2 giugno 2010

Divagazione sulla pausa pranzo e i trasporti

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Sembra che nelle pause pranzo gli impiegati non riescano a staccare mentalmente dal lavoro e, talvolta, neanche fisicamente siccome vanno a mangiare al fianco dei colleghi e allora ecco che c'è chi, forse a causa del taglio degli stipendi e dell'inflazione, coltiva orticelli e chi preferisce recarsi a messa.


Ottimo, ma nessuno si cura del tempo passato in balia dei mezzi di trasporto.
Per tutti, i mezzi pubblici sono un'ottima cosa, sono un vanto quando funzionano bene, però è sempre tempo della propria vita buttato al vento!
Certo, si può leggere, ascoltare musica o se si è fortunati ammirare il panorama (attenti all'alta velocità: sarà tutto deformato), ma non sono certo luoghi preposti a queste sane attività.

Io propongo, tanto per socializzare, dei bei trombodromi: per non incorrere nel rischio ceffone o nella impossibile promessa "se ci stai ti faccio ministra", ci dovrà essere uno spazio ben determinato e ben distinguibile dagli altri: magari due per bus o treno, in modo tale che se un vagone è pieno di cesse, pardon, di gente a noi non affine, si può zompare nell'altro carico di sper..anza, ma solo se muniti di apposito braccialetto rosso per gli etero e viola per gli omo, blu per i bisex.

Chi ne sarà sprovvisto, considerato un guardone, verrà mandato al Ministero per la Cultura e Beni culturi presieduto da Bondi, per aiutare quest'ultimo nella visione di film scollacciati per scegliere quali dovranno subire l'onta della porn-tax.

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2 commenti:

Inneres Auge ha detto...

a sto punto famo pure le sale sesso nei mezzi pubblici

Dannox ha detto...

Come dico io, giusto per disincentivare l'uso dell'auto, se proprio ogni mattina devi fare quello spostamento di cacca da casa a ufficio/fabbrica come fossi una merce.