1 giugno 2010

Dove sta la verità?

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La Repubblica, 1 giugno 2010

Il Giornale, 1 giugno 2010

Non sarebbe stato più sensato e giusto verso i lettori, parlare semplicemente di attacco militare in acque internazionale su navi turche che volevano entrare illegalmente a Gaza?
Pacifisti o terroristi, secondo questi due famosi quotidiani. Ma forse non sarebbe stato più giusto parlare di pacifisti e terroristi, o non specificare non sapendo la verità?


Non è possibile che dei giornalisti professionisti, quindi pagati e pure bene per informare, siano così faziosi. Possono esserlo quanto lo vogliono, se ai loro lettori va bene, ma se non dicono o almeno non cercano la verità, si compiono danni in questo caso sia verso i militari israeliani, sia verso gli imbarcati della nave turca dove c'è stato lo scontro (nelle altre sembra sia filato tutto liscio).

Noi italiani, sempre così focosi, dovremmo prendere esempio dai giornali USA come il N.Y. Times e il Washington Post che han semplicemente riferito la notizia parlando di "attivisti" (dunque non pacifisti e terroristi), senza esprimere, almeno nei titoli che sono letti da milioni di persone nel mondo a differenza degli articoli, opinioni di parte e non verificate.

New York Times, 1 giugno 2010

Washington Post, 1 giugno 2010

"Nove attisti morti"; "Israele è criticata".
Sì, criticata, ma dai politici mondiali, dagli intellettuali e dalle varie comunità ebraiche sparse nel mondo, non da chi realizza i titoli.

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4 commenti:

Umberto ha detto...

Utilissimo questo post! Condivido tutto e complimenti per avere analizzato i titoli dei più grossi quotidiani stranieri. Ogni giornale ha diritto di formarsi una propria corrente politica (anche se non sono proprio favorevole a questa idea) ma i nostri esagerano, ma davvero tanto. Non possono personalizzare gli articoli secondo le loro ideologie. Diano informazione pura e semplice, il commentino ci sta ma se mi distorci l'informazione allora no, non ti compro e non ti leggo.
In ogni caso, fuori da questo discorso, a me il titolo del Giornale mi ha proprio affossato, intristito oserei. Forse lo stesso Feltri si è reso conto di avere esagerato, almeno voglio sperare altrimenti non saprei che dire. Sarà umano anche lui no? Come può scrivere "sparare è più persuasivo" in un contesto del genere. Mah!

Dannox ha detto...

Grazie Umberto!
Feltri la pensa davvero così, pensa che sparare contro chi, giustamente, si ribella ad un'invasione militare sia cosa buona e giusta, e soprattutto utile.
In realtà le cose non faranno altro che peggiorare.
Più Israele usa la forza, più il terrorismo incalzerà.
Questo vale anche in generale.

Alessandro Cavalotti ha detto...

Un'analisi sintetica e perfetta, complimenti. Ti consiglio di leggere l'editoriale di Colombo sul Fatto di oggi. A mio parere dice cose davvero molto vere e giuste, senza faziosità.

Dannox ha detto...

Grazie, allora ora cerco l'articolo di Furio.