ovviamente, continueranno a fare i servi e il solito "tran tran" quotidiano).

Il suo è un lavoro e dovrebbero dirlo, mettendo in bella evidenza la scritta in alto "Libero professionista - Pubblicatore di libri e dvd".
Se facesse un altro lavoro non potrebbe campare alla grande come invece riesce a fare da 25 anni circa a questa parte. Perchè non vende le sue proprietà e va a fare l'operaio, diventando magari un importante ed influente sindacalista? Perchè non diventa politico? Forse perchè i €15.000/mese sono troppo pochi per il suo stile di vita altamente inquinante.
L'importante è il conto in banca e solo facendo il blogger, il libero pensatore può sfruttare interamente e intensamente la giornata per vendere i suoi prodotti editoriali, alla faccia della libera diffusione del grande web, dell'Internet 2 se non 3.0
Se le sue idee e le sue parole sono fondamentali per cambiare il sistema, per divenire più ricchi e liberi, per vivere in un ambiente meno inquinato, perchè non si trasforma in Babbo Natale (la panza come detto già ce l'ha e la barba pure) comparendo nelle case di ogni italiano con i suoi libri e dvd?
Se la gente è costretta a pagarli, non tutti potranno permettersi il lusso di raggiungere la sua sapienza, saggezza, saccenza. Nei libri e negli show, può essere molto più convincente che sul web e raggiungere molte più persone: bambini, adulti che non hanno tempo di usare il computer, anziani, poveri che non lo usano perchè non se lo possono permettere (così come non possono permettersi di assistere ai suoi "one man show" teatrali).

Semplicemente cavalca il malcontento popolare e sono sicuro che mi sputerebbe in faccia se lo invitassi a recarsi in Parlamento (per la questione sopracitata dei pochi soldi che otterrebbe in cambio e per la sua innata classe).
E' sempre stata una star e sicuramente non ha il coraggio, o la voglia, di scendere di rango correndo il rischio di farsi denigrare da qualche nuovo "Geppe Brillo", un nuovo moralizzatore. "Chi fa la morale, sia pronto a riceverla", dice il saggio.

Libero professionista dicevo, ma che professione svolge esattamente? Non si sa se comico, giornalista, scrittore, moralizzatore, politico o se solo blogger. Niente di tutto questo.
Lui è un venditore, un venditore nato (vi dice qualcosa Yomo?)!
E oltre alla scritta mancante relativa al suo essere un libero professionista (che saggiamente manca, per farsi più vicino a noi), ne manca anche una che dica: "Io sono qui per vendere la mia sapienza, non sono sul web perchè lo reputo democratico, ma va là, se mi offrissero la somma delle paghe di Pippo e di Mike, tornerei di corsa in TV a sparare cazzate per far felici i vecchi borghesi"

Grande web, allontana i grandi santoni e rendi grande la nostra autonomia di pensiero.