12 dicembre 2011

Jova

Ciao Francesco Pinna, studente e lavoratore alla ricerca dell'indipendenza, alla ricerca di una vita che lo facesse sentire una persona viva. Il 19enne Francesco Pinna è morto schiacciato da un palco a Trieste, lo stava montando con un folto gruppo di operai suoi colleghi. Prendevano pochi euro, si può dire che fossero sfruttati, ma i soldi non centrano.

Non centra neanche lo sfruttamento, infortuni e morti sul lavoro avvengono in ogni posto, capitano anche ai fortunati impiegati e manager quando vanno a lavoro o tornano a casa in auto.
Certo, lo sfruttamento crea maggiori problemi, pericoli, ma in questo mondo fedele alla tecnica, in cui non c'è sicurezza ma dispositivi di sicurezza, non ci si deve stupire, almeno che non si debba ancora scendere dal pero. Da quando esistono le industrie i pericoli si sono moltiplicati: abbiamo eliminato dalle nostre zone gli animali selvaggi che ci sbranavamo, ma abbiamo costruito macchine e attrezzi che, solo perchè costruiti da noi, pensiamo non ci debbano mai far del male, invece avviene da 300 anni.

Su quel palco doveva poi salirci per cantare e zompare Jovanotti, e quel ragazzo poteva essere un 40enne, un 60enne, qualsiasi altro, ma siamo soliti badare al singolo caso e commuoverci quando la vittima è giovane.
Dobbiamo metterci in testa che in questo mondo si può morire anche sotto casa
attraversando la strada sulle strisce pedonali col semaforo verde! Abbiamo costruito un mondo staccato dalla natura, pieno di pericoli, ma pericoli seri: un'abitazione di fango non ti schiaccia in caso di terremoto, una canoa non ti investe, e così via, invece noi abbiamo palazzoni che se crollano ci uccidono all'istante, auto-camion-furgoni-moto che se ci colpiscono, ci spingono lontani decine di metri con la testa che si fracassa a terra..

Dovremmo capire che lavorare non solo stanca come scriveva il saggio Cesare Pavese, ma uccide. Uccide anche se si lavora per una rockstar, uccide anche se lavori sicuro grazie a norme sulla sicurezza pienamente rispettate, perchè viviamo per caso e nel caso, oltrechè nel caos.

Riporto l'ultima parte del post dedicato ai morti sul lavoro pubblicato su Cadoinpiedi.it:

"Nel 2011 abbiamo superato le morti sul lavoro avvenute nel 2010, 2009 e perfino 2008. Se conteggiamo le morti sulla strada ed in itinere, i lavoratori e le lavoratrici, che hanno perso la vita per sostentare se stessi e la propria famiglia, sono oltre 1100 (dato dell'Osservatorio Indipendente di Bologna). Questo è il fallimento politico e sindacale in un Paese che viene definito civile e democratico. Un Presidente della Repubblica potrebbe proporre la difesa a carico dello Stato, i familiari delle vittime spesso spendono migliaia di euro per non avere giustizia"
.
Queste le parole di Jovanotti:
"Questa tragedia mi toglie il fiato e mi colpisce profondamente. Un tour è una famiglia e si lavora per portare in scena la vita e la gioia"; "Il mio dolore è rivolto a Francesco Pinna, studente lavoratore, la cui vita si è fermata oggi nell'incidente che ha travolto la mia squadra"; "I ragazzi rimesti feriti sono lavoratori specializzati che amano quello che fanno restando nell'ombra. Sono con voi, vi voglio bene. Sono con la famiglia di Francesco e con i suoi amici. Il mio cuore è pieno di dolore".



Fonte: Rockol

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