6 novembre 2011

Foucault e l'istruzione che ci sorveglia e ci rende utili al sistema


Pochi giorni fa trascrissi in questo post, una breve parte di testo tratta dal libro "Sorvegliare e punire" di Michel Foucault.

Continuo qui con questo libro, trascrivendo una parte dedicata all'istruzione:

"Nei collegi dei gesuiti troviamo di nuovo un'organizzazione insieme binaria e massiva. Le classi, che potevano contare fino a due o trecento allievi, erano divise in gruppi di dieci; ciascuno di questi gruppo con un suo decurione, era assegnato ad un campo, il romano o il cartaginese; ad ogni decuria corrispondeva una decuria avversaria. La forma generale era quella della guerra e della rivalità, il lavoro, l'apprendimento, la classificazione venivano effettuati sotto forma di torneo, attraverso l'affrontarsi di due eserciti; la prestazione di ogni allievo era inscritta in quel duello generale e assicurava, da parte sua, la vittoria o le disfatte di un campo. Gli allievi si vedevano assegnare un posto che corrispondeva alla funzione di ciascuno ed al suo valore di combattente nel gruppo unitario della sua decuria.
Si può notare che questa commedia romana permetteva di legare agli esercizi binari della rivalità, una disposizione spaziale inspirata alla legione, con rango, gerarchia, sorveglianza piramidale. Non bisogna dimenticare che, in linea generale, il modello romana, all'epoca dei Lumi, giocò un doppio ruolo: sotto il suo aspetto repubblicano, era l'istituzione stessa della libertà, sotto il suo aspetto militare, lo schema ideale della disciplina. [..] Ciò che vi era di strettamente disciplinare nella favola antica che si giocava in permanenza nei collegi gesuiti, prevalse su ciò che vi era di torneo e di guerra mimata.

Poco a poco - ma soprattutto dopo il 1762 - lo spazio scolare si dispiega; la classe diviene omogenea e non è più composta che da elementi individuali che vengono a disporsi gli uni accanto agli altri sotto lo sguardo del maestro. Il rango, nel secolo XVIII, comincia a definire la grande forma di ripartizione degli individui nell'ordine scolare: file di allievi nella classe, nei corridoi, nei corsi; rango attribuito a ciascuono a proposito di ogni compito e di ogni prova; rango che ciascuno ottiene di settimana in settimana, di mese in mese, di anno in anno; allineamento delle classi d'età, le une di seguito alle altre; successione delle materie insegnate, dei problemi trattati secondo un ordine di difficoltà crescente. E in questo insieme di allineamento obbligatorio, ogni allievo, secondo l'età, le prestazioni, la condotta, occupa ora un rango, ora un altro; egli si sposta senza posa su una serie di caselle - le une, ideali, segnano una gerarchia del sapere o delle capacità, le altre aventi lo scopo di tradurre materialmente nello spazio della classe o del collegio la ripartizione dei valori o dei meriti. Moto perpetuo in cui gli individui si sostituiscono gli uni agli altri, in uno spazio scandito
da intervalli allienati.
L'organizzazione di uno spazio seriale fu una delle grandi mutazioni tecniche dell'insegnamento elementare. Esso permise di superare il sistema tradizionale (un allievo che lavora qualche minuto col maestro, mentre il gruppo confuso di quelli che attendono rimane in ozio). Assegnati dei posti individuali, rese possibile il controllo di ciascuno ed il lavoro simultaneo di tutti; organizzò una nuova economia dei tempi dell'apprendimento; fece funzionare lo spazio scolare come una macchina per apprendere ma anche per sorvegliare, gerarchizzare, ricompensare. [..]

Le discipline, organizzando le celle, i posti, i ranghi, fabbricano spazi complessi: architettonici, funzionali e gerarchici nello stesso tempo. Sono spazzi che assicurano la fissazione e permettono la circolazione; ritagliano segmenti individuali e stabiliscono legami operativi; segnano dei posti e indicano dei valori; garantiscono l'obbedienza degli individui, ma anche una migliore economia del tempo e dei gesti. Sono spazi misti: reali perchè determinano la disposizione delle costruzioni, delle sale, dell'arredamento, ma ideali poichè su queste sistemazioni si proiettano caratterizzazioni, stime, gerarchie. La prima fra le grandi operazioni della disciplina è dunque la costituzione di quadri viventi che trasformano le moltitudini confuse, inutili o pericolose in molteplicità ordinate. La costituzione di quadri è stata uno dei grandi problemi della tecnologia scientifica, politica ed economica del secolo XVIII: sistemare orti botanici e giardini zoologici, e costruire nello stesso tempo, un quadro economico che possa valere come principio di arricchimento; ispezionare gli uomini, constatare la loro presenza e la loro assenza, e costruire un registro generale e permanente delle forze armate; ripartire gli ammalati, separare gli uni dagli altri, dividere con cura lo spazio ospedaliero e fare una classificazione sistematica delle malattie. [--] Il quadro è insieme una tecnica di potere ed un procedimento di sapere. Si tratta di organizzare il multiplo, di darsi uno strumento per percorrerlo e padroneggiarlo; si tratta di imporgli un ordine. [..]

Il quadro nell'ordine dell'economia permette la misura delle quantità e l'analisi dei movimenti. Sotto la forma della tassonomia ha la funzione di caratterizzare, quindi di ridurre le singolarità individuali, e di costituire delle classi. Ma sotto la forma della ripartizione disciplinare, la messa in quadro ha, al contrario, la funzione di trattare la molteplicità in se stessa, di distribuirla e di ricavarne il maggior effetto possibile. Mentre la tassonomia naturale si situa sull'asse che va dal carattere alla categoria, la tattica disciplinare si situa sull'asse che lega il singolare al multiplo. Essa permette insieme la caratterizzazione dell'individuo come individuo, e l'ordinazione di una data molteplicità. E' la condizione prima per il controllo e l'uso di un insieme di elementi distinti: la base per una microfisica del potere che potremmo chiamare cellulare."



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