21 novembre 2011

Silvio ha studiato da religioso, ergo, è un bravo ragazzo


Troppo divertente controbattere alle sue battute, presenti nell'intervista del Corriere della Sera.


“Diremo no a eventuali proposte di misure recessive, e appoggeremo tutte le iniziative per promuovere lo sviluppo».

Poverino, vive in un Paese senza strade, scuole, ospedali, case sicure (in effetti la maggior parte dei palazzi pur non essendo vecchissimi, sono a rischio in caso di serio terremoto..)

“Monti non potrà non ascoltarci. Il Pdl è il primo partito in Parlamento”.

Ecco, solo lì però!

“Se Monti prenderà misure in contrasto con la linea dei partiti che lo sostengono, come per noi la patrimoniale, non potrà andare avanti”.

Paga anche tu, riccone schifoso e flaccido!

Allora perché i giornali della sua famiglia o a lei vicini attaccano Monti ogni giorno?
«Non so come dirlo: non sono io a dettare la linea. Del resto, lei crede che in questi anni Il Giornale e Libero mi abbiano giovato o danneggiato?»

E che ne so, mica si possono dire verità, dati di fatto, coi “credo”. Di sicuro sono o tuoi o vicino a te ,e attaccando sempre e senza alcun senso i tuoi avversari politici, trasmettono odio verso di questi e amore verso di te.

“In difesa della legge esistente, ricordo che la fine delle preferenze ha ridotto la corruzione”.

Infatti abbiamo avuto come ministri e sottosegretari gente come Cosentino, Paolo Romani, Saverio Romano, Brancher, Fitto, Martinat, Gianfranco Miccichè, ecc.

“Noi abbiamo uno stile opposto. Da liberali veri, preferiamo costruire invece che distruggere, confrontarci sui contenuti per il bene del Paese piuttosto che delegittimare chi la pensa diversamente da noi, amare invece che invidiare e odiare. Io ho avuto un'educazione religiosa, e mi hanno insegnato a non ingiuriare il prossimo”.

Ma come: “Bisogna essere coglioni per votare a Sinistra”, “Veltroni è un coglione”, “Lei ha una bella faccia da stronza!”, “Un magistrato è mentalmente disturbato per fare quel lavoro”, “Culona inchiavabile”, “Italia Paese di merda!”, “Bindi e Prodi sono dei ladri che rubano di notte”, “La suggerirò per il ruolo di kapò”, “Scalfaro è un golpista!”, “Siete un postribolo televisivo”.

“Io non ho fatto niente di male. Tarantini veniva a cena da me. Abbiamo fatto diciassette cene in tutto. Lui aveva con sé belle ragazze, ma io non sapevo che venissero pagate, credevo che lui fosse un playboy, arrivava con la Arcuri”.

Un playboy che fa cadere ai suoi piedi tutte quelle belle donne (mah, brutto com’è non può che pagarle e uno che fa così è un puttaniere, non un playboy, anche se non ho mai capito che cavolo voglia dire playboy, dato che anche questo per avere le donne mostra e spende tanti soldi) che poi vanno con un altro, non è un playboy, è un approvigionatore di donne per l’amico.

“Ma nelle mie telefonate mantengo sempre la compostezza”.
Non sempre. Una volta ha definito l'Italia Paese di merda.
“Perché, lei al telefono non usa mai un po' di slang?”

E’ un insulto a milioni di persone (beh, non ha tutti i torti, alla fine); il suo è il classico trucco che sfrutta l’inglese per smorzare duri termini italiani.

“Sa qual è il modo più facile per strappare l'applauso nei comizi? Chiedere alla gente se si sente tranquilla a parlare liberamente al telefono.”

E chi ci guadagna da questa stronzata sei solo tu e i tuoi amici corrotti, corruttori e ladroni, la gente comune mica è spiata, la gente comune mica trama ruberie.

1 commento:

Inneres Auge ha detto...

un povero pazzo purtroppo assecondato ancora da tanti