11 dicembre 2011

Prima i soldi poi i morti

Ogni tanto saltano fuori gli accordi sul clima, come oggi nel caso di Durban, ma la nostra società è improntata sulla quantità, essenzialmente di merce e di soldi, e fra la merce rientra il cibo che non importa da dove arriva e com'è stato prodotto, basta che ce ne sia tanto per riempire alla grande i supermercati.

Questa quantità dev'essere il fine delle vite di tutti quanti noi.
Tutto il resto viene dopo.
Se va bene, se riusciamo a intascare lo stesso un bel po' di soldini, possiamo tentare di accordarci per diminuire il nostro impatto. Altrimenti, essendo in un periodo di recessione e non essendoci prove certe che i cambiamenti climatici dipendano dall'"homo industrialicus", facciamo finta di niente, facciamo i fatalisti, incuranti del fatto che i disastri naturali negli ultimi anni si siano fatti sempre più numerosi e, come se non bastasse, sempre più violenti.

Infatti, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, ci sono stati negli ultimi 10 anni ben 300.000 morti strettamente connessi con i cambiamenti climatici (siccità, uragani, ecc.), ovvero il doppio del decennio precedente; secondo Greenwatch, invece, il numero reale di morti colpiti dai 14.000 disastri naturali sarebbe di ben 710.000 morti!

Oltre ai morti, ci sono problemi meno tragici legati all'inquinamento, alla massa immane di rifiuti che troviamo per strada, nelle discariche, negli inceneritori, nei treni che girano l'Europa con bidoni radioattivi, nelle campagne dove vengono sotterrati rifiuti tossici dai mafiosi. Ci sono rifiuti anche nelle isole turistiche che siamo soliti vederle limpide, linde, pulite, perfette, verdi e azzurre. In un arcipelago molto famoso, c'è un'isola artificiale costruita appositamente per accogliere l'immondizia. Ahhh che bello il turismo! Poi come scrivo spesso, più si lavora, più si corre il rischio di infortunarsi e morire.

Eppure tutti hanno in testa solo la parola crescita. Questi tutti ovviamente son quelli che prendono vagonate di euro stando seduti in poltrona decidendo le nostre sorti.
Visco: "Manovra necessaria, ora crescita"
I sindacati: "Niente equità, niente crescita"
Draghi: "Crescita lenta, significativi rischi al ribasso"
Il Sole 24 Ore: "Le riforme per tornare a crescere"
Il Sole 24 Ore: "Il boom dell'Africa Subsahariana: Pil in crescita"
Corriere della Sera: "Cina: crescita produzione industriale frena al 12,4%"
Passera: "Liberalizzazioni e crescita verso l'Europa"

Prima i soldi, poi i morti = prima pensiamo ai profitti, poi ad aiutare chi rischia di morire per le alluvioni e disastri naturali in parte causati dall'uomo.

Prima i soldi, poi i morti = noi pensiamo solo ai profitti, ad accumulare di tutto e di più, se tutti quelli là muoiono è perchè non conoscono il benessere (per dirla alla Berlusconi).

2 commenti:

Inneres Auge ha detto...

Crescita, ormai questo termine mi fa tornare in mente un grafico che studiai in microbiologia, per quanto riguarda le colture dei batteri. Ricordo la frase "c'è un momento in cui la crescita esponenziale si blocca" perché i batteri non hanno più nutrimento in grado di sostenere quel numero di individui. Noi stiamo andando verso quella fase

Danx ha detto...

Pretendono che ci sia sempre il segno "+". Ma com'è possibile? Ma non hanno mai visto i grafici, la Borsa, ecc.? Si sale, si scende e via così.
Ora anche in Cina si lamentano che il PIL non cresce più come poco fa, anche perchè gli operai chiedono più soldi.
Capisci? E' una truffa per darci meno soldi!