14 dicembre 2011

Un post politico. L'Antipolitica è naturale

Siamo degli animali politici, non potremmo essere altrimenti, come si fa a non interessarsi alle leggi che regolano la società, a ciò che avviene nelle città in cui abitiamo, ci spostiamo, viviamo? Come si fa a non interessarsi a come vengono spesi i nostri pochi e sudati soldi? E oltre ad interessarci, con tutte le informazioni che sempre più abbiamo a disposizione, vorremmo fare qualcosa di pratico, decidere noi le leggi, votarle noi, magari fra qualche decennio si potrà farlo tramite Internet!, invece, anche se non siamo più degli schiavi puzzolenti, possiamo solo scegliere un partito. Quindi è ovvio che monti la rabbia perchè un partito non rappresenta niente, è come un'azienda con il suo organigramma, la sua gerarchia, i nuovi arrivati non possono parlare e votare liberamente.

Il Parlamento va bene, deve continuare ad esistere, ma devono entrarci persone libere, liberate dalle aziende-partiti, gente che parli con noi, non che si ponga in alto nei comizi e che poi durante la legislatura discute solo con gli industriali, gli ecclesiastici, gli altri capi del mondo e mai con noi.
Se continuano a non parlarci, a non farci decidere, ci sarà sempre, e sarà sempre più forte, il cosidetto sentimento dell'antipolitica che in realtà si dovrebbe chiamare antipartitico.

Toh, combinazione trovo subito un caso di fastidiosa gerarchia che vive per zittire le voci della gente.
Scrive Giulia Innocenzi dalle pagine web del Fatto Quotidiano: "[..] il presidente Filippo Silvestri (nominato in qualità di “garante”) ha convocato la direzione in modo “selettivo”, ovvero dandone comunicazione solo ad alcuni e lasciando a casa possibili voci critiche e rompiscatole"; "[..] il segretario Fausto Raciti si è costruito un meccanismo ad personam per garantirsi la sua rielezione da fare invidia persino alle leggi pro Berlusconi costruite da Ghedini".

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