28 ottobre 2012

Poveri, non sempre è colpa della crisi.

Se è vero che la crisi economica dell'Occidente costringe molte aziende a chiudere, creando una sempre più grande massa di senza lavoro, è anche vero che molti che il lavoro ce l'hanno, si rovivano la vita da soli.

Basta infatti volere di tutto e di più, malattia mentale generata da questa società del consumo e del possesso, per finire nei guai, magari perdere la casa e andare a vivere sotto i ponti!

Ad esempio c'è il caso della coppia matura che, nonostante avessero i figli impiegati, non dissero niente dei loro debiti enormi per la vergogna. Oppure il 30enne che con un buon lavoro sicuro, pensava soltanto a spendere e spandere, trovandosi nel giro di poco tempo con 30-40 mila euro di debiti. Il 25enne che apre un bar in una zona con poco traffico e che si ritrova anche lui con 40 mila euro circa di debiti. Oppure il signore che incassa pochi soldi e che, abitando sopra un bar, vi si reca abitualmente per giocare alle macchinette.. Allora è colpa della crisi o della demenza dei singoli?

Fa ridere come sui giornali, poi, venga evidenziato che alcuni di questi debitori siano riusciti a risolvere la situazione e che addirittura abbiano messo la testa a posto "mettendo su famiglia".
Ma adesso il mettere su famiglia è indice di intelligenza? Non mi pare che tutti i mariti e i padri siano bravi e buoni, sono tanti quelli che picchiano figli e mogli, che sfrecciano impunemente in auto e che evadono le imposte. E che dire dei mafiosi e dei fascisti molto legati alla famigghia?

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