31 maggio 2010

La pizza è come l'amore

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"La pizza è come l'amore,
va bene a tutte le ore"


Così recita un cartello in una strada provinciale letto giusto ieri.
E subito immagino flotte di cameriere con camicette sbottonate che ti fanno bere la birra da boccali siti nei reggiseni. Se invece ci fossero solo uomini o donne trasandate, beh, faccio presto a denunciare per pubblicità ingannevole, per truffa, per abuso della credulità popolare, eheh

M'è venuto in mente questo slogan dalla insopportabile rima baciata, a seguito della lettura dell'articolo di Michele Serra (noto denunciatore dei costumi italici già nel volume "Attraverso l'Italia del Novecento" del 1999 edito dal Touring Club Italiano) in cui denuncia una lezione, infarcita di botte, impartita da quattro ..non mi viene un termine adatto.. di una pizzeria che sabato sera a Rimini hanno appunto menato un ragazzino neo-maggiorenne reo di aver tentato la fuga prima di aver saldato il conto.

E' sconvolgente che lo abbiano menato sequestrandolo, infatti la gente che timidamente era intervenuta per cercare di interrompere il pestaggio è stata invitata da quei quattro palestrati ad allontanarsi, a non impicciarsi.
Ma se si vuole fare una bravata è meglio (ma anche no) compierla in una libreria anzichè in una pizzeria dove solitamente gli addetti non vengono assunti per il loro intelletto, dove questi, sono certo, non conoscono il termine "mediazione". Generalmente i proprietari di pizzerie, come di altre attività commerciali molto diffuse, sono uomini attaccati al vil denaro a tal punto (
che se fosse legale ti venderebbero anche la merda inviperendosi se la reputi troppo puzzolente, perchè è il loro punto forte) da non emettere quasi mai lo scontrino, striscetta di carta bianca con caratteri neri negata a chi poi ha saldato il conto per..conto del ragazzo pestato.

Molti lettori di Repubblica si dicono scandalizzati, affermano che viviamo in un Far West.
Ma se davvero viviamo dentro ad un film western, perchè scandalizzarci ancora? Gli uomini devono sfogare le proprie energie represse dallo "stato di diritto" che è una costrizione culturale e non naturale, quindi non mi stupisco, anche perchè ogni giorno per strada (e per molti purtroppo in famigghia) c'è il rischio di subire angherie enfatizzate dall'uso delle dannose e incivili automobili, ma è anche vero che ci sono tante brave persone e tutti questi commenti sdegnati lo dimostrano.
Quindi non dobbiamo mai smettere di avere fiducia nel prossimo se quattro stronzi (oooh, finalmente m'è venuto il termine adatto) menano uno stronzetto, anzichè chiamare il padre di questo per farsi pagare il dovuto.

Ci dobbiamo solo scandalizzare quando chi subisce violenza non denuncia il fatto. Mi dispiace che il signor Serra non abbia evidenziato ciò, siccome senza una denuncia di violenza ed evasione fiscale questi saranno liberi di svolgere la loro attività senza impedimenti e controlli, che infatti sabato non si vedevano neanche col binocolo.


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