1 luglio 2010

Anche Letizia Moratti dice "Ma va là"

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Logo dell'EXPO 2015 di Milano, ovvero come sputtanare Leonardo da Vinci in nome del dio denaro

Criminali siculi e calabresi invasero la provincia di Milano già 35-40 anni fa, ma nonostante ciò siamo costretti a sentire le parole di Letizia Moratti, sindaco di Milano, la quale cerca di togliere ogni lecito dubbio insito invece nella popolazione.
Propongo un dialogo, avvenuto ad
Annozero un anno fa circa, fra chi mostra i problemi delle infiltrazioni mafiose al Nord e tenta di combatterle con interventi più duri e duraturi da parte dello Stato (Santoro e Di Pietro) e fra chi nega l'evidenza (Moratti) sapendo solo insabbiare, perchè la notizia del giorno è l'arresto, a Milano, di 15 criminali della ndrangheta e il sequestro di beni per 8 milioni di Euro.

Moratti (riferendosi ad un reportage sui lavori in mano ai mafiosi a Milano): "Questo è un modo di descrivere il nostro territorio che non corrisponde alla sua anima. Milano non è questa, Milano è diversa, è fatta di persone che lavorano tutti i giorni (i criminali invece dormono? ndb), di persone oneste e per bene, che si dedicano alla propria attività e alla propria famiglia (differenza coi mafiosi? ndb), ma anche al volontariato, ci sono 80.000 volontari che lavorano nella nostra città (a quando un sindaco per passione, un sindaco volontario? ndb)."


Santoro:
"Quindi è meglio non avere una commissione antimafia, così non c'è nemmeno la mafia.."

Moratti: "Io non ho detto questo (infatti non ne ha proprio parlato, ndb), dico solo che mi dispiace che ci sia questa immagine. E' tutta la sera che parliamo solo di queste cose, come se Milano, i Comuni o la Lombardia fossero solo questo, cioè (cioè niente, se Annozero è un programma costituito da inchieste, se la puntata è incentrata sulla criminalità organizzata, non si può parlare d'altro e negare l'evidenza, ndb), questo mi dà una tristezza, non rende giustizia alla nostra città, non a me come sindaco, ai cittadini onesti che vivono nella nostra città."

Santoro: "Ma esiste anche questo. Cosa dovremmo mostrare?"


Moratti:
"Ma esiste anche un'altra Milano (l'abbiamo capito e lo sapevamo già, mentre quel che nessuno conosce, grazie a sindaci come lei e ai programmi sicuramente tanto amati dagli esponenti del PDL come il Bagliano e Porta a Porta, è la realtà che ci mostra Annozero, ndb), è la Milano vera (e inizia un battibecco sulla pubblicità della città che tralascio, ndb)"; "Detto questo, sulla commissione antimafia, il Consiglio comunale di Milano ha esaminato la possibilità di fare una commissione antimafia nell'ambito del Consiglio e io ho dato il mio benestare e il consiglio decide indipendetemente dalla volontà del sindaco. Il prefetto ci ha inviato una lettera dicendo che non era competenza del consiglio comunale fare una comm. ant. perchè il cons. com. non ha competenze su questo. Rispetto a questo io, fin dall'inizio, quando si avviava la società Expo ho scritto alla presidenza del Consiglio (governo Berlusconi) per chiedere un organismo, perchè è il governo che deve..attenzione, il governo ha risposto e ha dato assicurazioni rispondendo ad una mozione parlamentare dei giorni scorsi, ha risposto in maniera ampia."

Santoro:
"Dicendo: Faremo la nostra parte e quindi non ce n'è bisogno, eh va bene"; "Io trovo abbastanza importante che quando si mostra una situazione che riguarda la Mafia, la prima risposta è "Però questa non è Milano", perchè da quando mi occupo di mafia, quando facevo le mie inchieste a Palermo e Catania, la prima risposta era sempre "Questa non è Palermo, questa non è Catania, questa non è Reggio Calabria", poi venivano uccisi Falcone e Borsellino, ma non mostravamo mai la realtà..è chiaro che i fenomeni mafiosi vanno guardati in faccia se ci sono.."

Espressione della Moratti quando, forse, si rende conto di aver parlato a da omertosa

Interviene Di Pietro parlando di infiltrazioni nella costruzione della quartia corsia sulla A4, nella costruzione della TAV e di svariati morti ammazzati

Questa sue parole, in risposta a Letizia Moratti, sono perfette:

"Non v'è dubbio che c'è una bella Milano, ma c'è la Milano da bere e la Milano che si mangiano. Noi dobbiamo illustrare e far capire che c'è una Milano che viene mangiata dalla criminalità se non interveniamo in tempo, con una serie di norme e di atti di trasparenza. La commissione antimafia aveva ed ha lo scopo di individuare provvedimenti per tempo, prima che accada il fattaccio, anche quella del Comune, quindi noi del PD e dell'IDV da tempo abbiamo chiesto che questa commissione possa essere fatta. [..] Gli atti ufficiali dei magistrati e degli ordini inquirenti dicono che a Milano si sta andando dalla omertà tipica per paura del Meridione all'omertà per interesse che è la nuova frontiera della criminalità mafiosa. Molto spesso l'imprenditore del nord senza liquidi e strozzato dal fatto che la politica vuole essere avvicinabile ma senza parlare troppo (penso cioè che si riferisca ai politici che non condannano in toto la criminalità, che parlano di conviverci altrimenti ci rimettono le penne, ndb), scopre che guadagna di più a fare il prestanome che non l'imprenditore. E allora che cosa è successo? Siccome la mafia ha tanti soldi liquidi c'è quest'imprenditoria mafiosa che ha tante attività dove riciclare nel campo delle costruzioni, della ristorazione, del divertimento e quant'altro e in questo settore c'è tanta imprenditoria, putroppo anche lombarda, che ha capito che conviene fare da prestanome mettendo la targhetta sua al posto di quella del mafioso"

Moratti: "No, dai noi non può succedere"

Moratti mentre tenta invano di difendere Milano

Di Pietro:
"Come non può succedere, è successo a Milano! Sta scritto nella relazione ufficiale"

Antonio Di Pietro allibito

Moratti: "Con le regole che abbiamo non può succedere" (al massimo poteva dire: "Succede, ma con le nostre regole e controlli li sgamiamo subito", ndb)

Di Pietro:
"In questo momento quel che c'è da fare è intervenire immediatamente affinchè, a qualsiasi livello, il sistema del subappalto e del presta-nome vada combattuto. La commissione antimafia al comune poteva avere proprio lo scopo di fare l'attività preventiva d'individuazione di questa realtà, ma non l'han voluta fare, la faranno a livello nazionale, va bene lo stesso, purchè si faccia, ma la mafia a Milano c'è!!!"

Di Pietro tenta di chiarire, a gesti, la realtà dei fatti a chi è sordo d'orecchi

Cara Letizia Moratti, sono tantissimi i casi di omicidi in Milano e provincia fra appartenenti a diverse cosche che si spartiscono i lavori, sono molti i clan che riciclano soldi, e questo dagli anni '70 anche grazie a Mangano, lo "stalliere" di Berlusconi spedito al Nord da Dell'Utri per riciclare denaro sporco e per concludere sprochi affari anche dopo il 1992, come si evince qui.
Non si può guardare una sola realtà fra le mille esistenti, non si può pensare al futuro, il che equivale al non pensarci mai siccome si vive in un eterno presente, dicendo "controlleremo..qua non succede" o confidando nel governo centrale di Roma perchè "ci han detto che ci pensano loro, che noi non possiamo". Non si può delegare quando di mezzo c'è la vita dei propri cittadini impauriti da gravissimi reati che hanno come scopo quello di distruggere l'imprenditoria onesta e la sua sana competizione, di devastare il territorio e di andare contro le regole e leggi.

Come detto da Di Pietro, i criminali provenienti dalle cosche del Sud operano nel campo delle costruzioni (case, supermercati,
autostrade, ferrovie) e anche in altri minori ma ugualmente redditizi (ristorazione, trasporti, servizi per supermercati).
L'Expo si avvicina e con lei le sue costruzioni (altro che finanza, a Milano il mattone e il cemento tirano sempre e, guarda caso, sono i settori preferiti dai criminali), ma non sappiamo la Moratti come ha agito, agisce e agirà nel controllo. Dalle sue parole, come da quelle di tanti altri politici locali e non, c'è voglia di minimizzare.
I motivi che mi vengono in mente sono due: non subire attentati o fare affari.

Nel 2009 Letizia Moratti negava certe tecniche dei mafiosi per riciclare i soldi ed eludere i controlli, le leggi, negava inoltre la presenza massiccia della criminalià organizzata.
Ma come?
Nel 2006 ad una festa, dove si celebrava la fine della campagna elettorale della Moratti canditata sindaco, presero parte anche due esponenti della ndrangheta ripresi da alcuni investigatori della polizia. Uno dei due si scopre essere amico di un consigliere comunale del PDL, ai tempi Forza Italia (come la Moratti), che partecipò l'anno successivo ad un'altra festa, assieme, fra gli altri, a Formigoni. Questo lo si sa grazie alle intercettazioni dei Ros.
Non solo PDL:
un altro politico amico sembra essere un pidiellino, ex Udeur (ex della lista Penati), assessore in Regione.


A Milano non c'è, a Milano non può succedere.
Sentite cosa dice invece Maroni degli arresti odierni:
"A Milano c'e' stata una straordinaria operazione anti 'ndrangheta, la prima mirata sulle infiltrazioni per l'Expo". Certo, se anzichè costruire palazzoni, l'Expo fosse un evento fatto di incontri dentro
spazi già esistenti (e non venitemi a dire che non ne esistano in tutta Milano, come me lo pensa un autore di Eddyburg che lavora per il Politecnico di Milano), questi rischi non si correrebbero. All'Expo si parlerà di cibo, ma dietro c'è soltanto il business delle costruzioni e del ritorno d'immagine. Costo sui 20 miliardi e 44 miliardi di euro in più nel fatturato delle imprese lombarde (alberghi, imprese edili, commercio).
Ma secondo voi è possibile che l'Italia abbia bisogno di questo evento per attrarre turisti? Secondo voi è possibile parlare di agricoltura e di cibo, quando questi eventi la distruggono con le grigie costruzioni super impattanti? Si potrebbe optare per viaggi nella zona del Parco Sud, ma anche quella è pronta ad essere
stuprata per colpa dei politici pidiellini come Podestà, il presidente della Provincia di Milano. Il mattone la fa da padrone e come sappiamo bene, dietro ci sono immobiliaristi onesti ma senza scrupoli, come tanti altri legati alla criminalità organizzata. Insomma questi politici sono costretti a dire sempre di sì ai distruttori del territorio tanto amato, uh, dalla Moratti.

Ingroia dell'antimafia, nel
marzo 2009, quindi non si scostò tanto dalla realtà portata alla nostra conoscenza da Maroni: "Gli amministratori del Nord non sono mai venuti da me a chiedere consigli. Mi pare che il loro approccio sia, come al solito, di sottovalutazione e convivenza: sottovalutazione, nel senso che si pensa che le organizzazioni e la criminalità organizzata siano fronteggiabili con l'azione della sola magistratura, senza il sostegno della pubblica amministrazione; convivenza, perché si pensa che un' eventuale presenza di interessi mafiosi sia compatibile con il sistema, senza capire che più tolleri la presenza della mafia e più la mafia ti toglie spazio e ti trasforma in suo strumento."

Link:
"La mafia a Milano? Da noi non può succedere" Annozero
"La Moratti festeggia e la mafia si siede in prima fila" Il Fatto Quotidiano
"Milano. Ndrangheta nel mirino" La Stampa
"Maroni: Scoperte infiltrazioni per l'Expo" AdnKronos
"Milano, la seconda generazione" Società Civile
"Antimafia: Expo a rischia ndrangheta" Corriere della Sera"
"Infiltrazioni in appalti e Alta Velocità" Corriere della Sera
"Spartiamoci i lavori sull'A4" Corriere della Sera
"Expo: investimenti per 20 miliardi di Euro"
"L'Expo del cemento" Beppe Grillo
"L'Expo sostenibile" Eddyburg
"Podestà: Il Parco Sud non è un totem, si può costruire" Eddyburg

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