11 dicembre 2011

Stupro finto, distruzione vera

Ieri ho visto e letto di due casi che farebbero impazzire qualsiasi sociologo che si rispetti.

I casi sono due:


nel primo si è all'interno di un palazzetto sportivo dove giocano delle tenniste professioniste (tra le prime al mondo), sono belle e toniche ma nessuno ha mai osato invadere il campo per sbaciucchiarle o palparle che io sappia, perchè nei ritrovi di massa, se la schiacciante maggioranza delle persone intorno a un singolo si comporta bene, sta muta e non si muove, quel singolo farà altrettanto. Educando la massa in una certa maniera, anche un estraneo, un forestiero si comporterà come loro con le loro regole, convenzioni, freni inibitori e quant'altro per non avere gli occhi di questa massa puntati addosso ed essere giudicati male e magari incorrere in sanzioni.
Però la natura fa il suo corso. La natura vuole che i maschi vedano quelle femmine con le gambe lunghe e muscolose che si agitano e che quasi gemono quando tirano con la racchetta.
Infatti..
Infatti, quando una di queste tenniste ha voluto, per scherzo, prendere il microfono per invitare la gente sugli spalti a partecipare a un (finto) concorso che consisteva nel regalare un'automobile al primo che avrebbe baciato una sua compagna di squadra, è successo quello che doveva succedere nonostante la forza della massa. La gente ben educata, non s'è mossa, tranne qualcuno che si è sentito finalmente slegato dalla leggi del quieto vivere e come in una giungla s'è lanciato come un forsennato per raggiungere la bella tennisa che poteva finalmente divenire sua. Inutile dire che è stato braccato dalla sicurezza e portato via! Le tenniste, però, si son fatte quattro belle risate.
Praticamente ci si sente addosso, costantemente, gli occhi del prossimo, però quando qualcuno di importante ci dice di poter fare qualcosa che trasgredisce l'ordine, e che può farci godere, cosa non possibile da fare davanti a tutti, ecco che ci sentiamo liberati e diventiamo degli avvoltoi.

Il secondo caso, invece, è più grave.
A Torino una 16enne, dopo aver avuto il suo primo rapporto sessuale che l'ha fatta sanguinare, ha pensato bene di inventarsi una balla da raccontare ai familiari. La balla consisteva in un stupro subito da due puzzolenti zingari o marocchini.

Combinazione vuole che la gente del quartiere dove la ragazza risiede, ce l'abbia proprio con un gruppo di nomadi che vive con le sue baracche e i suoi camper lì nei pressi. Non so se ci furono in passato violenze o ruberie, reati vari insomma, tali da giustificare questa insopportazione, o se invece si tratta di un semplice senso di schifo verso chi vive in completa povertà, senso di schifo che non si tramuta in pietà e quindi poi in aiuto, ma in un odio che a sua volta si trasforma in violenza cieca per cacciare questa gente, affinchè questi poveri italiani di un quartiere periferico, possano finalmente vivere lontani dallo spettro di un futuro incerto per loro che prende le sembianze appunto di questi zingari.
La ragazza, praticamente, ha scatenato una rivolta violenta nel quartiere contro questo accampamento di disperati. Questi italiani, al 90% meridionali, non aspettavano altro che una scusa per vendicarsi della loro vita periferica, lontana dal mondo che conta, stretti fra squallore, disoccupazione e violenza (la loro, dei bulli) e così con taniche di benzina, bombe carta e altro hanno pensato bene di radere al suolo l'accampamento, di bruciarlo (per fortuna non ci son stati nè morti, nè feriti). Le forze dell'ordine hanno arrestato alcuni violenti (italiani).
Morale della favola: lo stupro, come detto, era una balla, e chi accusa gli stranieri di essere dei violenti, ha dimostrato che queste accuse sono tutte scuse per poter usare quasi legalmente una violenza repressa frutto di anni di ingiustizie sociali.
Volevano fare i puri, ma si sono dimostrati parte di una massa da epurare. Ovviamente, ieri, questa notizia, ha destato scandalo e certi lettori del Corriere della Sera si sono scatenati contro gli stranieri. Ops, non hanno fatto niente stavolta. Come la mettiamo?
E com'è quando è un italiano a commettere violenza, questi italiani duri e puri non sterminano tutti gli altri italiano? Se piace fare di tutta l'erba un fascio, che lo si faccia sempre!



Commento tratto dal blog di Beppe Grillo:
"L'incendio al campo rom di Torino è la cartina di tornasole di questo Paese. Ci è bastato poco per far esplodere la rabbia razzista che coviamo dentro. Una ragazza ha finto uno stupro, e ha indicato in due ragazzi nomadi i suoi aggressori inesistenti. Quel che è successo lo sappiamo. Nessuno di noi si è chiesto, appresa la falsa notizia, se i rom fossero veramente colpevoli. E nessuno, dopo la smentita clamorosa, ha fatto un passo indietro. Ci si è chiusi in un vergognoso silenzio. Che strano popolo, quello italiano: ci mette un attimo a scaldarsi, a dare alle fiamme quattro baracche da pezzenti. Poi subisce, passivo, vent'anni di soprusi governativi, leggi che condannano alla povertà pensionati, precari e classe media. La caccia allo zingaro è troppo più forte di una pensione a 71 anni".
Alex T.

Un altro ottimo commento proveniente dal sito Giornalettismo:
rosy
"Ma perché non provate a considerare le cose separatamente? La ragazzina idiota è da colpevolizzare indipendentemente dal raid. Fai sesso con il tuo ragazzo, non lo vuoi far sapere ai tuoi, allora che fai? Inventi che ti hanno stuprata. E’ una cosa di una gravità inaudita e lo sarebbe stata anche se avesse incolpato non due Rom ma due italiani o due cinesi. E’ impensabile pensare di coprirsi le spalle inventando una cosa così tragica come uno stupro. E’ per colpa sua e delle altre gatte morte come lei se le VERE vittime di stupro incontrano tante difficoltà nel denunciare e nel farsi credere. Poi, ad aggravare il tutto, c’è ovviamente il razzismo. Nonostante dica di non essere razzista, lo è eccome perché si è ben guardata dall’indicare come colpevoli due italiani, ma ha pensato bene di indicare due rom. E non è affatto vero che non poteva prevedere quello che sarebbe successo. Innanzitutto perché lo stupro (se fosse stato vero) è un crimino odioso che provoca reazioni nella comunità; secondo, perché lo dice lei stessa che i Rom sono odiati nella zona. Dunque, sai che i Rom sono odiati da tutti, e inventi di essere stata violentata dai Rom? Ci voleva la sfera di cristallo per capire che ci sarebbero state conseguenze? Non credo. E’ chiaro che i “giustizieri” siano di criminali che hanno colto il pretesto al volo, ma questa minus habens è responsabile come e più di loro. Visto che senza le sue assurde fandonie, non sarebbe mai successo niente di quello che è successo. Volete giustificarla perché ha solo 16 anni? Accomodatevi pure. Voi a 16 anni avreste fatto una cosa simile? Vostra figlia a 16 anni farebbe una cosa simile? Se la risposta è no, siete pregati di non fare i buonisti del cavolo. Giustificando tutto si finisce allo sfacelo, che è appunto il posto dove sta andando la società italiana".

4 commenti:

Inneres Auge ha detto...

pensa te se lo stupro ci fosse stato davvero...

Danx ha detto...

Eh, più di così che potevano fare?

Inneres Auge ha detto...

bombardavano

Armando ha detto...

Buffonate. L'italia ormai va avanti a buffonate